SICUREZZA BIS/ UNHCR: PREOCCUPATI PER LE NUOVE NORME SULLE OPERAZIONI DI SOCCORSO NEL MEDITERRANEO CENTRALE

SICUREZZA BIS/ UNHCR: PREOCCUPATI PER LE NUOVE NORME SULLE OPERAZIONI DI SOCCORSO NEL MEDITERRANEO CENTRALE

GINEVRA\ aise\ - Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’UNHCR esprime oggi in una nota “preoccupazione” per le norme del decreto sicurezza bis approvato ieri in via definitiva in Senato nella parte in cui “impone sanzioni ancore più severe alle imbarcazioni e alle persone che conducono operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”.
“Secondo gli emendamenti approvati dal Parlamento, le multe per le navi private che soccorrono le persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali sono aumentate fino a un massimo di 1 milione di euro; inoltre, per tali navi è prevista l’immediata confisca”, ricorda l’UNHCR prima di ribadire la propria “preoccupazione” in merito al fatto che “l’imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli Stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Le ONG – sottolinea l’Agenzia – svolgono un ruolo cruciale nel salvare le vite dei rifugiati e migranti che intraprendono la pericolosa traversata per arrivare in Europa. Il loro impegno e l’umanità che guida le loro azioni non dovrebbero essere criminalizzati o stigmatizzati”.
“Allo stesso modo, alle imbarcazioni commerciali e a quelle delle ONG non deve essere chiesto né di trasbordare sulle navi della Guardia Costiera libica le persone soccorse, né di farle sbarcare in Libia”, annota l’UNHCR. “Alla luce della situazione di sicurezza estremamente volatile, dei conflitti in corso, delle segnalazioni molto diffuse di violazioni di diritti umani e dell’uso generalizzato della detenzione arbitraria per le persone soccorse o intercettate in mare, la Libia non costituisce un porto sicuro ai fini dello sbarco”.
L’UNHCR chiede infine agli Stati di “proseguire le discussioni intraprese recentemente a Parigi sulla creazione di un meccanismo di sbarco temporaneo e prevedibile per le persone soccorse in mare, caratterizzato dalla responsabilità condivisa tra gli Stati per l’accoglienza e per la risposta ai bisogni specifici di queste persone. Queste discussioni sono state incoraggianti, e devono continuare nell’interesse di tutti”. (aise) 

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