PASTA GRANNIES: LE NONNE ITALIANE SBARCANO SU YOUTUBE – DI FRANCESCA BEZZONE

PASTA GRANNIES: LE NONNE ITALIANE SBARCANO SU YOUTUBE – di Francesca Bezzone

SAN FRANCISCO\ aise\ - “Se avete familiarità con tutto ciò che fa tendenza su YouTube, allora conoscerete The Pasta Grannies, un canale con più di 400.000 abbonati dove ogni video è dedicato alle nonne italiane e al modo in cui preparano i loro tradizionali e deliziosi piatti di pasta. Nonna Giuseppina e i suoi pici, nonna Giggina e i suoi gnocchi e nonna Rosa con i suoi ravioli, tutte over 80, tutte con sorrisi genuini e tutte influencer: una ventata d'aria fresca in una piattaforma popolata da brutti tutorial sul makeup e canali teatrali. Noi de L'Italo-Americano abbiamo avuto il piacere di condividere alcuni pensieri e ricordi con la creatrice del progetto, Vicky Bennison, con la quale abbiamo parlato del suo amore per il cibo, le nonne e di come si senta italiana, dopo tutto il suo scrivere di pasta”. A scrivere è Francesca Bezzone che firma questo articolo per “L’Italo-Americano”, diretto a San Francisco da Simone Schiavinato.
“Vicky ci spiega che il canale YouTube di Pasta Grannies è solo una parte di un progetto molto più ampio che vuole mantenere viva la tradizione della pasta fatta a mano in Italia, una tradizione incredibilmente importante per il Paese, ma che è stata in gran parte trascurata dalle giovani generazioni.
L'obiettivo di Bennison è mantenere vivo questo incredibile patrimonio di conoscenze culinarie attraverso i media moderni: YouTube, abbiamo detto, ma anche un sito web e, da solo un paio di settimane, un libro, Pasta Grannies: the Secrets of Italy's Best Home Cooks, pubblicato da Hardie Grant Books. È una raccolta delle ricette delle nonne più popolari raccolte da Bennison nel corso degli anni.
Più il tempo passa e più c’è il rischio concreto di vedere tutto questo patrimonio di conoscenze e prelibatezze andare perduto. Bennison si è così assunta il compito di mantenere vive centinaia di ricette e, con esse, anche le storie, i ricordi e gli elementi tradizionali che portano con sé. La sua è un'impresa d'amore e passione per un paese, l'Italia, in cui trascorre metà del suo tempo, ma anche per il valore culturale, emotivo e affettivo della produzione e condivisione del cibo, cosa che lei stessa conosce bene in prima persona.
Infatti, leggendo di Vicky, diventa chiaro che ha una passione per il cibo e una domanda ci viene spontanea: aveva anche lei una "nonna" che la ispirava, o c'è qualcos’altro dietro a tutto ciò? "La risposta breve è che i miei genitori erano entrambi cuochi appassionati e che mia madre, a 87 anni, lo è ancora", ci racconta Vicky, ma in realtà il suo amore per il cibo ha una storia molto più esotica da raccontare, una storia incredibilmente vicina all'Italia e al nostro modo di concepire il cibo e la cucina.
Vicky è nata in Kenya dove lavoravano i suoi genitori, suo padre come ricercatore e formatore dei contadini locali, sua madre come insegnante di inglese per la comunità indiana. La sua infanzia ha avuto i profumi e i colori dell'Africa, ma i sapori dell'India, dei "piatti Gujarati e Goan che i genitori degli alunni di mia madre le hanno insegnato a cucinare". In Botswana, durante l'adolescenza, coltivare e mangiare cibo è poi diventato una questione di convivialità, come è tipico dei popoli dell'Africa e, naturalmente, del Mediterraneo, come ricorda su Heated Magazine: "Crescendo, il cibo per me non era solo nutrizione o energia fisica, ma famiglia, comunità e avventura quotidiana”.
Senza dubbio, molti italiani si ritroveranno in queste parole.
Da adulta, il suo lavoro l'ha portata molto in giro per il mondo, così è entrata in contatto con il cibo di molti paesi, ma il suo legame con il cibo italiano è rimasto in qualche modo più profondo, perché è venuto dall'infanzia, come ci racconta lei stessa: "Ho assaggiato gli spaghetti al pomodoro a Venezia, all'età di 5 anni - i miei genitori stavano tornando a casa dal Kenya per il Regno Unito via nave, perché volare era troppo costoso..... con le linee Lloyd Triestino".
E forse è per questo che è finita in una casa nelle Marche, dove ha notato come "solo le donne più anziane facevano la pasta a mano ogni giorno". Le ultraottantenni sono l'ultima generazione che lo fa per portare il cibo in tavola. Per le giovani generazioni, fare il cibo a mano è diventata una scelta". È stato allora che lei ha avuto "due pensieri: in primo luogo, ho voluto registrare le capacità di queste donne. In secondo luogo, fare questo significa anche celebrare le donne anziane, che sono spesso invisibili nei media alimentari".
È evidente, dalle parole di Vicky, che l'idea alla base di The Pasta Grannies non è solo quella di mostrare come si fa il cibo, ma anche quella di affidare alla prossima generazione un vero patrimonio di tradizione culinaria. Chiediamo a Vicky quanto sia importante questo aspetto del progetto: "è molto importante ispirare le persone a cucinare partendo da zero. Sono i dettagli che si perdono quando si fa affidamento a un libro o a un ricordo. Le tradizioni sopravvivono perché si creano nuovi ricordi e la pasta funziona bene perché è un'attività di squadra o di famiglia".
E naturalmente, le nonne, queste valorose e forti ottuagenarie che ricordano la guerra e i tempi in cui fare la pasta da zero era la norma, sono l'oro e i diamanti del lavoro di Bennison. Abbiamo dovuto chiederle come si lavora con loro e se ha delle storie interessanti da condividere con noi: "Le nonne, specialmente quelle oltre i 90 anni - e noi ne abbiamo alcune! - ricordano i tempi in cui il mondo era un posto molto diverso. Abbiamo la storia di nonna Giuseppa, di 97 anni, che è affascinante e potrebbe attrarre le giovani generazioni che si dedicano al riciclaggio e alla riduzione dei rifiuti. È sarda e ha lavorato per tutta la vita come sarta specializzata in costumi tradizionali. Adorava così tanto il suo lavoro che non ha mai pensato di sposarsi. Quando l'ha fatto, aveva trent'anni, il che era molto insolito. Ha fatto il suo abito da sposa e un cappotto per accompagnarlo. Il cappotto, lo ha rimodellato due volte e lo indossa ancora oggi come giacca, oltre 60 anni dopo".
In realtà, c'è così tanto che potremmo imparare dalle nostre nonne.
Come detto, il progetto The Pasta Grannies ora funziona su tre diverse piattaforme: un sito web (www.pastagrannies.com), un canale YouTube e un libro di ricette, uscito negli Stati Uniti il 29 ottobre. Il libro è un bel volume, arricchito dalle foto dei piatti e, naturalmente, dalle nonne che li hanno realizzati, ma metterlo insieme non è stato un compito semplice, soprattutto quando si è trattato di selezionare le ricette da includere: "Volevamo specialità da tutta Italia, e più livelli di difficoltà, ma abbiamo cercato di includere più ricette facili che difficili!”.
Prima di concludere la nostra bella chiacchierata, dobbiamo chiedere a Vicky del suo rapporto con l'Italia. Da anni divide la sua vita tra le Marche e il Regno Unito e lavora con gli italiani: ha preso qualche particolare abitudine italiana? "Mio marito direbbe il modo audace in cui parcheggio l'auto! A parte questo, andare direttamente dal produttore per il formaggio, il vino e tutti gli altri prodotti. La provenienza è importante per gli italiani e lo è anche per me"”. (aise) 

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