FOCUS ITALIA: PRESENTATI I RISULTATI DEL REPORT “STATE OF HEALTH IN THE EU”

FOCUS ITALIA: PRESENTATI I RISULTATI DEL REPORT “STATE OF HEALTH IN THE EU”

BARI\ aise\ - "Noi siamo onorati di ospitare in Puglia questo evento. È solo la prima edizione, le altre tre si svolgeranno a Helsinki, Stoccolma e Atene. Bari quindi è la prima tappa, è la tappa italiana per la presentazione del focus Italia. Noi ne abbiamo approfittato anche per aggiungerci qualcosa di nostro, qualcosa di pugliese, e quindi per fare il punto su uno degli aspetti principali del rapporto, ossia quello delle disuguaglianze di salute che riguardano anche un po' l'Italia. Dalla lettura del rapporto l'Italia si dimostra come un Paese con un sistema sanitario tra i più efficaci in termini di morti prevenibili e morti trattabili, una buona assistenza primaria, capacità di trattare i tumori sopra la media europea, con i tassi di sopravvivenza che sono fra i più alti. Poi ci sono anche alcune note dolenti. La prima è legata alla preoccupazione prevalentemente sul futuro, buona parte dei decessi sono legati al consumo di alcol o di fumo, e alla cattiva alimentazione e stili di vita. È una cosa che sapevamo già e la preoccupazione in particolare è per le nuove generazioni". Queste le parole del direttore generale dell'Aress, Giovanni Gorgoni, intervenuto questa mattina, 17 gennaio, ai lavori della conferenza pubblica "State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019", l'evento organizzato dall'Aress in collaborazione con la Commissione Europea, con l’OCSE e con l’Osservatorio Europeo sui Sistemi Sanitari e sulle Politiche Sanitarie. Nel corso della conferenza pubblica sono stati presentati i risultati del report 2018/2019 sulla efficacia ed efficienza del sistema sanitario italiano paragonandolo a quello di 26 Stati membri dell'UE.
"C'è un'altra preoccupazione per il futuro – ha aggiunto il direttore dell'Aress – ed è quella legata al capitale umano. Abbiamo i medici più anziani d'Europa, oltre una media di 55 anni, e un uso degli infermieri ancora non adeguato soprattutto nelle aree territoriali. In termini poi di disuguaglianza abbiamo voluto sottolineare, noi come Puglia, l'aspetto del rapporto che evidenziava come l'Italia fosse anche uno dei Paesi con l'intervallo più ampio di accesso ai servizi con la disuguaglianza più elevata in termini di accesso ai servizi sanitari. Abbiamo rilevato il fatto che in Italia c'è un nord e un sud in termini di disuguaglianze di salute, un nord e sud geografico, un nord e sud all'interno della stessa regione, un nord e un sud all'interno della stessa città. Ho portato il caso dell'incidenza del diabete su Bari, una sperimentazione che abbiamo fatto come ARES che ha dimostrato che i quartieri più popolari hanno tassi di incidenza e prevalenza di diabete più alti e anche tassi tumorali più alti. Questo significa sopravvivenza più bassa e cattiva salute. Ovviamente – ha concluso Gorgoni - la sanità può fare molto poco da questo punto di vista. Sulle disuguaglianze, la sanità impatta per un 10 per cento. Conta molto di più la politica abitativa, il sostegno al reddito, l'istruzione".
"La Puglia è una regione molto bella che offre stili di vita sani – ha detto Caroline Costongs, Direttrice di EuroHealthNet - tuttavia i livelli di povertà e di inquinamento impattano particolarmente sui livelli di salute delle persone. E probabilmente questo è il motivo per cui le aspettative di vita sono particolarmente basse nelle regioni meno ricche. Ci sono diversi modi per migliorare la salute della popolazione e il sistema sanitario nel suo complesso. Noi lavoriamo in partnership con diverse organizzazioni in tutta europea, mettiamo insieme le migliori pratiche per poter migliorare la qualità della vita. Certo la Puglia è una regione periferica ma oggi le tecnologie ci permettono di lavorare anche a distanza. Siamo molto contenti di lavorare con Aress e con Giovanni Gorgoni".
"In questi anni la sanità pugliese ha registrato molti passi in avanti nel confronto con le altre regioni europee. L'Aress, con il suo direttore, Giovanni Gorgoni, ha veramente dato il segno di un cambio di passo, anche per quanto riguarda la stima che il sistema sanitario pugliese sta ottenendo in tutto il mondo, in particolare nell'Unione europea. Noi ci auguriamo di poter proseguire su questa strada di netto miglioramento anche nei prossimi anni perché dopo tante difficoltà del ventennio passato, finalmente la sanità pugliese si sta muovendo e si sta muovendo nella direzione giusta. E questo viene riconosciuto non solo dalla crescita nei livelli essenziali di assistenza, ma anche dalla crescita di stima generale nei nostri confronti". Questo l’intervento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
"Il Comitato delle regioni – ha continuato Emiliano - ha approvato sia il parere sui mutamenti climatici di medio e lungo periodo, sia il parere sull'impatto della povertà sul divario energetico e di salute. Questo significa – ha concluso Emiliano - che all'Europa è ben chiaro il nesso che esiste tra deprivazione e qualità della vita".
The State of Health in the EU è una iniziativa biennale che presenta a rappresentanti politici, gruppi di interesse e operatori sanitari, una panoramica a livello dell'UE dei profili sanitari per Paese, mettendo in evidenza le caratteristiche specifiche di ciascuno Stato membro e le relative sfide che saranno presentate insieme ad una relazione di accompagnamento in cui la Commissione trae conclusioni trasversali.
Si tratta di una relazione basata su una serie di analisi comparative dello stato di salute dei cittadini dell'UE e delle prestazioni dei sistemi sanitari nei 28 Stati membri, nei 5 paesi candidati e in 3 paesi EFTA.
L'iniziativa risponde, inoltre, alla necessità di sviluppare conoscenze specifiche per Paese e di livello transnazionale che possano contribuire all'elaborazione delle politiche a livello nazionale ed europeo. Tale lavoro è il prodotto di una proficua collaborazione tra la Commissione Europea, l'OCSE e l'Osservatorio Europeo delle politiche e dei sistemi sanitari per accrescere le conoscenze sui temi legati alla salute.
Il ciclo biennale sullo stato della salute nell'UE si articola in quattro fasi principali: la serie di relazioni "Health at a Glance Europe", elaborata dall'OCSE che fornisce un punto di partenza orizzontale; profili sanitari per paese individuali, adattati al contesto e alle specificità di ciascun paese dell'UE, valutano i punti di forza e le sfide dei rispettivi sistemi sanitari; una relazione di accompagnamento, pubblicata insieme ai profili sanitari per paese, trae conclusioni trasversali, collega le priorità politiche comuni ai vari paesi dell'UE, ed esplora le possibilità di apprendimento reciproco; al termine del ciclo di due anni, le autorità sanitarie dei paesi dell'UE possono richiedere degli scambi volontari con gli esperti che si sono occupati dello stato della salute nell'UE per discuterne i risultati e le possibili risposte politiche. (aise)

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