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ROMA – focus/ aise - Si è tenuto il 22 giugno, alle 18.30, il quinto appuntamento degli apprezzatissimi “Dialoghi nell’emergenza” organizzati dal gruppo GIR – Giovani Italiani in Rete, in collaborazione con il Comites di Basilea. Tema dell’incontro sarà quello dei femminismi a pochi giorni dal “Frauen* strike” svizzero. Sulla piattaforma Zoom (per partecipare basta cliccare su questo link) oppure in diretta sulla pagina Facebook di GIR è stato possibile dialogare con Anna Curcio, che presenterà il volume collettaneo “Introduzione ai femminismi” (DeriveApprodi 2019) di cui è curatrice.
“Quello che avete tra le mani più che un libro è un vademecum”, si legge nella presentazione del volume. “Un manualetto che propone un excursus della critica femminista della cosiddetta seconda ondata. Anzi, attraversando le piazze e le assemblee di un nuovo movimento femminista queer in Italia ci siamo convinte della necessità di una tale operazione pedagogico-editoriale. Lo abbiamo pensato nella sua immediata applicabilità, come strumento per orientarsi tra le principali declinazioni del dibattito femminista e queer, per indagare strumenti, pratiche e parole d'ordine, per declinare di nuove o reinterpretare le vecchie; per ripensare nel presente quei percorsi e quelle analisi, per valutare elementi di continuità e discontinuità, salti, pieghe, punti di blocco e rinnovate potenzialità”.
“Introduzione ai femminismi”, edito da DeriveApprodi per la collana “Input”, raccoglie, tra gli altri, diversi pamphlet nati da seminari di formazione politica organizzati dalla Mediateca Gateway di Bologna.
Lo stesso volume collettaneo, curato da Curcio, è frutto di uno di questi e dunque caratterizzato da un forte approccio pedagogico-formativo.
“Introduzioni ai femminismi” si presenta un importante arnese, agile ma pregante, per attraversare le differenti temporalità e declinazioni della critica femminista e agirle nell’oggi. Con punti di vista differenti, le autrici dei saggi (Anna Curcio, Sara Garbagnoli, Federica Giardini, Marie Moïse, Lorenza Perini, Federico Zappino) propongono un’analisi di alcune tra le più importanti esperienze politiche e teoriche del femminismo, permettendo di orientarsi tra le questioni centrali poste dall’attuale mobilitazione internazionale femminista e transfemminista: tra queste il nesso tra capitalismo e patriarcato, il nodo del potere, il rapporto tra razza e genere, la questione dell’intersezionalità, la politica della differenza, i temi del lavoro, della sessualità e dei diritti.
Anna Curcio, ricercatrice indipendente, studia i conflitti e le trasformazioni del lavoro nel rapporto con la razza e il genere. Tra le sue pubblicazioni La razza al lavoro (2012) e Comune, comunità, comunismo (2011). È inoltre traduttrice e curatrice della versione italiana dei saggi di Silvia Federici e Nancy Fraser. Fa parte del progetto commonware.org.
L’incontro era inizialmente previsto per il 12 giugno, ma è stato posticipato per dare spazio alle iniziative del Frauen* Streik che da domenica 14 giugno si sono susseguite per più di una settimana online e in diversi altri canali.
Gli Intercomites di Australia e Sud Africa hanno tenuto una riunione di consultazione congiunta senza precedenti, giovedì 11 giugno, per fare il punto sulla situazione delle comunità italiane nei rispettivi Paesi, in particolare in relazione alla pandemia da Covid-19.
Hanno partecipato alla riunione i consiglieri CGIE Franco Papandrea (Oceania) e Riccardo Pinna (Africa), Vittorio Petriconi (Presidente Comites Western Australia e coordinatore Intercomites Australia), Francesco Pascalis (Presidente Comites Victoria e Tasmania), Maurizio Aloisi (Presidente Comites New South Wales), Mariangela Stagnitti (Presidente Comites Queensland e Northern Territory), Mark Quaglia (Tesoriere e componente dell’esecutivo Comites South Australia), Luigi Catizone (componente dell’esecutivo Comites Canberra), Salvatore Cristaudi (Presidente Comites Johannesburg e Coordinatore Intercomites Sud Africa), Francesco De Vita (Presidente Comites Città del Capo), Luciano Gastaldi (Presidente Comites Pretoria) e Giorgio Devalle (Vice Presidente Comites Johannesburg e Tesoriere Conto Corrente Nazionale Emergenza Covid-19).
Moderata da Franco Papandrea, la riunione si è aperta con brevi resoconti sulle principali attività svolte da ciascun Comites dei due Paesi. Si è poi passato ad un esame delle difficoltà causate dalla pandemia Covid19 e come queste siano state affrontate nei rispettivi Paesi, con particolare riguardo alla gestione dei rientri in Italia e all’assistenza ai connazionali domiciliati stabilmente o temporaneamente nei due Paesi e che versano in difficoltà. Dal confronto sono emersi approcci contrastanti rispetto ad entrambe le questioni.
In Oceania i voli di ritorno sono stati coordinati principalmente dalla rete diplomatico-consolare che si è affidata esclusivamente all'utilizzo di voli commerciali. A coloro che volevano rientrare in Italia è stato chiesto di registrare i propri dati sul sito web del Consolato competente per potersi avvalere di successivi aggiornamenti sulle partenze e sulla disponibilità dei posti. Salve alcune eccezioni (in particolare nel Queensland e in Nuova Zelanda) coloro che volevano rientrare in Italia erano tenuti a prenotare il biglietto direttamente con la compagnia aerea e ad autogestire eventuali modifiche o cancellazioni dei voli. Nel Queensland e in Nuova Zelanda gli interessati sono stati incoraggiati a prenotare i loro voli tramite agenzie di viaggio appositamente convenzionate in grado anche di garantire la gestione di eventuali variazioni e cancellazioni dei voli. Nel complesso, la situazione dei rientri ha avuto un buon esito e tutti coloro che intendevono tornare in Italia hanno già compiuto il loro viaggio o sono prenotati su voli di propria scelta nell'immediato futuro.
Quanto all’assistenza ai connazionali il problema si concentra su quelli non iscritti all’AIRE poiché temporaneamente domiciliati in Australia. Costoro, oltre a rischiare di non poter godere dell’assistenza italiana, sono comunque del tutto esclusi dai provvedimenti speciali di assistenza sociale e sanitaria varate dal governo australiano per far fronte all’epidemia. La rappresentanza Cgie-Comites australiana si è prontamente impegnata a sollecitare sia il governo australiano che quello italiano in merito alle immediate esigenze, soprattutto di questi connazionali, e alla necessità di interventi per regolarizzare eventuali problemi collegati alla scadenza dei visti temporanei. Per quanto riguarda l’assistenza, le misure approvate dalla conversione in legge del decreto Cura Italia, anche se di proporzioni modeste, hanno dato un segnale positivo ma corrono il rischio di essere vanificate nella loro attuazione dalle rigide e puntigliose misure amministrative adottate dalla rete diplomatico-consolare operante nel Paese.
La rappresentanza di base ha lamentato e denunciato il mancato coinvolgimento dei Comites, più volte richiesto nella programmazione dell’assistenza ed in linea con le indicazioni ricevute dal Maeci e da rappresentanti del Governo. Comites e Cgie hanno quindi ribadito l’urgenza di monitorare da vicino la difficile situazione di quegli italiani attualmente domiciliati in Australia e in possesso di visti temporanei. Per questi, l’unica assistenza finora goduta è stata quella derivante dalla generosità della collettività stabilmente residente nel Paese e che è già venuta incontro alle difficoltà di oltre mille connazionali.
La componente del Sud Africa ha consigliato di non attendere “passivamente” di essere coinvolti dalle istituzioni diplomatiche nelle attività di assistenza ai connazionali ed ha sottolineato, in proposito, come si sia attivata ad istituire e coordinare una apposita Task Force che sta efficacemente gestendo l’emergenza sanitaria in SudAfrica con il pieno coinvolgimento dell’Ambasciatore e dell’intera rete diplomatica. Anche i voli di rientro, compresi voli speciali, che hanno già assistito il rimpatrio di circa 750 cittadini dal Sud Africa e Paesi limitrofi, continuano ad essere gestiti con il coinvolgimento della Task Force. È stato inoltre riferito che la collettività italiana in Sud Africa ha risposto generosamente all’iniziativa di fundraising della Task Force mirata ad aiutare i connazionali disagiati ad affrontare le difficoltà collegate alla pandemia.
Si è poi passato alla considerazione delle gravi difficoltà politico-sociali in cui versa il Sud Africa, ulteriormente aggravate dalla pandemia. La componente australiana ha preso atto di quanto presentato e si è dichiarata solidale con i colleghi e con la collettività italiana in Sud Africa e in tutto il continente africano. È stato da tutti auspicato un possibile intervento diplomatico che, su iniziativa italiana, possa essere avviato dall’Unione Europea al fine di esaminare piú da vicino la situazione della comunità dei cittadini europei residenti in Sud Africa.
La riunione si è conclusa con positivi apprezzamenti da parte di tutti i partecipanti nei confronti dell’avvenuta consultazione Intercomites Australia-Sud Africa e con una unanime risoluzione a proseguire con simili incontri congiunti con regolarità semestrale. (focus\ aise) 

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