PER UN'ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO DELL'UE: SALARI MINIMI ADEGUATI PER I LAVORATORI IN TUTTI GLI STATI MEMBRI

PER UN

BRUXELLES\ aise\ - La Commissione europea ha proposto una direttiva per garantire che i lavoratori nell'Unione siano tutelati da salari minimi adeguati che consentano una vita dignitosa ovunque essi lavorino. Se fissati a livelli adeguati, sottolinea Bruxelles, “i salari minimi non solo hanno un impatto sociale positivo ma producono anche benefici economici di più vasta portata, in quanto riducono la disuguaglianza salariale, contribuiscono a sostenere la domanda interna e rafforzano gli incentivi al lavoro”. Salari minimi adeguati “possono anche contribuire ridurre il divario retributivo di genere, dato che a percepire un salario minimo sono più donne che uomini”. La proposta contribuisce inoltre a “proteggere i datori di lavoro che retribuiscono dignitosamente i lavoratori, garantendo così una concorrenza leale”.
L'attuale crisi ha colpito in maniera particolare i settori caratterizzati da un'elevata percentuale di lavoratori a basso salario, come le pulizie, il commercio al dettaglio, la sanità e l'assistenza sanitaria, a lungo termine e residenziale. Garantire una vita dignitosa ai lavoratori e ridurre la povertà lavorativa, dunque, è non solo importante in tempi di crisi ma anche essenziale per una ripresa economica sostenibile e inclusiva.
"La proposta su salari minimi adeguati è un segnale importante del fatto che, anche in tempi di crisi, la dignità del lavoro è intoccabile. Sappiamo che per troppe persone il lavoro non è più remunerativo: tutti i lavoratori dovrebbero avere accesso a salari minimi adeguati e a un tenore di vita dignitoso”, commenta Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea. “Oggi proponiamo un quadro per i salari minimi che rispetta appieno le tradizioni nazionali e la libertà delle parti sociali; spetterà agli Stati membri decidere come conseguire gli obiettivi previsti. Migliorare le condizioni di vita e di lavoro tutelerà non solo i lavoratori ma anche i datori di lavoro che offrono retribuzioni dignitose, e creerà le basi per una ripresa equa, inclusiva e resiliente".
Secondo Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, "è importante garantire che la ripresa economica giovi anche ai lavoratori a basso salario. Con questa proposta vogliamo garantire che tutti i lavoratori dell'UE possano condurre una vita dignitosa ovunque lavorino. Il dialogo sociale svolge un ruolo cruciale nella negoziazione dei salari a livello nazionale e locale. Sosteniamo la libertà delle parti sociali di negoziare i salari autonomamente e, ove ciò non sia possibile, forniamo un quadro per orientare gli Stati membri nella determinazione dei salari minimi".
Come riportato da Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, "quasi il 10% dei lavoratori nell'UE vive in condizioni di povertà. Questa situazione deve cambiare. Chi ha un lavoro non deve faticare ad arrivare a fine mese. I salari minimi devono recuperare terreno rispetto ad altri salari che, negli ultimi decenni, sono cresciuti lasciando indietro i salari minimi. La contrattazione collettiva dovrebbe costituire lo standard di riferimento in tutti gli Stati membri. Il principio 6 del pilastro europeo dei diritti sociali sancisce, nero su bianco, che sono garantite retribuzioni minime adeguate. Tutti gli Stati membri lo hanno approvato e contiamo quindi sul loro costante impegno in tal senso".
UN QUADRO PER I SALARI MINIMI NEL PIENO RISPETTO DELLE COMPETENZE E DELLE TRADIZIONI NAZIONALI
Il salario minimo esiste in tutti gli Stati membri dell'UE. In 21 paesi esistono salari minimi legali mentre in 6 Stati membri (Danimarca, Italia, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia) la protezione del salario minimo è fornita esclusivamente dai contratti collettivi. Eppure, nella maggior parte degli Stati membri i lavoratori risentono dell'insufficiente copertura della tutela offerta dal salario minimo. Per i motivi esposti, la proposta di direttiva crea un quadro per migliorare l'adeguatezza dei salari minimi e l'accesso dei lavoratori alla tutela del salario minimo nell'UE. La proposta della Commissione rispetta pienamente il principio di sussidiarietà: essa stabilisce un quadro di norme minime che rispetta e riflette le competenze degli Stati membri, l'autonomia delle parti sociali e la libertà contrattuale in ambito salariale. Non obbliga gli Stati membri a introdurre salari minimi legali, né fissa un livello comune dei salari minimi.
I paesi caratterizzati da un'elevata copertura della contrattazione collettiva tendono ad avere una minore percentuale di lavoratori a basso salario, una minore disuguaglianza salariale e salari minimi più elevati. La proposta della Commissione mira pertanto a promuovere la contrattazione collettiva sui salari in tutti gli Stati membri.
I paesi in cui esistono salari minimi legali dovrebbero creare le condizioni affinché tali salari siano fissati a livelli adeguati, anche stabilendo criteri chiari e stabili per la determinazione dei salari minimi, valori di riferimento indicativi per orientare la valutazione dell'adeguatezza e aggiornamenti periodici e puntuali dei salari minimi. Tali Stati membri sono inoltre invitati a garantire che le variazioni e le detrazioni relative ai salari minimi vengano utilizzate in maniera proporzionata e giustificata, e che le parti sociali siano effettivamente coinvolte nella definizione e nell'aggiornamento dei salari minimi.
La proposta prevede infine migliorie nell'applicazione e nel monitoraggio della tutela del salario minimo esistente in ciascun paese. La conformità e l'applicazione efficace sono essenziali affinché i lavoratori possano beneficiare di un accesso effettivo alla tutela offerta dal salario minimo e le imprese siano protette dalla concorrenza sleale. La direttiva proposta introduce relazioni annuali degli Stati membri alla Commissione sui dati relativi alla protezione dei salari minimi. (aise)