PIÙ DONNE NELLA SOCIETÀ E NELL’ECONOMIA DELL’EUROPA: IL PREMIO DEL “CESE” PER LA SOCIETÀ CIVILE

PIÙ DONNE NELLA SOCIETÀ E NELL’ECONOMIA DELL’EUROPA: IL PREMIO DEL “CESE” PER LA SOCIETÀ CIVILE

BRUXELLES\ aise\ - Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), organo consultivo che rappresenta le organizzazioni dei datori di lavoro, dei lavoratori e altri gruppi di interesse all’interno dell’UE, ha lanciato nelle scorse settimane la nuova edizione del Premio per la società civile, con il tema “Più donne nella società e nell’economia dell’Europa”.
Obiettivo del concorso è quello di premiare le iniziative e i progetti innovativi con cui la società civile si batte a favore delle pari opportunità tra donne e uomini e della loro parità di trattamento in tutti gli ambiti della vita economica e sociale. Le candidature - aperte a tutte le organizzazioni della società civile ufficialmente registrate nell’UE attive a livello locale, nazionale, regionale o europeo e anche ai privati cittadini - scadono il prossimo 6 settembre.
L’obiettivo generale del “Premio CESE per la società civile”, che viene conferito annualmente, è quella di ricompensare e incoraggiare le iniziative di organizzazioni della società civile, o anche di privati cittadini, che abbiano contribuito in misura considerevole a promuovere l’identità e l’integrazione europee, richiamando l’attenzione sul contributo che possono offrire alla creazione di un’identità e di una cittadinanza europea, in modo da porre in risalto i valori comuni su cui poggia l’integrazione del vecchio continente.
È a tal proposito che il CESE ha scelto il tema del premio per questa edizione.
La parità tra donne e uomini, infatti, oltre ad essere un obiettivo di sviluppo sostenibile concordato a livello internazionale, costituisce un valore e un principio fondamentale dell’Unione Europea. Tuttavia, secondo gli ultimi dati disponibili, le donne rappresentano il 51% della popolazione dell’UE, ma la percentuale di donne occupate è solo del 67%, con solo il 55% delle donne con 3 o più figli occupate rispetto all’85% degli uomini; in più il 32% delle donne lavora a tempo parziale, rispetto a solo l’8% degli uomini, e il divario retributivo medio di genere è ancora del 16% circa, il che comporta un divario pensionistico medio di genere del 38%. Inoltre, diversi fattori rendono i lavori precari più diffusi tra le donne (27%) che tra gli uomini (15%).
Le donne, dunque, rappresentano il maggiore potenziale imprenditoriale inutilizzato.
Infatti solo il 31% degli imprenditori, il 46% dei titolari di dottorato, il 33% dei ricercatori e il 20% del personale accademico più qualificato, sono donne, che rappresentano inoltre solo il 6,3% dei dirigenti nelle principali società dell’UE quotate in borsa e solo il 26,7% dei membri del consiglio di amministrazione in tali società. Infine, solo il 13% dei sindaci eletti e il 29% dei membri dei governi e delle assemblee regionali sono donne. E, secondo le stime, la percentuale di donne nei Parlamenti e nei Governi nazionali non supera in media il 30%, contro il 36,4% del Parlamento europeo.
Nonostante questi dati poco incoraggianti, da uno speciale sondaggio di Eurobarometro pubblicato nel 2017 si evince come gli europei siano decisamente favorevoli alla promozione della parità di genere, indicando che l’84% degli intervistati (compreso l’80% degli uomini) ritiene che la parità di genere sia importante per loro.
Nel suo recente parere riguardo alla parità di genere, il CESE ha chiesto “un forte impegno a favore della parità di genere da parte delle istituzioni dell’UE, dei governi, della società civile e del settore privato”. E per questo motivo il CESE ha deciso di attribuire il premio per la società civile a organizzazioni o persone che hanno operato e operano in ambiti che rafforzano l’autonomia e le capacità delle donne a livello economico e sociale.
A poter prendere parte al Premio CESE sono tutte quelle organizzazioni della società civile ufficialmente registrate nell’Unione Europea attive a livello locale, nazionale, regionale o europeo, ma anche i privati cittadini singolarmente. Dunque sono i sindacati, le ONG, le organizzazioni dei datori di lavoro, le comunità religiose o cittadini attivi sul tema.
Mentre per assegnare il premio il CESE valuterà le iniziative innovative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di lotta per la parità di genere nell’UE, che i soggetti ammessi portano avanti nel territorio dell’UE. Nel contesto del premio, la parità di genere è intesa come parità non solo di diritti, ma di opportunità, responsabilità, emancipazione e partecipazione in tutti gli ambiti della vita economica e sociale. Inoltre, per essere ammissibili, le iniziative devono essere già state realizzate - o essere ancora in corso - prima del 6 settembre, termine ultimo per la presentazione delle candidature.
Per presentare il proprio progetto al Premio CESE necessario compilare il modulo online, cui seguirà l’assegnazione di un massimo di cinque premi, che prevede 14000 euro al primo classificato, e 9000 euro al secondo, terzo, quarto e quinto premio classificato, e la cerimonia di consegna che si svolgerà l’11 e 12 dicembre durante la sessione plenaria del CESE. (aise) 

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