LE VOCI DEL REFERENDUM

LE VOCI DEL REFERENDUM

ROMA – focus/ aise - Archiviato il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, con la vittoria del Sì sia in Italia che all’estero, il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo commenta i dati sull’affluenza, che l’esponente del governo italiano giudica “ottima” (ha partecipato al referendum il 23,30% degli aventi diritto - ndr), nonostante la pandemia legata al coronavirus e i tanti scettici sulla partecipazione.
“Desidero ringraziare i sindacati della Farnesina, i lavoratori di tutta la rete consolare, dai funzionari agli impiegati, per l’impegno profuso in occasione dell’elezione referendaria”, dichiara il Sottosegretario, che poi aggiunge: “personalmente sono sempre più convinto che le organizzazioni sindacali, che vanno ancor più valorizzate e protette, costituiscano uno strumento fondamentale per portare avanti in maniera efficace le politiche per gli italiani all’estero”.
“Un ringraziamento speciale – sottolinea Merlo – va al Direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Luigi Vignali, per essere stato sempre in prima linea nell’organizzazione della macchina elettorale, in costante contatto con le nostre sedi diplomatico-consolari: anche grazie al suo prezioso contributo i nostri connazionali residenti oltre confine hanno potuto esprimere il proprio voto in maniera regolare, senza complicazioni di sorta nel processo elettorale”.
“Ora che questa riforma è passata anche con il Sì degli italiani, di quelli residenti in Patria e all’estero, è ora di lavorare, una volta per tutte e tutti insieme, a una seria riforma del voto all’estero, non più procrastinabile”, evidenzia il senatore eletto in Sud America. “Come rappresentanti politici e istituzionali degli italiani nel mondo – continua -, dobbiamo fare in modo di mettere in sicurezza il meccanismo che regola il voto dei nostri connazionali, che così com’è – ormai è evidente – fa acqua da tutte le parti. Ho portato questo tema sul tavolo di Parlamento e governo fin dall’inizio di questa legislatura, coinvolgendo il CGIE e tutte le forze politiche in campo. È il momento di riprendere la battaglia e, questa volta, di portare a casa il risultato. A chiedercelo – conclude il Sottosegretario Merlo – sono milioni di elettori italiani residenti oltre confine”. “Quando ho deciso di espormi per il “No”, ero ben consapevole che sarebbe stata una campagna difficile: i sondaggi davano la vittoria del sì all’80/90%. Potremmo dire che mi sono esposta, in dissenso dal mio gruppo politico, per ciò che tutti sapevano essere “una battaglia persa”. Ma nessuna battaglia è mai davvero persa. Ho affrontato con serenità questa campagna elettorale, consapevole della mia onestà intellettuale, ferma nelle mie convinzioni, ma aperta sempre al confronto di chi la pensava diversamente”. Questo il commento della deputata del M5S eletta in Europa, Elisa Siragusa, pubblicato sul proprio profilo Facebook a seguito della vittoria del Sì al Referendum Costituzionale sul Taglio dei Parlamentari di ieri e l’altro ieri, in cui ha chiesto "rispetto", nonostante la sconfitta, per il 30% di chi ha votato per il “No”.
“Il sì ha vinto con una percentuale ben al di sotto dei primi sondaggi - ha aggiunto Siragusa -. Ma nonostante questo ha vinto. E io rispetto sempre il risultato delle urne, anche quando non lo condivido.
La deputata grillina si è poi concentrata, in una nota di oggi, sul voto all'estero: “nella circoscrizione Estero la vittoria del “Sì” è stata schiacciante, confermando addirittura le percentuali previste già dai primi sondaggi di mesi fa. Non pare quindi che, a differenza di quanto avvenuto in Italia, ci sia stato un mutamento nell’opinione dei votanti, e un ingrossamento delle file del “No””.
“Le ragioni di ciò - ha spiegato - possono essere dovute a diversi fattori: tra questi, sicuramente la mancanza di una vera e propria campagna referendaria all’estero, dovuta sempre alle vacanze e alla crisi sanitaria. Non è inoltre da escludersi che per alcuni connazionali questo potrebbe essere stato un voto di rivalsa contro una classe politica, e una gestione del Paese, che li ha in molti casi costretti a lasciare l’Italia”.
“Da adesso - ha aggiunto -, comunque, si aprirà una stagione di riforme; tra quelle possibili, non è a mio avviso più rinviabile quella volta a riformare il voto degli italiani all’estero. L’imminente modifica della legge elettorale è un’occasione da non perdere. È necessario introdurre l’inversione dell’opzione di voto; inoltre sarà a mio avviso indispensabile ridefinire le ripartizioni, al fine di renderle più omogenee”.
Su Facebook ha invece continuato spiegando l'importanza della rimonta, se pure uscita sconfitta del fronte del "No": "in queste ultime settimane il fronte del No è tuttavia cresciuto molto, nonostante tutto. Nonostante l’emergenza sanitaria, e le ferie agostane che hanno azzoppato la campagna referendaria. Nonostante non ci fosse nessun grande partito esposto per il No. Nonostante l’investimento economico del fronte del Sì, con annunci pubblicitari sui bus e sponsorizzazioni Facebook imbarazzanti. Nonostante le tante fake news. Nonostante la costante denigrazione del fronte del No. E nonostante tutto, il 30% dei votanti ha votato No. Un risultato che sembrava impossibile a metà agosto. Un risultato di cui spero verrà tenuto conto e rispetto”, ha concluso la deputata eletta all’estero.
Il responso degli elettori al quesito referendario sulla conferma della legge che riduce il numero dei parlamentari è chiaro e senza equivoci. Gli elettori hanno parlato e il loro responso va rispettato. Interpretandolo, credo, soprattutto come richiesta di cambiamento. Per questo, fatto il primo passo, è necessario fare gli altri, procedendo subito ad approvare i punti che compensano questo taglio, inseriti nel programma di governo”. Così Francesca La Marca, deputata Pd eletta in Centro e Nord America, commenta la vittoria del “sì” al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.
“Sul piano politico, - osserva La Marca – oltre al risultato del referendum, le elezioni regionali hanno obiettivamente consolidato maggioranza e governo. In un momento così difficile, tutto questo è certamente un bene, ma non per tirare a campare, semmai per concentrare tutte le energie sui compiti di difesa della salute dei cittadini e per programmare con serietà l’impiego delle ingenti risorse europee da investire per la ripresa del Paese”.
“All’estero – ricordato la parlamentare – l’affluenza al voto è stata del 23,30% e la percentuale dei SI è stata del 78,24%. In Nord e Centro America, in particolare, la partecipazione è stata del 22,49% e il rapporto fra i SI e NO è stato 81,07% - 18,93%. Ancora una volta, soprattutto oltreoceano, l’adesione a una proposta istituzionale di governo e maggioranza è apparsa come una prova di lealtà verso il Paese di origine. Tuttavia, non si possono trascurare la maggiore omogeneità di comportamento dei nuovi emigrati con gli orientamenti nazionali e anche il peso di un certo malessere diffuso verso le istituzioni italiane a causa di alcune disfunzioni, a partire dai servizi ai connazionali, un malessere che in questo caso si è rivolto contro il Parlamento”.
“Su tutto questo – riconosce, concludendo, La Marca - è giusto aprire un approfondito confronto di prospettiva e mi auguro che esso avvenga in modo sincero e leale”. (focus\aise) 

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