POST-BREXIT: AUDIZIONE DELL’AMBASCIATORE TROMBETTA AL COMITATO SCHENGEN DEL PARLAMENTO

Post-Brexit: Audizione dell’ambasciatore Trombetta al Comitato Schengen del Parlamento

LONDRA\ aise\ - L’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta, è intervenuto ieri, 20 gennaio, in videoconferenza nel corso di un’audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, per offrire una panoramica sugli sviluppi introdotti dalle nuove norme in materia di immigrazione nel Regno Unito. Mobilità dei cittadini e dei lavoratori, collaborazione di polizia e gestione della pandemia i temi su cui si è incentrata l’audizione.
Rivolgendosi a deputati e senatori dell'organismo bicamerale, l'ambasciatore Trombetta ha evidenziato i cambiamenti riguardanti la mobilità dei cittadini e dei lavoratori, che si articolano in un nuovo sistema di elaborazione, gestione e controllo delle regole di soggiorno, immigrazione e più in generale degli ingressi nel Paese.
L’ambasciatore ha ricordato che i connazionali che volessero trasferirsi nel Regno Unito per lavoro o studio dovranno fare domanda di visto e attenersi ad una legge sull’immigrazione che non distingue più tra cittadini europei e quelli di altre nazionalità.
Dopo aver evidenziato che, per un periodo massimo di permanenza di 180 giorni in un anno, il visto non è necessario ai fini turistici, l’ambasciatore Trombetta ha fornito alla commissione un aggiornamento sulla presenza di connazionali oltremanica, riportando gli ultimi dati disponibili sul numero di registrati all’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) e al EU settlement scheme (EUSS), il programma di residenza per cittadini europei stabilito dal governo britannico. Nel primo caso si tratta di circa 449,000, mentre nel secondo di 380,000 iscritti.
Quanto all’accordo di cooperazione fra polizie siglato fra Regno Unito e UE a dicembre, l’ambasciatore ha riferito che allo stato attuale è previsto lo scambio delle informazioni di carattere operativo, ma con meno obblighi rispetto alla situazione in vigore precedentemente e senza garanzie sullo scambio di informazioni in tempo reale.
Intervenendo infine sulla gestione della prima fase della crisi pandemica, l'ambasciatoreTrombetta ha indicato che circa 30mila connazionali siano rientrati in Italia grazie a una task force organizzata tra ambasciata e consolati operanti nel Regno Unito. (aise)


Newsletter
Archivi