Alesse (Adm) a Bruxelles: servono autorità doganale unica e data hub

BRUXELLES\ aise\ - Il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, ha partecipato al seminario “Protecting European Agri-Food Standards” che si è svolto nei giorni scorsi al Parlamento europeo in presenza del Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. La filiera agroalimentare dell’Unione europea genera circa 900 miliardi di euro l’anno e assicura occupazione a 30 milioni di persone.
In questo contesto, alle Dogane è demandato il ruolo fondamentale di primo presidio delle frontiere esterne, a garanzia dei livelli di sicurezza dei prodotti alimentari importati.
“Oggi tale compito appare più che mai arduo”, ha affermato Alessa. “La nostra esperienza operativa ha evidenziato come le irregolarità nel comparto agroalimentare si manifestino attraverso una pluralità di condotte illecite. A tutto ciò si aggiungono l’ampia gamma di frodi accertate, come la contraffazione e l’adulterazione di alimenti e bevande, la commercializzazione di prodotti non conformi ai requisiti sanitari, le violazioni delle norme di etichettatura e di tracciabilità e l’uso ingannevole di denominazioni geografiche. In uno scenario così articolato, la difesa degli standard agroalimentari Ue non può più basarsi su schemi del passato, ma necessita di un salto di qualità che non può prescindere dall’uso della tecnologia e da un maggior coordinamento tra le dogane Ue”.
La riforma del Codice doganale, in questo senso, indica la strada futura: procedure più semplici e uniformi, strumenti comuni e governance rafforzata.
“L’Italia - ha proseguito Alesse - sostiene con convinzione la Riforma e i suoi due pilastri: l’Autorità doganale unica e il Data Hub. La prima garantirà quel coordinamento strategico fondato su una governance condivisa da tutti gli Stati membri e su un’unica centrale dei rischi. Il secondo sarà alla base di un vero e proprio sistema di difesa comune, fondato su verifiche ex ante e su una rete di dati doganali affidabili”.
L’ambizioso percorso di riforma doganale che porterà alla European Union Customs Authority e al Data Hub richiede visione politica e comprovata solidità operativa. Ed è proprio su questo terreno che la candidatura dell’Italia a ospitare la sede Euca trova la sua ragion d’essere.
“Il nostro Paese rappresenta una scelta strategica per l'Unione perché significherebbe stabilire la nuova Autorità in un ecosistema che affronta quotidianamente la sfida della tutela della qualità”, ha concluso Alesse. “Siamo pronti a mettere esperienza, competenze e tecnologie al servizio dell’Europa, per far sì che il nuovo sistema di controllo doganale diventi una protezione davvero uniforme ed efficace di cui beneficeranno cittadini e imprese. L’Italia è pronta e ha tutte le carte in regola per guidare la transizione verso una dogana unica, forte e veramente europea”. (aise)