Uscire rafforzati dalla pandemia: il punto della Commissione europea

BRUXELLES\ aise\ - La Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi una comunicazione sugli insegnamenti tratti nei primi 18 mesi della pandemia di COVID-19, come base per migliorare l'azione a livello nazionale e dell'UE. Obiettivo dell’iniziativa è quello di contribuire a migliorare la previsione dei rischi per la salute pubblica e la pianificazione di emergenza, consentendo risposte comuni più veloci ed efficaci a tutti i livelli.
Si tratta, chiarisce la Commissione, di un elenco che non vuole essere “esaustivo” ma che, evidenziando i fattori per cui sono necessari miglioramenti e quelli per cui potremo fare di meglio in futuro, intende fornire un primo quadro d'insieme degli interventi immediatamente necessari per il bene di tutti gli europei.
IL DECALOGO DELL’UE
Per individuare più rapidamente i rischi sanitari e ottimizzare le risposte servono una solida sorveglianza sanitaria a livello mondiale e il miglioramento del sistema europeo di raccolta delle informazioni sulle pandemie. L'UE dovrebbe assumere un ruolo guida negli sforzi volti a progettare un nuovo e solido sistema di sorveglianza globale basato su dati comparabili. Nel 2021 verrà lanciata una nuova versione perfezionata del sistema europeo di raccolta di informazioni sulle pandemie.
Pareri scientifici più chiari e coordinati agevolerebbero le decisioni politiche e la comunicazione al pubblico. A tal scopo, entro la fine del 2021 l'UE dovrebbe nominare un epidemiologo capo europeo e una corrispondente struttura di governance.
Il presupposto di una migliore preparazione sono investimenti, controlli e revisioni costanti. La Commissione europea dovrebbe pubblicare una relazione annuale sullo stato di preparazione.
Bisogna fare in modo che gli strumenti di emergenza siano utilizzabili più rapidamente e senza intoppi. L'UE dovrebbe istituire un quadro per l'attivazione dello stato di emergenza pandemico e approntare un insieme di strumenti per le situazioni di crisi.
Il coordinamento delle misure in Europa dovrebbe diventare un riflesso automatico. Si dovrebbe adottare al più presto, entro la fine dell'anno, l'Unione sanitaria europea. Il coordinamento tra le istituzioni dovrebbe essere rafforzato e i metodi di lavoro ottimizzati.
Per garantire il flusso di apparecchiature e medicinali essenziali è importante dare vita a partenariati pubblico-privato e a catene di approvvigionamento più solide. Entro l'inizio del 2022 dovrebbe essere operativa un'Autorità dell'UE per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Inoltre al più presto verrà messo a punto un importante progetto di comune interesse europeo per la salute mirato a consentire innovazioni pionieristiche in campo farmaceutico. Lo strumento FAB dell'UE dovrebbe garantire che l'UE disponga di una costante capacità produttiva per 500-700 milioni di dosi di vaccino all'anno, la metà della quale disponibile fin dai primi 6 mesi di una pandemia.
Un approccio paneuropeo è essenziale per garantire una ricerca clinica più rapida, ampia ed efficace. Si dovrebbe dare vita a una piattaforma UE per le sperimentazioni cliniche multicentriche su vasta scala.
La capacità di far fronte a una pandemia dipende da continui e crescenti investimenti nei sistemi sanitari. Gli Stati membri dovrebbero essere aiutati a rafforzare la resilienza complessiva dei sistemi di assistenza sanitaria nel quadro dei loro investimenti per la ripresa e la resilienza.
Prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie sono per l'Europa una priorità di portata planetaria. L'UE dovrebbe continuare a guidare la risposta mondiale - segnatamente attraverso COVAX - e a rafforzare l'architettura della sicurezza sanitaria globale facendosi promotrice di un rafforzamento dell'Organizzazione mondiale della sanità. Si dovrebbe inoltre dare vita a partenariati per la preparazione alle pandemie insieme a partner di primo piano.
Per combattere la disinformazione e le notizie false occorre sviluppare un approccio più coordinato e sofisticato.
PROSSIME TAPPE
La relazione sui primi insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 alimenterà la discussione dei leader in occasione del Consiglio europeo di giugno e verrà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea. La Commissione, nel secondo semestre del 2021, le darà un seguito tramite misure concrete. (aise)