Il MEI inaugura in Basilicata il percorso dei “civici delle radici”

GENOVA\ aise\ - Ogni partenza lascia una traccia. E spesso quella traccia continua a vivere nei luoghi da cui si è partiti. È da questa idea che nasce “Il Civico delle Radici – Basilicata”, progetto dedicato alla memoria dell'emigrazione lucana che ha preso via ieri, 20 agosto, a Oppido Lucano con il primo appuntamento dedicato alla storia di Felicia Muscio Palumbo, emigrata dalla Basilicata in Cile. Proprio sulla facciata della casa in cui Felicia nacque, in via Umberto 86, una speciale mattonella parlante in bronzo con QR code trasforma il luogo della sua partenza in un punto di memoria e di racconto.
Attraverso il QR Code, basterà inquadrare il codice per accedere alla storia di Felicia attraverso un mini-documentario realizzato con documenti originali, immagini d’archivio, testimonianze e la voce narrante dell’attrice lucana Ilenia Ginefra.
Originaria di Oppido Lucano, Felicia sposa agli inizi degli anni Novanta dell'Ottocento Vittorio Sciaraffia Saluzzi e nel 1893 nasce la loro figlia Maria Rosa. Poco dopo, come molti altri abitanti del paese, Vittorio parte per l'America in cerca di lavoro e di nuove opportunità. Felicia decide di raggiungerlo, affrontando un viaggio di oltre settanta giorni che la porta dal piccolo paese lucano fino alle valli cilene, oltre la Cordigliera delle Ande. Con la figlia di quattro anni in braccio, attraversa la montagna a dorso di mulo, lungo un percorso difficilissimo, per arrivare a Iquique e ricongiungersi al marito. Una storia rimasta impressa nella memoria della comunità di arrivo e diventata parte del paesaggio stesso di Iquique, dove ancora oggi un monumento raffigura una donna con una bambina in groppa a un mulo, simbolo di quel viaggio attraverso le Ande e della forza delle donne che, come Felicia, seguirono i propri familiari oltre oceano.
Alla giornata di ieri hanno partecipato la vice sindaca di Oppido Lucano, Nerina Orlandi, il presidente della Fondazione MEI, Paolo Masini, la coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” Mimì Coviello e l’autrice del progetto, la storica Maria Grazia Lancellotti. Dopo l’inaugurazione, è stato proiettato il mini-documentario “Il Civico delle Radici - Quando Oppido Lucano era Palmira. Storia di Felicia Muscio Palumbo”, un racconto costruito attraverso documenti originali e immagini d’archivio dell’Istituto Luce, partner del progetto. La clip è disponibile anche sul canale YouTube del Mei.
“Siamo orgogliosi che si sia deciso di cominciare questo bellissimo progetto dal nostro comune – ha spiegato la vicesindaca Orlandi -. Il Civico delle Radici rappresenta un progetto innovativo che ricorda il passato ma che parla al futuro”.
“Negli anni sta crescendo sempre di più il numero di palazzi in Italia che attraverso il Civico delle Radici ci raccontano quella che amiamo definire la più grande narrazione collettiva e popolare del nostro Paese – ha affermato Paolo Masini, Presidente Fondazione Mei -. Voglio ringraziare la Regione Basilicata per aver aderito convintamente al nostro progetto”.
“Raccontare la storia di Felicia significa raccontare la storia di tanti dei nostri nonni e bisnonni, che hanno lasciato una terra dura ma che ha insegnato loro la resilienza, la determinazione e la dignità. E noi siamo ciò che siamo oggi proprio grazie ai loro sacrificio”, ha aggiunto infine Maria Grazia Lancellotti, storica e autrice del progetto.
Quello di Oppido Lucano è il primo dei cinque “Civici delle Radici” che saranno realizzati in Basilicata, ciascuno dedicato alla storia di una persona emigrata e alla comunità che ne ha custodito la memoria. Un itinerario diffuso che, attraverso singole biografie, ricompone una storia collettiva: quella di una regione profondamente segnata dall’emigrazione e dei suoi legami con le comunità lucane nel mondo. (aise)