CORONAVIRUS: I MORTI SONO 6/ AGGIORNAMENTI DALLE REGIONI COLPITE

CORONAVIRUS: I MORTI SONO 6/ AGGIORNAMENTI DALLE REGIONI COLPITE

ROMA\ aise\ - È un uomo di 88 anni residente del lodigiano la sesta vittima del Coronavirus in Italia. Lo hanno confermato oggi pomeriggio il presidente della Regione Lombardia Fontana e l’assessore alla sanità Gallera, nell’aggiornamento pomeridiano sull’andamento del virus nella regione più colpita in Italia.
I casi di contagio salgono a 172 (erano 167 stamane, secondo i dati riportati dal capo della protezione civile Borrelli).
La parola d’ordine in Regione è “tranquilizzare” la popolazione.
“Bisogna tenera alta l’attenzione, ma dico “no” al panico, servono solo realismo e concretezza”, ha dichiarato Fontana, che si è detto “convinto che i provvedimenti assunti, che arrivano dopo consultazioni con esperti, scienziati e virologi per tentare di bloccare il contagio, siano sufficienti e corretti per raggiungere lo scopo”.
Il numero dei contagi, ha rimarcato Gallera, è dovuto al numero dei tamponi processati: “oggi siamo a circa 1580 quindi c'è un'indagine estremamente approfondita che sta portando ad evidenziare o a far crescere il numero dei casi”. Dei 172 risultati positivi ad oggi il 70% sono maschi e il 30% femmine, ha puntualizzato l’assessore.
Quanto alla sesta vittima, Gallera ha detto ai giornalisti che si trattava di “uno dei primi che era stato individuato positivo, residente a Castiglione d'Adda e poi trasportato al Sacco di Milano”. Tutte le persone decedute, ha tenuto a precisare, “avevano un quadro clinico particolarmente debilitato, o erano molto anziane”. Questo per sottolineare che “questo virus ha una forza contagiosa molto evidente”, ma quanto a virulenza e mortalità “è maggiore quella di un’influenza”.
Anziani più colpiti e non solo dal virus, visto il tentativo di truffa su cui ha lanciato l’allarme la Croce Rossa nel primo pomeriggio e rilanciato anche da Gallera che ha invitato tutti a fare attenzione: “si presentano alle porte delle persone vestite con le tute della Croce Rossa dicendo che sono lì per fare degli screening: si tratta di sciacalli che si introducono a casa delle persone. Non c'è nessun volontario della Croce Rossa o altro che è stato inviato a fare screening senza che ci sia una richiesta della persona in questione”. L’equipe domiciliare, ha precisato, “è composta da medico, o infermiere, e carabiniere”. Nessun volontario della Croce Rossa né di altra associazione è coinvolto.
Per queste ed altre informazioni sul virus, i cittadini lombardi sono invitati a chiamare il numero verde 800894545 e non il 112, che invece deve essere lasciato libero per le emergenze.
Evolve anche il quadro dell’Emilia Romagna, dove è stato riscontrato oggi un nuovo caso di positività al Coronavirus: si tratta di un residente nel modenese che ha lavorato per alcune settimane nel Lodigiano, ed è ora ricoverato al reparto Malattie infettive del Policlinico di Modena. È, quindi, un caso che – come gli altri – è riconducibile al focolaio lombardo.
La regione, nel darne notizia, sottolinea come l’uomo non sia stato prima ricoverato, né abbia avuto contatti con operatori sanitari, essendosi trattato di un percorso “pulito”, partito dalla sua individuazione nell’ambito dei protocolli previsti e quindi all’accertamento della positività.
Complessivamente, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono così a 18.
Di questi, 6 ricoverati all’ospedale di Piacenza, 6 in isolamento a domicilio e 2 trasferiti dall’ospedale di Piacenza a quello di Parma, reparto Malattie infettive, dove si trovano anche i 2 pazienti parmigiani riscontrati positivi nelle ultime ore. A questi si aggiunge l’ultimo caso, al Policlinico di Modena.
Stabili i dati sul Veneto, con 27 contagiati. Si tratta di persone – sottolinea la Regione – appartenenti agli stessi cluster già noti (veneziano e padovano).
In Veneto il numero verde per chiedere informazioni è 800462340.
Invariato il numero dei contagiati anche in Piemonte
: come confermato dall’assessore alla Salute, al momento, la diffusione del virus in Piemonte è “sotto controllo”. Il numero dei contagiati è rimasto invariato, ovvero un totale di tre persone positive a Torino, che vengono costantemente monitorate.
A fronte di una serie di comunicazioni fuorvianti che stanno circolando online e in alcune chat di Whatsapp, l'assessore ha voluto inoltre ribadire che l'800 333 444 è l'unico numero verde regionale autorizzato a rispondere ad eventuali richieste di chiarimenti in merito all'ordinanza del 23 febbraio "Misure urgenti in materia di contenimento del contagio da coronavirus", oltre che a fornire ulteriori informazioni relative alla Regione. Anche in questo caso, è stato rilanciato l’invito a fare attenzione contro gli sciacalli: nessun operatore sanitario è stato incaricato dall'Unità di crisi, dalle Asl o da qualsivoglia soggetto per effettuare test, tamponi o prelievi al domicilio dei cittadini, a meno che questa visita non sia stata preventivamente concordata con il Servizio sanitario. In caso contrario si tratta di sciacallaggio, e si invitano i cittadini a contattare subito le forze dell’ordine.
Aggiornamenti anche dall’Ospedale Spallanzani di Roma, che nel Bollettino medico di oggi comunica che tutti i test di ricerca del nuovo coronavirus effettuati in questi giorni sono risultati negativi, ad eccezione della Signora cinese, ancora in terapia intensiva ma con condizioni stabili, vigile ed orientata e con respiro autonomo e ripresa dell’alimentazione. Il marito, tuttora ricoverato in regime ordinario, prosegue il percorso di riabilitazione.
Sono stati valutati, ad oggi, presso l’accettazione dell’Ospedale 114 pazienti. Di questi, 75, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Trentanove sono i pazienti tutt’ora ricoverati.
Lo Spallanzani ha infine provveduto a formalizzare un accordo con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che prevede, nell’ambito di una estensione della già vigente collaborazione, la presa in carico dei bambini accompagnati dai genitori, con sintomatologia riferibile alla infezione da nuovo coronavirus.
Lavoro a distanza nelle aree italiane colpite da Covid-19
Dal Ministero della Salute apprendiamo infine che i dipendenti delle aziende che si trovano nelle aree a rischio di contagio da coronavirus, individuate dalle Ordinanze, potranno ricorrere alla modalità di lavoro agile in via automatica. Lo prevede il decreto attuativo del Decreto legge 23 febbraio 2020 n.6, recante le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Tale disposizione – spiega il ministero – consente ai dipendenti assunti con rapporto di lavoro subordinato di svolgere la propria attività lavorativa in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza, e quindi all’esterno dei locali aziendali, per evitare il più possibile contatti prolungati e ravvicinati con persone che potrebbero essere infette. (aise) 

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