AL FIANCO DEGLI ULTIMI

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ROMA – focus/ aise - Ricordare il valore della partecipazione. Questo l’obiettivo della campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana che, con una nuova strategia e un nuovo format, si propone di illustrare, con concretezza ed efficacia, ciò che “rende migliore l’Italia”, per raccontare agli italiani “l’orgoglio di far parte del “Paese dei progetti realizzati”, divenuti realtà grazie all’impegno di milioni di volontari, migliaia di sacerdoti e suore”.
La parte buona del Paese, dunque, da scoprire sul sito www.8xmille.it attraverso i 15 progetti al centro della nuova campagna, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. Ciascuno ha un video dedicato sul canale youtube della campagna.
Tra i 15 selezionati anche tre attivati in Messico: con l’8xmille, infatti, la Chiesa cattolica sostiene molte opere all’estero, in paesi dove si avverte l’urgenza di intervenire a fronte di insicurezza, povertà, disuguaglianze crescenti, difesa dei diritti umani.
A Città del Messico, in particolare, le firme si traducono in aiuto dei più deboli in un paese dove, negli ultimi dieci anni, si è registrato un forte tasso di vittime di violenza, sparizioni forzate, esecuzioni arbitrarie e femminicidi. Le firme dell’8xmille potranno offrire riparo ad altre scolare, basti pensare che con soli 23 mila euro sarà possibile ampliare il dormitorio. Una goccia in un mare in tempesta: il Messico è tra i primi Paesi al mondo per violenze e sfruttamento dei minori. Il 62% ha subito maltrattamenti o abusi, in famiglia o da reti criminali. Gli under 17 sono 40 milioni, per metà poveri, senza cibo e medicine.
Il 15 Luglio scorso è stato segnalato il primo caso di Ebola a Goma (Congo), la più grande città della provincia del Nord Kivu e anche un’importante stazione di transito nella regione dei Grandi Laghi, alla frontiera con il Ruanda e con un aeroporto internazionale collegato con Nairobi e Addis Abeba. La Comunità di Sant’Egidio ha subito avviato una campagna di sensibilizzazione e prevenzione sia presso gli anziani di Karisimbi che i bambini di Mugunga, spiegando l’importanza del rispetto delle particolari norme igieniche prescritte per prevenire la diffusione dell’epidemia. La febbre emorragica ormai da un anno ha colpito la regione del Nord Kivu, soprattutto le città di Beni e Butembo, dove il controllo e la cura dell’Ebola sono resi particolarmente difficili dalla situazione di insicurezza provocata dall’azione di gruppi armati che ancora controllano parti di territorio.
L’ultimo bollettino del ministero della Salute parla di 1.655 persone decedute a causa dell’Ebola e di 694 guarite grazie al vaccino. La campagna di vaccinazione ha interessato oltre 160mila persone. Il fatto che Goma abbia registrato però il primo caso ha sollevato molta preoccupazione, per la posizione strategica della città. Anche grazie all’azione delle autorità che invitano alla prudenza e a seguire le norme sanitarie adottate, non si sono registrati altri casi, ma si dovrà attendere fino alla prima settimana di agosto per avere un riscontro su altri eventuali contagi. Parte infine la collaborazione tra EMERGENCY, Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietnicità, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia – IUSVE e la casa editrice Tunué per la messa in opera del progetto “NO ALLA GUERRA, per una società pacifica e inclusiva rispettosa dei dritti umani e della diversità fra i popoli”, tra le proposte vincitrici dell’edizione 2018 del bando Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) promosso dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il bando ECG promuove una visione della società che va oltre i confini nazionali, ampia e interdipendente che motivi i cittadini a comprendere le dinamiche e le interconnessioni globali e ad agire per una maggiore inclusione ed equità sia nelle proprie comunità locali sia a livello globale.
Il progetto, proposto da EMERGENCY, ISMU, IUSVE e Tunué, mira, attraverso una serie di attività di educazione, sensibilizzazione e partecipazione, a rafforzare la conoscenza di temi legati alla solidarietà e inclusività sociale favorendo il ruolo attivo dei cittadini, in particolare docenti, studenti e giovani, nella promozione di una cultura di pace e non violenza nella vita quotidiana, sul luogo di lavoro e nella comunità.
Parlare di guerra è difficile, perché la posta in gioco dei conflitti moderni connette una molteplicità di interessi visibili e invisibili. Quando si parla di guerra diventa quasi impossibile fare previsioni sul futuro, perché i conflitti distruggono e smantellano intere società. Nelle guerre di oggi la maggior parte delle vittime non veste alcuna uniforme: sono uomini, donne e bambini. Semplicemente “persone in cerca di pace”. La collaborazione tra EMERGENCY, ISMU, IUSVE e Tunué si protrarrà fino all’autunno del 2020, termine del progetto, con diverse iniziative di formazione, partecipazione e sensibilizzazione volte a coinvolgere l’intero territorio nazionale. (focus\ aise) 

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