L’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE A MONTREAL – DI FRANCESCO D’ARELLI

L’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE A MONTREAL – di Francesco D’Arelli

MONTREAL\ aise\ - Il 2017 è stato per l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal un anno pieno di eventi culturali: un programma di promozione della civiltà italiana o del “Vivere all’Italiana” coinciso anche con le celebrazioni del 375° anniversario della nascita di Montréal, una città che ha beneficiato più di altre del contributo in opere e creatività della comunità italiana, attiva in Canada sin dalla fine del XIX secolo.
L’Istituto ha offerto circa 140 eventi all’area geografica di propria azione, vale a dire il Québec e le cosiddette provincie atlantiche (New Brunswick, Nova Scotia, Prince Edward Island e Newfoundland). Arte, archeologia, design e moda, musica, cinema, teatro, danza, scienze, filosofia, letteratura, fotografia, cucina e cultura materiale, turismo culturale sono stati e saranno anche nel 2018 i tempi e lo scenario del “Vivere all’Italiana”, un canovaccio di creatività, dove il culto della bellezza è unico, singolare e inimitabile per concentrazione e varietà.
Il 2018 sarà un anno significativo per alcuni anniversari e soprattutto perché è l’“Anno europeo del Patrimonio Culturale”, inteso a promuovere le culture dell’Europa, a rafforzare il dialogo internazionale, lo scambio di conoscenze e la diversità culturale. Proprio con tale spirito, l’Istituto Italiano di Cultura ha fondato, in collaborazione con il Goethe-Institut Montréal, il Forum Culturel Autrichien a Ottawa e il Consulat Général de France a Québec, il cluster EUNIC (European National Institutes for Culture), che già da quest’anno favorirà ogni occasione di cooperazione e di scambio con i partner locali, promuovendo così una migliore comprensione delle culture e delle lingue d’Europa nel Québec e nelle provincie marittime.
In tale contesto l’Istituto, forte del primato del patrimonio culturale italiano nel mondo, proporrà nel corso del 2018 un ricco programma di conferenze intitolato “L’arte italiana di conoscere, conservare e restaurare il patrimonio culturale”, sviluppato secondo tre aree tematiche: le missioni archeologiche italiane nel mondo, le scuole e i grandi progetti di restauro e i musei italiani, oramai divenuti, muovendo anche dai risultati di affluenza dell’anno appena trascorso, un’ulteriore risorsa di ricchezza.
I giovani italiani, in giro per il mondo e al di là dell’inconcludente retorica della “fuga dei cervelli”, sono il più esclusivo patrimonio culturale – perché vitale e creativo – dell’Italia contemporanea. A Montréal poi la loro presenza è sempre crescente, tanto che l’Istituto Italiano di Cultura è divenuto in breve tempo un’animata casa aperta, un luogo naturale di attrazione per accogliere e condividere esperienze, saperi e progetti. Da questo rinascente pullulare è sorta l’idea de “Il Genio vagante: Italiani di arte, lettere, scienze… nel mondo”, un fitto programma d’incontri, ma soprattutto uno spazio culturale che l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal ha concepito esclusivamente per i giovani Italiani che, al di là di ogni orientamento, sono portatori genuini di saperi accumulati in Italia e che nel diffonderli seguono, anche a loro insaputa, una disposizione o una vocazione di antica origine: lo scambio generoso di cultura, confortato da un vivo senso di umana comprensione. Nel giro di un anno, la prima serie de “Il Genio vagante” ha raggiunto il numero di 19 conferenze, tutte offerte da giovani, che sono l’espressione più viva dei saperi dell’Italia odierna. Il programma del 2018 del ciclo di conferenze de “Il Genio Vagante” si annuncia altrettanto abbondante di contenuti e variegato per la partecipazione di altri giovani talenti italiani.
Il programma dell’anno si apre con la conferenza del prof. Guy Lanoue, direttore del Département d’anthropologie dell’Université de Montréal e profondo conoscitore della civiltà italiana. La conferenza, intitolata “Se Remo avesse ucciso Romolo”, tratta dell’origine di Roma, una storia alquanto insolita, tant’è che offre al Prof. Lanoue l’estro di interrogarsi acutamente in vario modo: perché Romolo e Remo sono presentati illegittimi? Perché al loro presunto padre è stata attribuita un’origine “orientale” e dunque “debole” e “inferiore”? Perché la storia insiste sull’adozione offerta da un pastore miserabile e sposato a una prostituta?
La memoria del passato edifica principalmente il futuro e così il 27 gennaio 1945 è il giorno della demolizione dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. La Repubblica Italiana, con legge del 20 luglio 2000 n. 211, riconosce il 27 gennaio come “Giorno della Memoria” al fine di ricordare la Shoah. L’Istituto, in collaborazione con il Département de sociologie dell’Université de Montréal e dell’Université du Québec à Montréal, ricorderà quel giorno con un ciclo di conferenze del prof. Fabio Levi, ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Torino e Direttore del Centro internazionale di Studi Primo Levi, un’associazione costituita nel 2008 e promotrice della conoscenza di Primo Levi (1919-1987), testimone di Auschwitz, scrittore fra i più celebri dell’Italia contemporanea, chimico e intellettuale profondamente sensibile ai tormenti delle nuove generazioni.
Alla figura di Primo Levi si rivolge anche l’attenzione del giovane chimico italiano Matteo Duca, ricercatore all’Institut National de la Recherche Scientifique de Varennes, che con la conferenza “Materia viva. Il sistema periodico visto da un chimico” segna, da una parte, la netta diversità fra i laboratori accademici di chimica, governati da sofisticate metodiche analitiche, e la chimica di Levi, una sorta di “corpo a corpo con la materia”; e, dall’altra, come l’opera de “Il sistema periodico” resti tuttora un classico incomparabile per i giovani scienziati del futuro. Valentina Gaddi investiga invece la memoria della Shoah nella vita quotidiana degli ebrei hassidici di Montréal, rivelando nella sua conferenza i primi esiti di un lungo lavoro sul campo, fatto di incontri con uomini e donne eredi di un passato tragico.
La musica e il cinema completano mirabilmente l’offerta culturale di gennaio. Con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, il batterista Simone Prattico, virtuoso musicista italiano, è in tournée in diverse località del Québec, toccando anche le stesse città di Québec e Montréal. La proiezione poi del film documentario “Pagani” (2016) della giovane regista Elisa Flaminio Inno è in sé un evento unico per l’elevato valore dei contenuti, giacché ricostruisce e rivela puntigliosamente l’esperienza di un antico culto pagano della Vergine Maria ancora praticato nell’area di Pompei. (francesco d’arelli*\aise)
* direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Montreal 

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