IL RINASCIMENTO ITALIANO A PECHINO

IL RINASCIMENTO ITALIANO A PECHINO

PECHINO\ aise\ - Cosa è accaduto in Italia tra il XV e il XVI secolo, nel periodo conosciuto come Rinascimento? A questa domanda risponde la mostra “Art, Culture and Daily Life in Renaissance Italy”, inaugurata ieri, lunedì’ 26 marzo, presso il Capital Museum di Pechino.
La mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 22 giugno, è promossa dalla Direzione Generale dei Musei del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo italiano, quale sviluppo del programma MUSEITALIANI/Sleeping Beauty, che prevede la possibilità di allestire in musei esteri – attraverso prestiti a medio e lungo termine – sezioni di opere italiane provenienti dal prezioso patrimonio dei depositi museali, avviando, contestualmente, attività di ricerca, formazione e restauro.
Il progetto espositivo, progettato nell’ambito del Forum Culturale Italia Cina, intende offrire una panoramica sul Rinascimento, movimento che si caratterizza per una straordinaria vitalità delle arti e della cultura, presentando 102 opere e manufatti tra dipinti, medaglie, modelli architettonici, sculture, abiti, armi e oggetti di uso quotidiano.
Realizzata in collaborazione con SACH - State Administration of Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese e Beijing Municipal Administration of Cultural Heritage, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino, la mostra si articolata in tre sezioni.
La prima, denominata “Tradizione e innovazione”, illustra quell’eccezionale cambiamento avvenuto in Italia nell’arte, nell’architettura e nell’urbanistica durante il Rinascimento. Il centro focale del Rinascimento, come già per la cultura umanistica, è proprio l’Italia, punto di nascita e irradiazione del fenomeno.
La seconda sezione “L’Uomo al centro dell’universo” mostra attraverso una serie di ritratti e oggetti, la rinnovata affermazione dell’uomo, dei valori umani, nei vari campi, dalle arti alla vita civile.
Infine nella terza sezione, che analizza “Il rapporto con il sacro”, è possibile cogliere dalla rappresentazione di temi spirituali come l'uomo nella sua fisicità sia sempre presente.
La mostra si conclude con una serie di sculture di epoca romana e con dipinti di soggetti mitologici, riportando al concetto del Rinascimento, quale movimento di un nuovo umanesimo basato sulla scoperta dell’antichità. Insieme a “La riscoperta dell’antico”, il Rinascimento recupera anche il senso classico del bello, l’armonia delle proporzioni, il gusto per la perfezione formale, il naturalismo reinterpretandoli.
L’uomo rinascimentale si pone al centro del mondo, in armonico rapporto con la realtà circostante, che egli può comprendere e dominare con il giusto uso della ragione, delle conoscenze scientifiche, del sapere della tradizione e degli antichi; da questa concezione derivano la rivalutazione dell’uomo e della sua esperienza terrena alla luce della fiducia nelle sue capacità e nelle sue virtù.
In occasione della mostra saranno esposte, oltre a preziosi oggetti artistici che riflettono il gusto raffinato e colto della società dell’epoca, anche capolavori di autori indiscussi dell’arte occidentale del calibro di Perugino, Tiziano e Tintoretto.
È soprattutto con l’affermarsi del Rinascimento che l’evoluzione della figura dell’artista compie il grande salto: da questo momento in poi, l’artista rivendicherà per sé il ruolo di intellettuale e potrà godere di una considerazione nuova, come mai prima di allora era accaduto. (aise) 

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