Cibo del domani, tra ricerca e sostenibilità: se ne parla all’Università di Trento

TRENTO\ aise\ - La carne coltivata rappresenta una delle frontiere dell’innovazione alimentare. E soprattutto potrebbe essere una delle risposte alla domanda su come rendere i sistemi alimentari più sostenibili senza rinunciare alle abitudini culturali e gastronomiche. Di questo si parlerà nell’incontro organizzato martedì 13 gennaio dal Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell’Università di Trento. “Il cibo del domani. Innovazione, tecnologia, sostenibilità e cultura alimentare si incontrano per raccontare la carne coltivata” il titolo dato all’incontro che si propone quale occasione di confronto interdisciplinare tra biologia, tecnologia, diritto, scienze sensoriali e identità culinaria per promuovere una cultura scientifica aggiornata e un dialogo informato sul futuro dell’alimentazione.
L’appuntamento, aperto a tutti, è alle 16 nell’aula B107 del Polo Ferrari 2 (Povo – Via Sommarive, 9).
Si parlerà di sostenibilità e impatto ambientale del cibo, di principi biologici e sfide tecnologiche della carne coltivata, di come vengono percepiti i cibi innovativi, del quadro regolatorio europeo dei novel food, del rapporto tra tradizione e innovazione nella cucina italiana, recentemente riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità.
Parteciperanno docenti provenienti da diversi atenei italiani che si occupano del tema. Tra loro Alberto Grandi, storico dell’alimentazione all’Università di Parma; Alessia Di Giancamillo e Margherita Pallaoro dell’Università di Milano; Flavia Gasperi, del Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (C3A) dell’Università di Trento; il biologo Luciano Conti del Dipartimento Cibio; Michele Antonio Fino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e divulgatore scientifico con lo pseudonimo di @ermezio; la biotecnologa Nike Schiavo, presidente di Agricoltura Cellulare Italia Aps.
Il seminario – trasmesso in diretta on line – sarà moderato da Lucia Busatta e Stefano Biressi, docenti al Dipartimento Cibio. (aise)