LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO (2)

La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “Lo scorso agosto il patronato INCA-CGIL è stato condannato a risarcire una delle vittime della truffa da decine di milioni di euro perpetrata a Zurigo dall’ex direttore di questo patronato, Antonio Giacchetta, ai danni di centinaia di pensionati italiani. Apprendo scioccato che il patronato INCA-CGIL ha avuto la faccia tosta di presentare appello contro questa decisione”. Così in una nota Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa.
Condannata in primo grado, l’Inca Cgil il 29 settembre scorso ha presentato richiesta d’appello contro la sentenza del 3 agosto 2020 nella causa che ha visto il patronato soccombere contro il Comitato Difesa Famiglie nato a tutela dei connazionali truffati da Antonio Giacchetta.
“Non vogliono restituire i soldi che gli italiani avevano messo da parte per la propria pensione”, accusa Billi. “Continuerò a seguire questa vicenda per fare in modo che queste cose non si ripetano”.
“Le regole limitative imposte dalla pandemia, aggiunte alle note carenze di personale esistenti nei nostri consolati per il decennale blocco del turnover, hanno reso le nostre sedi all’estero ancor meno accessibili e reattive rispetto alla domanda di servizi dei nostri connazionali di quanto non fossero nel passato”. Partono da qui le riflessioni di Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, sull’urgenza di implementare i servizi consolari. Tema al centro di un suo ordine del giorno, approvato in sede di discussione della legge di bilancio.
“Il costante aumento degli iscritti AIRE, inoltre, che secondo i dati degli stessi consolati hanno ormai superato i sei milioni, e le sempre nuove funzioni attribuite ai terminali del MAECI all’estero, determinano un’obiettiva tensione nell’accessibilità ai consolati e nei tempi delle risposte date ai cittadini dalla pubblica amministrazione”, annota la parlamentare. “La situazione sta peggiorando e non si può far finta di niente o limitarsi ad aspettare che passi la nottata del Covid 19. Pur sapendo che siamo ancora attraversando il guado della pandemia, è necessario porsi oggi il problema di una risposta organica e incisiva alla situazione che si sta determinando”.
“In parole povere, - osserva Schirò – quando un cittadino per ottenere una risposta in merito a una pratica di cittadinanza deve aspettare anche dieci anni e per ottenere un appuntamento con i funzionari di un consolato può aspettare anche due anni, in buona sostanza significa che i diritti del cittadino di fronte alla pubblica amministrazione rischiano di esistere solo sulla carta, ma di essere elusi nei fatti”.
“Per questo, - sottolinea – in occasione del passaggio alla Camera a fine anno della legge di bilancio, ho presentato un ordine del giorno, sostenuto anche dai colleghi Quartapelle, La Marca e Carè, nel quale ho chiesto al Governo di iniziare a delineare un percorso di transizione dall’attuale condizione di limitazione dei servizi a una situazione di normale agibilità, non appena le condizioni della crisi pandemica lo consentiranno. Un passo indispensabile da compiere nel quadro di un progetto di sviluppo e modernizzazione dei servizi ai cittadini italiani all’estero fondato su un adeguato bilanciamento delle risorse umane e dei sistemi di digitalizzazione dei processi e dei servizi, in vista di una più celere e soddisfacente risposta alla domanda che si manifesta dalla comunità italiana nel mondo. Naturalmente – questa è stata la riformulazione richiesta in sede di approvazione – assicurando al MAECI adeguate risorse umane e finanziarie”.
“Il Governo ha accolto il mio ordine del giorno che può essere, dunque, una base di partenza per il ritorno a una situazione di maggiore agibilità dei nostri consolati e – conclude – un utile richiamo alle sollecitazioni che nella stessa direzione provengono dagli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero”.
Sottosegretario agli esteri e presidente del Maie, Ricardo Merlo ha convocato questa mattina una riunione dei gruppi parlamentari del MAIE “per discutere dei possibili scenari futuri e dei prossimi passaggi, alla luce delle dimissioni della delegazione di Italia Viva dal governo”.
“Il lavoro che stiamo portando avanti alla Farnesina per gli italiani all'estero e per rafforzare la presenza e l'immagine dell'Italia nel mondo – sottolinea Merlo – continua, senza distrazioni, con lo stesso impegno e la stessa determinazione di sempre”.(focus\ aise) 

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