GLI EVENTI DELLA RETE ITALIANA NEL MONDO

GLI EVENTI DELLA RETE ITALIANA NEL MONDO

ROMA – focus/ aise – “Rosmini e i principi della cittadinanza: politica, economia, diritto. potere, individuo e società - Le ragioni della politica” è il tema del convegno internazionale in programma a Lugano il 31 gennaio e il 1° febbraio prossimi. Organizzato dalla Facoltà di Teologia di Lugano - Istituto di Studi Filosofici - Cattedra Antonio Rosmini, i lavori si terranno il 31 gennaio in ateneo, e il 1° febbraio nella sede del Consolato generale d’Italia.
Il convegno inizierà alle 14.30 alla Facoltà di Teologia con i saluti dei rettori René Roux e Boas Erez, del console generale Mauro Massoni, di Marco Romano, Membro del Consiglio nazionale, Alberto Lepori, già Deputato al Gran Consiglio e Membro del Consiglio di Stato, Fabio Bacchetta Cattori, già Deputato al Gran Consiglio, e Padre Vito Nardin, Proposito Generale dei Rosminiani.
Dopo una introduzione sui “Temi poco esplorati della Filosofia della politica di Rosmini” a cura di Markus Krienke, Direttore della Cattedra Rosmini, si aprirà la prima sessione su “Politica, costituzione e cultura in Rosmini”.
In particolare “Storia, politica e costituzione in Rosmini. A partire da “Della naturale costituzione della società civile”” sarà il tema approfondito da Paolo Armellini, Università Sapienza, Roma; “Del vincolo di proprietà e di dominio” parlerà Carlo Lottieri, Università degli Studi, Verona - Facoltà di Teologia, Lugano; mentre “La storia culturale del politico” sarà il contributo di Christiane Liermann, Direttrice Villa Vigoni, Menaggio (CO). Seguirà un dibattito.
La parte finale pomeriggio sarà dedicata alle “Comunicazioni” con diversi interventi: de “L’“opinione di potere” e l’“ordine della società” nei primi studi politici di Antonio Rosmini” parlerà Antonio Campati, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; “La critica rosminiana al perfettismo” il tema centrato da Valerio Mori, Università Tuscia, Viterbo; mentre di “Rosmini nel dibattito sul fondamento della statistica” parlerà Francesco Mascellino, Università degli Studi, Milano.
Il giorno seguente, 1° febbraio, i lavori, come detto, si sposteranno nella sede del Consolato Generale d’Italia.
Alle 10.00 inizierà la seconda sessione dedicata a “Rosmini e il socialismo”.
Di “Rosmini e Saint-Simon” parlerà Salvo Muscolino, Università degli Studi, Palermo; “Ciò che è vivo e ciò che è morto nella critica al socialismo di Antonio Rosmini” il tema al centro dell’intervento di Marco Bassani, Università degli Studi, Milano - Facoltà di Teologia, Lugano.
“Centralismo e pienezza di dominio. La distopia comunista in Rosmini” il contributo di Dario Caroniti, Università degli Studi, Messina.
A metà mattina, la parte dedicata alle “Comunicazioni” vedrà susseguirsi gli interventi “Origine, analisi e critica del socialismo: una lettura rosminiana” a cura di Samuele Francesco Tadini, Cattedra Rosmini, Facoltà di Teologia, Lugano; “La concezione politica della persona in Rosmini. Anello mancante tra comunismo e socialismo” di Gian Luca Sanna, Università degli Studi, Cagliari; “La proprietà in Rosmini, tra iurisdictio e gubernaculum” di Andrea Favaro, Università degli Studi, Verona.
Nel pomeriggio, dalle 14.00, la terza e ultima sessione dei lavori su “La filosofia politica rosminiana nell’orizzonte della storia”.
“A che serve la politica secondo Rosmini?” l’interrogativo a cui proverà a rispondere Rocco Pezzimenti, Università LUMSA, Roma: di “Resistenza e movimento in Rosmini. Due sistemi politici nell’orizzonte di una filosofia della storia del genere umano” parlerà Francesco Ghia, Università degli Studi, Trento.
Le ultime “Comunicazioni” daranno spazio agli interventi su “Politica e desiderio in Rosmini” di Marta Ferronato, Università degli Studi, Padova; “Considerazioni sulla teodicea sociale. Tra presupposti teoretici e riflessi politici” di Vincenzo Parisi, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; e “La “buona amministrazione” nella Filosofia della politica di Antonio Rosmini” di Markus Krienke, Direttore Cattedra Rosmini, Facoltà di Teologia, Lugano.
Giunge alla quinta edizione il programma degli scambi musicali rivolto a giovani musicisti e cantanti lirici italiani e russi, rinnovato anche per l’anno 2020. Lo rende noto l’Ambasciata d’Italia a Mosca, ricordando che l’obiettivo del programma, inaugurato nel 2015, è di consentire a giovani talenti di compiere brevi stage presso i più prestigiosi teatri e scuole di musica dei due Paesi.
Le borse di studio del programma coprono i costi di viaggio, alloggio, vitto e didattica, per la durata non superiore ad un mese.
Gli interessati potranno rivolgersi alla propria istituzione di provenienza che dovrà inoltrare la candidatura alla seguente mail box dell’Ambasciata d’Italia a Mosca: mosca.cultura@esteri.it.
Le domande di ammissione dovranno essere presentate entro e non oltre il 25 febbraio 2020. Per ottenere maggiori informazioni e dettagli sul programma, i giovani musicisti dovranno contattare l’Ufficio per la Promozione Culturale dell’Ambasciata (Tel. +7 495 796 96 91, mosca.cultura@esteri.it).
L’Ambasciata d’Italia a Doha e il Katara Cultural Village hanno organizzato, in cooperazione con la Galleria d’arte Medina di Roma, l’esposizione "Magnificent Cultures" dell’artista Luigi Ballarin, con curatela di Beste Gürsu International Art Consultancy.
La mostra è stata inaugurata sabato, presso il Katara (Building 18, Galleria 2), alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Qatar, Alessandro Prunas, e rimarrà aperta al pubblico fino al 29 gennaio.
"Sono particolarmente grato per il caloroso benvenuto ricevuto al mio arrivo a Doha dalle autorità del Qatar e dagli interlocutori incontrati sinora", afferma l’ambasciatore Prunas. "È un onore per me rappresentare l’Italia in un Paese così dinamico e contribuire concretamente al rafforzamento della cooperazione bilaterale in tutti i settori, incluso l’ambito culturale. Le relazioni culturali continueranno senz’altro a costituire una priorità del partenariato tra Italia e Qatar".
"In questo quadro di collaborazione intensa e produttiva", Prunas si dice "lieto di aprire il programma di attività culturali dell’Ambasciata d’Italia nel 2020 con la mostra di Luigi Ballarin, un pittore italiano originario di Venezia che ha largamente viaggiato in Medio Oriente, una fonte di grande ispirazione per la sua produzione artistica. Ballarin ricorda la figura degli esploratori e artisti itineranti italiani del passato, i quali erano soliti partire per lunghi viaggi verso terre lontane, alla scoperta di grandi civiltà, dei loro valori, usi e costumi".
Nato a Venezia nel 1959 ed ora residente ad Istanbul, Luigi Ballarin si è avvicinato per la prima volta alla regione mediorientale nel 1996, quando decise di stabilirsi in Arabia Saudita con continui spostamenti in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Questo viaggio influenzò in modo decisivo la sua vita e contribuì a plasmare la sua creatività artistica.
"Dopo aver visitato i Paesi della penisola arabica volevo rivoluzionare la mia vita e vivere lì", racconta l’artista. "Un mondo misterioso, che va oltre ciò che appare, come se le luci del cielo mi portassero oltre il blu".
"La conoscenza acquisita nel tentativo di costruire ponti tra Oriente ed Occidente", afferma Beste Gürsu, curatrice della mostra, "emerge con forza nella rappresentazione della natura, elemento dominante nella sua vita e nella sua arte, così come lo sono il senso di giustizia sociale e il dialogo tra culture".
La collezione esposta rivela la visione del mondo islamico dell’artista, che raffigura nelle sue tele simboli culturali, elementi architettonici, paesaggi e personaggi affascianti e misteriosi, resi tali anche grazie all’uso di un linguaggio astratto, arricchito da colori luminosi e vibranti. Come hanno scritto di Ballarin alcuni critici italiani, la sua arte va ben oltre il concetto di Orientalismo contemporaneo e rifiuta ogni folklore esotico ed eccessivo. Il pittore possiede un codice artistico molto personale - accurato ed evocativo al tempo stesso - ed ha il grande merito di riuscire a catturare l’attenzione e stimolare le emozioni dei visitatori. Rappresentando i contorni sfumati di cupole e moschee all’orizzonte, i vasti deserti e le figure di cavalli abbinati alle decorazioni tipiche delle piastrelle di ceramica di gusto orientale, Luigi Ballarin vuole condividere con il pubblico la sua straordinaria esperienza di vita, contribuendo a rafforzare i legami tra Oriente ed Occidente.
"Sono particolarmente lieto di dare il benvenuto all’inaugurazione di "Magnificent Cultures" a tutti coloro che vorranno visitare la mostra, in grado di trascinare il pubblico in un viaggio intenso verso terre affascinanti, viste dalla prospettiva di un pittore e viaggiatore italiano", conclude l’ambasciatore Prunas. "Sostenendo la cultura e le arti, Italia e Qatar hanno intrapreso un proficuo percorso di collaborazione al fine di incoraggiare il dialogo, accrescere i contatti tra artisti e promuovere gli scambi. Sono fiducioso che i nostri Paesi sapranno avviare nuove interessanti forme di cooperazione in ambito culturale". (focus\ aise) 

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