PAROLA AGLI ELETTI ALL’ESTERO

PAROLA AGLI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise - “Ieri, sono intervenuta nell’Aula di Montecitorio per chiedere al Governo di prestare maggiore attenzione alla situazione dei lavoratori nelle nostre sedi diplomatiche e consolari che si trovano in difficoltà a causa della pandemia da Covid-19”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che ricorda: “al momento si contano circa 84 contagi e molte sedi chiuse: una ventina, elementi che si sommano alla già nota e atavica carenza di personale e alla penuria degli strumenti”.
Nell’intervento, prosegue, “ho fatto notare che è difficile comprendere come il personale, letteralmente privo di riferimenti e linee guida operative e di garanzie di incolumità, possa sostenere un carico di lavoro talvolta triplicato, come nel caso delle elezioni referendarie. Pertanto, ho chiesto al Governo di rispondere alla mia interrogazione parlamentare in merito per dare, di conseguenza, una risposta alle migliaia di lavoratori delle nostre sedi diplomatiche e consolari, oltre che a milioni di cittadini residenti all’estero, facendo luce su quanto verificatosi oltre confine e – conclude – su quelle che sono le misure attualmente adottate per garantire la sicurezza e l’incolumità del personale e degli utenti”. “Nel voto referendario, la conferma della legge che riduce il numero dei parlamentari è venuta da circa il 70% degli elettori. Da questo dato evidente è necessario, dunque, partire, al di là delle personali posizioni di merito, che, per ciò che mi riguarda, è stata e resta contraria”. Questa la riflessione di Angela Schirò, deputata del Pd eletta in Europa, riguardo il referendum degli scorsi 20 e 21 settembre riguardo il taglio dei parlamentari.
“Credo - ha aggiunto in una nota - che nel “SÌ” ci siano molteplici e forse contraddittorie componenti. Da un lato, il clima di avversione per le istituzioni e la classe politica dirigente, dall’altro il desiderio di cambiare e di non vedere più l’assetto istituzionale bloccato, come da troppo tempo accade, avviando un processo di riorganizzazione e modernizzazione. Bene ha fatto, dunque, Zingaretti a dire: “ora avanti subito con la nuova legge elettorale e con gli altri impegni assunti nel patto di governo”, per tutelare minoranze, territori e giovani. E poiché parliamo di rappresentanza vera e non di ritocchi, nella mia agenda politica e ideale una delle cose da fare subito è dare rappresentanza a chi è senza rappresentanza, vale a dire ai giovani ai quali non basta essere nati in Italia e avervi frequentato interi corsi di studi per essere considerati cittadini di pieno diritto”.
Tornando al referendum, la deputata ha spiegato come “all’estero il “SÌ” è andato oltre ogni previsione, raggiungendo circa l’80% dei voti validi del milione e centomila circa che hanno partecipato: il 23,3% degli aventi diritto, una percentuale forse non disprezzabile viste le difficoltà dovute alla pandemia. In questo senso, dobbiamo riconoscere che poco ha inciso la posizione contraria degli esponenti di tutti gli organismi di rappresentanza, dai COMITES al CGIE e ai parlamentari. E questo già è un serio motivo di riflessione”.
Per quanto riguarda l’Europa, che a Schirò riguarda in prima persona essendo lei stata eletta nel Vecchio Continente, “c’è da dire che il comportamento degli elettori è stato sempre abbastanza omogeneo con quello espresso in Italia e il fatto che i maggiori partiti di riferimento (Lega, Fratelli d’Italia, M5Stelle, PD) abbiano dato ufficialmente indicazioni per il “SI” ha certamente avuto il suo peso. In più, i nuovi emigrati arrivati negli ultimi anni hanno avuto comportamenti certamente omogenei con quelli dell’elettorato italiano. E tuttavia, credo che non saremmo leali con noi stessi e con gli altri se non riconoscessimo che sul voto ha avuto un effetto non secondario un malessere diffuso che esiste anche quando non assume espressioni esplicite. Mi riferisco al disagio dei nuovi emigrati, i cui problemi si sono drammatizzati a seguito della crisi pandemica, agli anziani che si sono sentiti colpiti dall’eliminazione delle pur parziali misure di esenzione di alcune imposte, ai connazionali in genere che trovano sempre maggiori difficoltà ad ottenere i servizi anche più semplici dai nostri consolati, alle famiglie dei ragazzi che frequentano i corsi di italiano per i quali l’anno scolastico non inizia mai puntuale e ogni anno devono ricominciare con le solite difficoltà, e così via. Trascurare questo malessere reale e rinchiudersi in un mero discorso istituzionalistico è sbagliato, significa lasciar covare il fuoco sotto la cenere con il rischio di incendi più gravi”.
È dunque “necessario”, secondo Schirò, “aprire subito un confronto non solo sulla rappresentanza, sui suoi limiti, sui suoi ritardi e sulla sua riorganizzazione, sapendo comunque che tutto sarà più difficile nel momento in cui gli stessi italiani all’estero sembrano non volerla difendere fino in fondo. È necessario strutturare un confronto permanente soprattutto sui diritti degli italiani all’estero. È quello che finora ho cercato di fare - ha concluso -, pur tra disattenzioni e difficoltà, e continuerò a fare finché avrò la responsabilità che gli elettori mi hanno affidato”.
Senatrice di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, Francesca Alderisi ha depositato in Senato un disegno di legge che prevede l’istituzione di una Giornata nazionale della Rete diplomatico-consolare italiana nel mondo.
“La ricorrenza – spiega la parlamentare eletta all’estero - rappresenta un doveroso riconoscimento alle donne e agli uomini della Rete diplomatico-consolare italiana nel mondo, al loro senso dello Stato, alla loro professionalità, alla competenza e all’impegno con cui assolvono le loro funzioni, alla sensibilità con cui assistono la grande comunità degli Italiani nel mondo".
“Non sempre in Italia si ha la percezione di quanto siano delicati e complessi i compiti della nostra Rete diplomatico-consolare”, osserva la senatrice. “Attiva in oltre trecento sedi in più di centoventi Paesi, la Rete rappresenta l’Italia, ne promuove l'economia, la cultura e la lingua italiane all’estero, soprattutto è il punto di riferimento primario per ciascun italiano che si trovi fuori dai confini nazionali, sia che risieda all’estero sia che vi si rechi temporaneamente”.
“In occasione della Giornata nazionale – chiarisce Alderisi – verrebbero promosse sia in Italia che presso le sedi della Rete nel mondo iniziative divulgative finalizzate ad accrescere la consapevolezza di quanto il ruolo della nostra Rete diplomatico-consolare sia importante per il Paese, per farne conoscere l’attività e la molteplicità di servizi che questa eroga tanto nella quotidianità quanto nei momenti di crisi”.
A questo proposito, la senatrice sottolinea come nel corso dell'emergenza Covid-19 “gli Uffici della nostra Rete all’estero abbiano risposto con grande sensibilità, spirito di sacrificio e straordinario impegno alle innumerevoli istanze dei tanti italiani che allo scoppio della pandemia si trovavano all’estero, compiendo autentici miracoli nell’organizzare i rientri in Italia, nel sostenere tanti connazionali in difficoltà, in particolare i minori, e facendosi carico di casi tanto diversi e complessi pur riuscendo a garantire nel contempo che i servizi consolari venissero regolarmente prestati”.
La Giornata verrebbe celebrata il 14 dicembre di ogni anno, “giorno dell’adesione dell’Italia, nel 1955, alla Carta delle Nazioni Unite, atto con il quale il nostro Paese divenne membro dell’Organizzazione. L’approccio multilateralista, elemento fondante dell’attività dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, caratterizza da sempre l’attività diplomatica del nostro Paese e ha orientato negli anni l’impegno della Rete diplomatico-consolare italiana”. (focus\ aise) 

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