LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise - Deputato della Lega eletto in Europa, Simone Billi si dice “soddisfatto per l’approvazione all’unanimità in Commissione Esteri di un nostro emendamento alla Legge di Bilancio per affrontare i maggiori oneri che i Consolati sono costretti a sostenere in questa situazione di crisi pandemica”.
L’emendamento è stato presentato insieme al collega di partito Alberto Ribolla che aggiunge: “questi finanziamenti permetteranno di far fronte alle ulteriori necessità dovute alla crisi pandemica”.
La comunità italiana all’estero, concludono i due deputati del Carroccio, “ha bisogno del sostegno delle Istituzioni ora più che mai”.
“Il DL immigrazione che il Parlamento si appresta ad approvare lava l'onta dei DL insicurezza di Salvini. Porti aperti, permesso il soccorso in mare, divieto di espulsione per chi rischia la tortura o persecuzioni, possibilità di convertire permessi di soggiorno in permessi di lavoro, nuovo sistema di accoglienza e integrazione diffusa nei territori”. A riferirlo è Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa.
“Il testo - ha aggiunto -, oltre ad accogliere i rilievi del Presidente Mattarella, è stato migliorato durante l'esame in Commissione grazie al contributo fattivo di Italia Viva, con l'occasione ringrazio per l'ottimo lavoro i capigruppo Marco Di Maio e Gennaro Migliore. Da oggi si riducono i tempi per ottenere la cittadinanza per matrimonio, 36 mesi invece di 48, a beneficio di migliaia di coppie miste di nostri connazionali all'estero”.
Ma questo, secondo il deputato, “è solo un primo passo: ora bisogna lavorare per aumentare gli accordi di rimpatrio, rivedere gli accordi con la Libia, riformare il Trattato di Dublino e introdurre lo ius culturae per dare cittadinanza a oltre un milione di ragazzi nati in Italia che studiano nelle nostre scuole. Solo con un nuovo equilibrio tra diritti e doveri ci può essere integrazione, solo con l'integrazione si può garantire la sicurezza per tutti gli italiani”, ha concluso Ungaro.
Sono decine di migliaia ogni anno i nostri connazionali che, per i più svariati motivi, per scelta o per obbligo, rientrano in Italia. A loro la deputata eletta in Europa con il Pd, Angela Schirò, ha voluto dedicare una nota, nella quale ha informato che sono molti “quelli che mi chiedono se esistono e quali sono i sostegni economici e di lavoro che lo Stato italiano destina ai cittadini italiani rientrati e disoccupati. Mi trovo sempre in difficoltà e a disagio nel rispondere che purtroppo sono pochi e spesso inefficaci gli interventi previsti per loro”.
“Vale comunque la pena ricordare che chi ha deciso di rientrare a causa dell'emergenza sanitaria ha potuto usufruire del Reddito di emergenza - ha aggiunto l’eletta all’estero -. Il Reddito di Emergenza (REM) - misura di sostegno economico temporaneo riconosciuta anche agli emigrati italiani che rientrano in patria e acquisiscono la residenza – è stato prorogato dal Decreto Ristori di altri due mesi, novembre e dicembre. Io ritengo tuttavia che siccome il REM viene concesso alle persone che si trovano in difficoltà a causa del Coronavirus, sarebbe molto opportuno e urgente che la misura sia estesa fino a che dura l’emergenza sanitaria, visto, tra l’altro, che al momento ne beneficia un numero di nuclei familiari pari a 404 mila, con una spesa complessiva che non supera i 500 milioni per l’anno 2020”.
Altra misura di sostegno definita “importante” da Schirò è stata “l’indennità di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero”. L’indennità, ha informato la deputata dem è “prevista da una vecchia legge (n. 402) del 1975 che è comunque ancora in vigore e viene erogata ai cittadini italiani che abbiano lavorato all’estero e siano rimasti disoccupati per effetto del licenziamento o del mancato rinnovo del contratto di lavoro stagionale. Per accedere alla prestazione bisogna essere rimpatriato entro 180 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro all’estero. Inoltre con la manovra di Bilancio per 2021 approvata dal Consiglio dei Ministri e trasmessa in Parlamento, il Governo si accinge a mettere in campo importanti risorse e misure per sostenere il lavoro, la crescita, il welfare. Le misure ovviamente sono state pensate per gli italiani in difficoltà ma valgono anche per i nostri connazionali che rientrano in Italia. Infatti per sostenere le politiche attive per il lavoro si prevedono risorse significative, come ad esempio la proroga e il rafforzamento della decontribuzione per le assunzioni nel Meridione e l’introduzione di agevolazioni fiscali e contributive per le imprese private che assumono i giovani e, in via sperimentale, le donne (che come sappiamo sono quelle che più di tutti hanno pagato il prezzo altissimo nell’emergenza in termini di occupazione)”.
In questi ultimi mesi, ha sottolineato infine Schirò, “c’è stato un costante impegno del Partito Democratico e del Dipartimento degli Italiani nel mondo del PD per ascoltare le istanze dei nostri connazionali e per tutelare diritti e interessi delle nostre collettività all’estero. Nella prossima discussione della legge di Bilancio ci sarà anche il mio impegno per sensibilizzare il Governo alle giuste rivendicazioni degli italiani nel mondo, con una attenzione particolare alle questioni fiscali (Imu, Tari, Rai, etc.) e a quelle socio-previdenziali”
(focus\aise) 

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