Madrid: l’Ambasciatore Guariglia al convegno sugli storici architetti Antonelli

BOLOGNA\ aise\ - Ad una famiglia di architetti e ingegneri militari originaria della cittadina emiliano-romagnola Gatteo, gli Antonelli, si devono le fortezze portuali realizzate dagli Spagnoli nel cosiddetto “Nuovo Mondo”. Le loro opere sono ora “Patrimonio dell’Umanità Unesco”. A loro, è dedicato il convegno organizzato per domani, 19 maggio, a Madrid presso l’Atrio de la Escuela Tecnico Superior de Edificacion, al quale prenderà parte anche l’Ambasciatore d’Italia a Madrid, Ricardo Guariglia, dal titolo “Progetti di fortificazioni e nuovi paesaggi degli ingegneri militari Antonelli”.
Il convegno inizierà alle ore 12.00 con l’intervento del direttore della scuola spagnola, Alfonso Cobo Escamilla. Tra gli interventi, oltre a quello del diplomatico, sono previsti quelli di Marina Fumo, docente dell’Università Federico II di Napoli, di Susi Baldessironi, Addetta culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, di Gigliola D’Angelo, sempre dell’Università Federico II di Napoli, e di Claudio Babuscio, autore dell’esposizione.
L’iniziativa si concluderà infine, dalle ore 13.00 circa, con una degustazione di Vino Sangiovese e altri prodotti tipici dell’Emilia-Romagna.
Sugli architetti Antonelli
Tra le opere architettoniche più affascinanti del pianeta, dichiarate dall'Unesco "patrimonio culturale dell'Umanità", vi sono le fortificazioni costruite dagli Spagnoli a cavallo tra Cinque e Seicento per difendere dai pirati i loro porti nel Nuovo Mondo. Disseminate lungo le coste dei Caraibi, queste rocche e fortezze oggi sembrano perfettamente connaturate al paesaggio latinoamericano di città come L'Avana, San Juan de Portorico o Cartagena. Ebbene, questi robusti bastioni che guardano l'Oceano, queste poderose cinte di mura impregnate di salsedine nella luce tropicale, sono opera di romagnoli. Le risorse del genio italico, si sa, sono infinite, anche nella declinazione romagnola. Alcuni secoli prima di Agostino Codazzi da Lugo e di Emilio Rosetti da Forlimpopoli, ingegneri e scienziati che nell'Ottocento furono tra i "padri fondatori", rispettivamente, di Venezuela e Argentina, la visionaria operosità della gente di Romagna lasciò la sua impronta nelle Indie Occidentali grazie agli Antonelli, una famiglia di architetti militari originaria di Gatteo, una cittadina oggi in provincia di Forlì-Cesena.
Veri geni post-leonardeschi, gli Antonelli misero al servizio dei re di Spagna un'arte di cui gli italiani erano maestri in Europa: la costruzione di sistemi difensivi, con torri d'avvistamento e fortificazioni, per difendere le città da attacchi navali o di terraferma. Dagli archivi comunali di Gatteo come da quelli "generali" delle Indie, la storia degli Antonelli emerge solo ora in tutta la sua importanza. (aise)