L’esperimento italiano “Aphrodite” arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale

ROMA\ aise\ - La Crew-12 ha portato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale anche un esperimento finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del Bando per ricerche scientifiche e tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale – VUS3: Aphrodite - Autonomous PHotosensing Reusable Onboard Device for Immunological Tests Execution.
Il progetto ha avuto l’obiettivo di sviluppare un sistema compatto e versatile per l'esecuzione di analisi di fluidi biologici in missioni spaziali con equipaggio, e il suo utilizzo come dimostratore tecnologico a bordo della ISS per la determinazione quantitativa di biomarcatori salivari indicatori di alterazioni della funzionalità del sistema immunitario. Tale sistema, lanciato a bordo della capsula Dragon, verrà poi utilizzato in 5 sessioni a distanza di un mese l’una dall’altra, con lo scopo di validarne in orbita il corretto funzionamento.
“Questo progetto è la prosecuzione/ottimizzazione di un esperimento che ha volato con successo nel 2017, durante la missione VITA dell’astronauta ESA con passaporto italiano Paolo Nespoli – spiega Marino Crisconio, responsabile ASI del progetto - quell’esperimento, IN SITU, dimostrò il concetto di analisi in loco di campioni biologici umani mediante la chemiluminescenza, facendo uso di un sistema non propriamente compatto; la principale evoluzione di APHRODITE è consistita nel passaggio ad un sistema basato su lab-on-chip”.
Il progetto è stato concepito e sviluppato da una collaborazione fra il Dipartimento di Chimica "Giacomo Ciamician" dell’Università di Bologna, Sapienza Università di Roma e Kayser Italia; nell’ambito del contratto “UTISS 3” ALTEC ha fornito supporto all’integrazione a bordo della ISS. (aise)