UN ANNO IN RETE A TUTELA DEI CITTADINI: I DATI 2018 DELLA POLIZIA POSTALE

UN ANNO IN RETE A TUTELA DEI CITTADINI: I DATI 2018 DELLA POLIZIA POSTALE

ROMA\ aise\ - Bilancio di fine anno per la Polizia postale e delle comunicazioni, impegnata in un'attività continua di monitoraggio del web e dei social a tutela dei diritti, delle libertà e della sicurezza delle persone nella rete. I dati sull’attività svolta nel 2018 sono stati pubblicati dal Viminale.
Ad impegnare la Postale la lotta alla pedopornografia online con 43 arresti e 532 denunce nel solo 2018, oltre 33mila siti web monitorati; ma anche il contrasto ai reati contro la persona, come stalking, estorsioni a sfondo sessuale, molestie, minacce, trattamento illecito di dati personali - in tutto 955 denunce e 8 arresti da gennaio al 31 dicembre – senza dimenticare una vigilanza attenta sui fenomeni emergenti, legati ad esempio alla forte presenza di adolescenti nella rete e sui social, come il cyberbullismo o l'istigazione ad atti di autolesionismo - circa 700 le segnalazioni scaturite dal monitoraggio, nel 2017, del caso "Blue whale".
E ancora: la lotta alle truffe on line, che la Postale segnala in crescita, con 3355 denunce, 39 arresti, circa 160mila segnalazioni e il sequestro di 22.687 spazi virtuali; il presidio contro i reati di incitamento all'odio e i comportamenti discriminatori, antisemiti, xenofobi, di estrema destra, con il monitoraggio di oltre 5mila spazi virtuali.
Alla tutela della sfera personale si affianca l'attività contro la "cyber minaccia" alle infrastrutture critiche nazionali svolta dal Centro nazionale anticrimine per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), che ha gestito 442 attacchi informatici a istituzioni pubbliche e infrastrutture critiche, e quella contro il financial cybercrime, le truffe finanziarie on line, porta avanti anche grazie alla collaborazione con il mondo bancario e, a livello internazionale, con Europol.
Sul piano della sicurezza si apre il fronte della prevenzione e del contrasto al cyber terrorismo, come quello internazionale di matrice jihadista, con i fenomeni collegati di propaganda e radicalizzazione che spesso usano come veicolo la rete. Circa 36mila gli spazi web monitorati, come siti, blog, forum, portali di social network, e 250 i contenuti rimossi, numeri che si accompagnano al monitoraggio costante dell'evoluzione del fenomeno, oggi più orientato su social ritenuti più sicuri come Telegram e Whatsapp, perché garantiscono maggior riservatezza.
Tutto questo è possibile anche grazie alle diverse collaborazioni portate avanti con altri organi di Polizia e di intelligence e con strutture europee ed internazionali, spiega la Polizia postale che, solo per citare qualche esempio, è punto di contatto nazionale per il contrasto all'hate speech (i linguaggi d'odio) on line, e di reti come la Internet Referral Unit (IRU) di Europol, che riceve dai Paesi Ue le segnalazioni sui contenuti di propaganda jihadista diffusi in rete.
Il quadro non sarebbe completo senza citare l'attività di sensibilizzazione e informazione sui rischi legati all'uso distorto di Internet e dei social.
La campagna più nota è forse “Una vita da social”, il truck itinerante della Polizia di Stato che ad oggi, con i suoi operatori, i contenuti multimediali e il manuale d'uso messo a punto per aiutare ragazzi, genitori e insegnanti a proteggersi contro questi pericoli, ha totalizzato in 5 edizioni incontri con oltre 1 milione e 700mila studenti, 180 mila genitori, e 100mila insegnanti per un totale di 250 città italiane e 15mila istituti scolastici raggiunti.
Fondamentale, ricorda la Postale, è anche la collaborazione dei cittadini, delle persone comuni, sempre più attive anche on line, con segnalazioni e denunce, attraverso il portale web del Commissariato di PS on line, lo "Sportello per la sicurezza degli utenti del web" che è anche punto di riferimento per info e consigli. (aise) 

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