RITRATTO DI UNA COMUNITÀ: LE DONNE ITALIANE IN NORVEGIA E ISLANDA

RITRATTO DI UNA COMUNITÀ: LE DONNE ITALIANE IN NORVEGIA E ISLANDA

ROMA – focus\aise\ - L'Ambasciata d’Italia a Oslo ha recentemente pubblicato le statistiche generali sugli italiani in Norvegia e Islanda. Ma le donne quante sono? Dove vivono? Da dove vengono? Lo raccontano altre due pubblicazioni dedicate proprio alla presenza femminile nei due Paesi, con statistiche particolari curate sempre dall'Ambasciata ed aggiornate al novembre 2018.
Le donne italiane in Norvegia
Età
Con riferimento all’età, la fascia più popolosa risulta essere quella compresa tra i 31 ed i 50 anni, con il 35% del totale. La seconda fascia per numerosità è rappresentata dalle minori di 18 anni (30%), seguita dalla categoria 18-30 anni (19%) e dalle maggiori di 50 anni (16%). Confrontando questi valori con quelli delle statistiche prive della distinzione di genere, si conclude che per gli uomini la fascia con maggiore numerosità è quella tra i 31 e i 50 anni.
Paese di nascita
I due principali Stati di nascita sono la Norvegia (41%) e l’Italia (39%), in netta superiorità rispetto a tutte le altre nazioni. Dopo aver effettuato un raggruppamento per regioni geografiche, la terza zona per numerosità risulta essere l’America centrale e meridionale (9%). A seguire si trovano i Paesi europei parte dell’Unione Europea (3%) e quelli non aderenti all’UE (3%). Con il 2% vi sono l’Asia e l’Africa, mentre con l’1% e lo 0% rispettivamente l’America settentrionale e l’Oceania.
Anno di arrivo
Rispetto all’anno di arrivo in Norvegia, dai dati emerge che dal 1996 il numero di arrivi annui di donne italiane in Norvegia è tendenzialmente cresciuto. In particolare nel 2016 si è avuto un picco con 216 arrivi. Nel 2017 il numero di arrivi è sceso a 98. Sono 91 gli arrivi precedenti al 1970.
Regione italiana di provenienza
La Lombardia risulta essere la prima regione di provenienza delle cittadine italiane residenti in Norvegia (16%), dalla sola provincia di Milano arrivano circa la metà delle lombarde (199 osservazioni). La seconda regione di provenienza è il Lazio (12%), in cui Roma risulta la prima provincia in assoluto (267 osservazioni). Le differenze con le statistiche prive della divisione di genere risultano essere minori. Al terzo posto si trova la Toscana con l’8% delle osservazioni, e con la stesa percentuale il Veneto. A seguire si trovano Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia con il 7% delle osservazioni, poi la Campania con il 6%, il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria e la Puglia con il 4%. Tutte le altre regioni non raggiungono tale quota.
Fylke di residenza
Più della metà delle italiane in Norvegia risiede nella capitale, Oslo (37%), e nei suoi dintorni; Akershus segue con il 16% delle osservazioni. I fylke con più residenti italiane seguono lo stesso andamento delle città più popolose della Norvegia (Oslo, Bergen, Stavanger, Trondheim, Drammen) che sembrano quindi attrarre le cittadine italiane in modo proporzionale alla loro grandezza. Dopo il fylke di Oslo e Akershus si trovano infatti l’Hordaland (10%), il Rogeland (9%), il Trøndelag (7%) e il Buskerud (4%). La regione geografica del Nord-Norge accoglie nel suo complesso solo 83 cittadine italiane (3% delle osservazioni).
Titolo di studio
Per questa statistica sono state prese in considerazione solo le maggiori di 16 anni. Il 64% delle donne che indicano il titolo di studio, dichiara di possedere una laurea, il 29% dichiara il possesso di un diploma, il 7% la licenza media e solo 3 donne di possedere la licenza elementare.
Professione
Anche in questa statistica non sono state considerate le minori in età scolare e prescolare e le 153 donne in età pensionabile. La professione svolta dal maggior numero di donne è l’impiegata (22%), seguita dalla categoria della professione intellettuale (13%) in cui si sono considerati docenti, professori universitari ma anche personale non docente. A seguire si trovano le libere professioniste (11%), le casalinghe (8%), le addette alla sanità (8%) e le addette del settore alberghiero e della ristorazione (7%). Per la Norvegia si trova anche un 3% di donne che ricoprono la carica funzionario o dirigente e la stessa percentuale si ha per le operaie, qualificate e non qualificate. Un 2% ha mansioni nel settore agricolo, della pesca o del commercio e solo il 3% dichiara di non avere un’occupazione.
Le donne italiane in Islanda
Età
Con riferimento all’età, le due fasce più popolose di donne residenti in Islanda risultano essere quella compresa tra i 31 e i 50 anni, con il 36% del totale, e quella delle minori di 18 anni, con il 35% del totale. La terza fascia per numerosità è rappresentata dalla categoria 18-30 anni (20%), seguita dalle maggiori di 50 anni (9%). Confrontando questi valori con quelli delle statistiche prive della distinzione di genere, si conclude che per gli uomini la fascia con maggiore numerosità è quella tra i 31 e i 50 anni.
Paese di nascita
I due principali Stati di nascita sono l’Islanda (40%) e l’Italia (47%), in netta superiorità rispetto a tutte le altre nazioni. Dopo aver effettuato un raggruppamento per regioni geografiche, la terza zona per numerosità risulta essere l’America centrale e meridionale (8%). A seguire si trovano i Paesi europei parte dell’Unione Europea (3%), nello specifico Germania, Spagna e Ungheria, e quelli non aderenti all’UE (1%), nello specifico, Svizzera e Albania. Le donne nate in Oceania e Asia sono in entrambi i casi una, nate rispettivamente in Australia e India.
Anno di arrivo
Rispetto all’anno di arrivo in Islanda, le statistiche rilevano che il numero di arrivi annui è rimasto piuttosto limitato fino alla metà degli anni Novanta. In particolare dal 2004 si è sempre registrato almeno un arrivo. Il numero massimo di arrivi è avvenuto nel 2016 (19). Nel 2017 il numero di arrivi è sceso a 9.
Regione italiana di provenienza
La Lombardia risulta essere la prima regione di provenienza delle cittadine italiane residenti in Islanda (15%) e Milano la prima provincia in assoluto (13 osservazioni). Come per le statistiche prive della distinzione di genere, la seconda regione di provenienza è l’Emilia-Romagna (11%), ma dalla terza regione, le due classifiche si differenziano. La Calabria sale al terzo posto con il 9% delle osservazioni, seguita da una stabile Sicilia con l’8%. La Toscana scende al quinto posto, sempre con l’8% delle osservazioni e la Campania slitta al sesto, mantenendo il 7% delle osservazioni. A seguire si trovano il Lazio e il Veneto, con il 6%, il Piemonte e il Trentino-Alto-Adige con il 5%, il Friuli Venezia Giulia e le Marche con il 4%, e la Liguria con il 3%. Tutte le altre regioni non raggiungono tale quota.
Regione di residenza
L’89% delle italiane presenti in Islanda risiede nella capitale, Reykjavík, e nei suoi dintorni. Il 6% risiede nella regione nord-occidentale, compreso il Westfjords. Il 3% nella regione nord-orientale e orientale e nella regione meridionale.
Titolo di studio
Anche in questo caso sono state prese in considerazione solo le cittadine italiane maggiori di 16 anni. Il 63% di chi indica il titolo di studio dichiara di possedere una laurea, il 34% dichiara il possesso di un diploma e il 3% della licenza media.
Professione
Il maggior numero di donne italiane residenti in Islanda svolge un’attività da impiegata (32%), seguita da quella di libera professionista (19%) e dalle addette nel settore alberghiero e della ristorazione (16%). Per la professione intellettuale, in cui qui si sono considerati docenti, professori universitari ma anche personale non docente, si raggiunge un 6%. Tra le coloro che hanno dichiarato la loro professione si trovano anche una addetta alla sanità e una addetta al settore agricolo e della pesca. Solo il 6% dichiara di non avere un’occupazione. È interessante notare come confrontando queste statistiche con quelle prive della distinzione di genere, si perdano delle categorie che storicamente sono state principalmente svolte da uomini, come la professione degli operai qualificati o non qualificati e quella del funzionario dirigente. (focus\aise) 

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