INTERVISTA AL COMANDANTE ALFA: “LE FAMIGLIE DEI NOSTRI MILITARI A ERBIL POSSONO STARE TRANQUILLE”

INTERVISTA AL COMANDANTE ALFA: “LE FAMIGLIE DEI NOSTRI MILITARI A ERBIL POSSONO STARE TRANQUILLE”

ROMA\ aise\ - Raggiunto telefonicamente questa mattina, il Comandante Alfa – tra i fondatori del GIS (Gruppo d’intervento speciale), corpo d’elite dell’Arma dei carabinieri – ha espresso la sua opinione riguardo la situazione del contingente italiano di stanza a Erbil, in Iraq, dove ieri notte si è verificato un attacco missilistico da parte iraniana, secondo quella che è stata denominata “Operazione Soleimani”, scattata dopo l’uccisione Qasem Soleimani da parte di un drone americano.
Le notizie che arrivano sono vaghe e discordanti: c’è chi parla di 80 morti, chi di nessuno. Inizialmente si era paventato il coinvolgimento di militari italiani, riparatasi per sicurezza in un bunker, mentre ora sembra accertato che nessun connazionale sia stato coinvolto nell’attacco. La realtà, d'altra parte, come succede spesso in questi casi, sembra ancora lontana dal disvelarsi.
Il Comandante Alfa, che per decenni ha addestrato le forze speciali di mezzo mondo – recandosi per lunghi periodi in teatri di guerra come Afghanistan e Iraq – per prima cosa ci tiene a rivolgersi ai famigliari dei soldati italiani presenti a Erbil e in tutto l’Iraq: “Mi sento di tranquillizzare le famiglie dei nostri militari. È tutto pianificato e organizzato. C’è un piano di difesa per eventi di questo tipo, che sono più che altro delle rappresaglie, come esiste un piano di difesa per un eventuale attacco vero e proprio, condotto da truppe regolari”.
E se le cose dovessero mettersi male?
“In questo caso c’è un piano di esfiltrazione programmato nei minimi dettagli. Siamo pur sempre in un teatro di guerra, nulla viene lasciato al caso”.
Quali sono le forze in campo presenti in Iraq e in particolare a Erbil?
“Il nostro contingente si trova lì a livello operativo, in affiancamento agli americani contro Daesh, ma soprattutto si trova lì a livello formativo, cioè per preparare le truppe peshmerga. Non ci sono militari di leva, ci sono militari professionisti, volontari addestrati per queste situazioni. E poi ci sono i reparti d’elite del nostro esercito, il GIS, il Col Moschin, il 17° Stormo, gli Incursori della Marina. Non abbiamo certo mandato dilettanti allo sbaraglio. Per questo mi sento di dire alle famiglie dei nostri militari di stare tranquille e confidare nella grande preparazione dei nostri soldati. Certo, in quei teatri non si sa mai quello che può accadere, il pericolo è sempre dietro l’angolo in situazione di relativa tranquillità, figuriamoci in un momento come questo, in cui la tensione è altissima. Ma posso assicurare che sono tutti ben addestrati e consapevoli dello scenario in cui si muovono”. (gianluca zanella\ aise) 

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