LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO (2)

LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO (2)

ROMA – focus/ aise - “Intervengo per sollecitare il Governo, dopo ripetute interrogazioni sia nella scorsa legislatura che in questa, ad avviare il negoziato per aggiornare l'Accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Stati Uniti firmato nel 1973 ed entrato in vigore nel 1978”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che ieri è intervenuta nell’Aula di Montecitorio per sottoporre all’attenzione di Governo e Parlamento la necessità di aggiornare l’accordo.
“Circa due mesi fa – ha ricordato Nissoli – ho di nuovo presentato un'interrogazione, chiedendo al Governo di fornire indicazioni per una tempistica certa concernente l'iter del negoziato per aggiornare tale accordo, ma non ho ricevuto ancora nessuna risposta. Si tratta, come ho già detto, di una convenzione firmata nel 1973 ed entrata in vigore nel 1978, quindi ormai obsoleta e che non include nuovi lavoratori. Pertanto, l'aggiornamento di questa convenzione è finalizzato a venire incontro alle necessità dei lavoratori italiani, che a oggi non vedono ancora pienamente tutelati i loro diritti previdenziali”.
“I cambiamenti intercorsi nella società sia italiana che americana, con conseguente emersione di nuove figure professionali, - ha spiegato Nissoli – richiedono che l'accordo, attualmente in vigore, allarghi le proprie tutele a nuove categorie di lavoratori e che queste tutele siano estese agli iscritti ex INPDAP, ora gestita dall'INPS, in maniera da eliminare la disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati. Ho avuto promesse nella scorsa legislatura ma nessun fatto concreto. Ma come mai le parole non corrispondono mai ai fatti? Chiedo, per cortesia, che si dia una risposta chiara non tanto a me, sia ben chiaro, ma a questi lavoratori italiani che – ha concluso -, da troppo tempo, attendono che sia aggiornato uno strumento di sicurezza sociale, ormai, obsoleto e discriminatorio”.
“Il 2020 è sicuramente un anno “storico” e particolarmente difficile ma ricco di importanti ricorrenze per l'Italia, anche dal punto di vista culturale, come - ad esempio - i 500 anni dalla scomparsa di Raffaello Sanzio. E il prossimo lunedì sarà la volta della XX Settimana della lingua italiana nel mondo”. Così Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, che in una nota esprime il suo “più sincero ringraziamento alle Missioni diplomatiche italiane all'estero, alla Farnesina, all’Accademia della Crusca e alla Società Dante Alighieri per aver fatto sì che l'evento fosse comunque mantenuto nonostante la pandemia del COVID19”.
“È questo – ricorda il parlamentare – anche un appuntamento importante per scoprire il gran lavoro di Ambasciate, Istituti italiani di Cultura, Associazioni di connazionali nate per insegnare e promuovere la nostra lingua, la nostra cultura, il Made in Italy, contribuendo a farci conoscere come un Paese ricco di saperi, bellezza, storia. La lingua italiana ne è il veicolo principale. È prima lingua materna di circa 70 milioni di persone, è lingua ufficiale di alcuni Paesi ed Organizzazioni internazionali, è parlata e studiata come lingua viva pressoché in ogni angolo del pianeta”.
“Infine”, conclude Ungaro, la settimana “è un'occasione per raccogliere il disagio e la richiesta di sostegno provenienti dagli enti promotori dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero, a causa delle difficoltà applicative della nuova regolamentazione dei corsi contenuta nella circolare n. 3, emanata dal MAECI agli inizi di agosto”.
“Ieri sono intervenuta alla Camera per chiedere al Governo di dare risposta alla mia interrogazione, presentata addirittura il 17 giugno 2019, sulla definizione del protocollo Italia-Quebéc per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida”. Così Francesca La Marca, deputata Pd eletta in Centro e Nord America, che ricorda: “l'accordo quadro tra Italia e Canada sul riconoscimento delle patenti di guida è stato concluso a marzo del 2017. Per essere operativo, tuttavia, è necessario che esso sia tradotto in accordi diretti con le singole Province canadesi, titolari della competenza in questa materia. Da oltre due anni sono iniziati i contatti tra i rappresentanti dell'Italia e del Québec per giungere all'accordo operativo, ma nonostante le ripetute sollecitazioni, tra le quali a più riprese le mie, non si è ancora arrivati a una conclusione”.
“Con questo ennesimo invito che ho rivolto dall'aula della Camera alle parti impegnate nella definizione dell'accordo – sottolinea la deputata – mi sono fatta portavoce delle attese e degli interessi di un significativo numero di cittadini italiani e di cittadini canadesi. Da anni attendono una soluzione e non smettono di chiedere che la loro legittima attesa abbia finalmente termine”. (focus\ aise) 

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