LIBIA: OIM E UNHCR CONDANNANO L’ATTACCO AL CENTRO DI DETENZIONE DI TAJOURA

LIBIA: OIM E UNHCR CONDANNANO L’ATTACCO AL CENTRO DI DETENZIONE DI TAJOURA

GINEVRA\ aise\ - Lo spaventoso bilancio di vittime e di feriti causato dall'attacco di martedì notte al centro di detenzione di Tajoura nella zona est di Tripoli conferma in modo drammatico le preoccupazioni più volte espresse dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per le condizioni di sicurezza di migranti e rifugiati rinchiusi nei centri di detenzione libici.
In una nota congiunta OIM e UNHCR denunciano che quest'ultimo attacco conferma quanto più volte dichiarato sui "pericoli cui vengono sottoposti i migranti e i rifugiati intercettati o soccorsi nel Mediterraneo e riportati in Libia".
Le due organizzazioni condannano "duramente" questo e qualsiasi altro attacco contro i civili e chiedono "ancora una volta che migranti e rifugiati non siano più mandati in detenzioni arbitraria", appellandosi "affinché vengano garantite loro sicurezza e protezione in Libia".
"Certamente una condanna non basta", osservano OIM e UNHCR, per le quali è "necessario l’avvio di un’indagine indipendente per determinare come tutto questo sia potuto accadere e chi siano i responsabili. Le coordinate geografiche dei centri di detenzione di Tripoli sono ben note alle milizie, così come era risaputo che nel centro di Tajoura fossero trattenuti civili". Si tratta in particolare di almeno 600 tra migranti e rifugiati, inclusi donne e bambini. "Il numero dei feriti non è ancora certo e ci aspettiamo che il bilancio finale delle vittime sarà destinato a crescere in modo notevole".
"Sono circa 3.300 i migranti e i rifugiati arbitrariamente detenuti dentro e fuori Tripoli in condizioni che non possono che essere definite disumane", incalzano OIM e UNHCR. "Con l’intensificarsi dei combattimenti migranti e rifugiati corrono pericoli sempre maggiori. Questi centri devono essere chiusi".
Intanto OIM e UNHCR hanno inviato i loro team medici, mentre un team di inter-agenzie delle Nazioni Unite è in attesa di autorizzazioni per visitare l’area. "I civili non sono un target e il loro status è garantito sia dalla Convenzione di Ginevra che dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani", sottolineano.
Il conflitto che sta interessando la capitale libica ha costretto quasi 100.000 libici a lasciare le loro case. L'UNHCR insieme all'OIM e ad altri partner ha assicurato la ricollocazione di circa 1.500 rifugiati dai centri di detenzione verso aree più sicure. Il programma di Ritorno Volontario Umanitario dell’OIM ha invece assistito circa 5.000 migranti vulnerabili nelle procedure di ritorno verso 30 paesi tra Africa e Asia.
L'OIM e l'UNHCR sottolineano l'urgenza di una condanna totale del sistema ONU sia nei confronti di questo attacco sia nei confronti della pratica della detenzione arbitraria in Libia. "Ci appelliamo alla comunità internazionale affinché migranti e rifugiati vengano evacuati dalla Libia tramite corridoi umanitari. Per il bene della Libia, ci auguriamo che gli Stati che esercitano maggiore influenza nell’area duplichino i loro sforzi affinché si giunga a una soluzione che metta la parola fine a questo terribile conflitto". (aise)


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