STATI GENERALI LINGUA/ PICCHI: + 10% DI STUDENTI IN 2 ANNI

STATI GENERALI LINGUA/ PICCHI: + 10% DI STUDENTI IN 2 ANNI

ROMA\ aise\ - Con un video realizzato dalla Scuola Italiana di Toronto si è aperta la sessione conclusiva degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, i cui protagonisti, riuniti oggi a Villa Madama, domani saranno ricevuti al Quirinale dal presidente Mattarella.
A moderare il dibattito Roberto Vellano, vice direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci. A prendere la parola Roberto Nocella e Dario Armini della stessa Direzione Generale (Ufficio V e VII), il segretario generale della Dante Alighieri, Alessandro Masi, coordinatori dei gruppi di lavoro, e, per le conclusioni, il sottosegretario Guglielmo Picchi.
Vellano ha introdotto il dibattito tirando le somme della Settimana della Lingua, che si è appena conclusa con successo, e presentando alcuni dati sulla diffusione dell’insegnamento dell’italiano nel mondo: 2.145.093 studenti in 115 Paesi, con uno “sforzo per la precisione statistica” che “continua e continuerà” nel segno di un sempre maggiore “affinamento” della metodologia, come pure richiesto oggi da Silvana Mangione nel suo intervento.
Quindi ha preso la parola Roberto Nocella per illustrare i risultati del gruppo di lavoro sul sistema della formazione italiana all’estero, ovvero le scuole italiane nel mondo. Definizione cui Nocella si è detto “affezionato”. Una realtà “composita ed eterogenea”, una “rete nella rete” che coinvolge Ambasciate, Consolati e IIC e che ha però bisogno che sia innescato un “effetto moltiplicatore”, ovvero “creare una trama reticolare sul territorio di interazione tra le componenti”. L’intenzione è quella di “realizzare una sorta di cablaggio tra scuole, lettorati, corsi degli IIC…”. Uno snodo fondamentale sarà la revisione della circolare 113 perchè la normativa è cambiata e il mondo anche.
Sul fronte della “rete di persone”, ovvero il personale scolastico, Nocella ne ha evidenziato l’aumento in termini di unità ad oltre 600 concentrati nei Paesi con maggiore presenza di connazionali.
“Scuole, lettorati e IIC sono parenti prossimi che però possono sembrare assai lontani” se non vi è una “collaborazione sul territorio” in cui le Ambasciate abbiano un ruolo di primo piano. “La promozione integrata è importante per la condivisione di obiettivi e di una narrativa comune”, anche perché “il personale all’estero parte per un periodo di 6 anni e lí vanno concentrati tutti gli sforzi perché si inneschi un effetto moltiplicatore” positivo.
Alessandro Masi ha illustrato i risultati del secondo gruppo di lavoro, quello sulla certificazione lingua italiana che, ha detto Vellone, “richiede uno sforzo di coordinamento e di sistema”.
Masi, anche in qualità di coordinatore del consorzio Cliq - Consorzio lingua italiana di qualità, ha illustrato questa esperienza che nasce molti anni fa e che ha unito la Dante e le tre università (Siena, Perugia e Roma Tre) in Italia non solo nella definizione di standard di qualità didattica ma anche nella formazione di docenti e operatori e nella promozione integrata di obiettivi comuni. Lo scopo della Dante e del Maeci è proprio quella di acquisire uno standard di qualità comune e definito in ambito linguistico, che sia “riconoscibile” e che pure riposizioni la lingua italiana sul mercato internazionale. Serve un “impegno congiunto”, non ultimo per “contrattare” il riconoscimento della certificazione a livello di accordi bilaterali. Intanto la Dante è pronta allo sbarco di Cliq in Cina, “un progetto sperimentale inedito perché impone quattro certificazioni diverse in una”. Nuovo passo verso una certificazione unica.
Dario Armini è intervenuto per spiegare i lavori del gruppo che ha inteso porre le basi per definire i futuri Piani Paese. A questo scopo sono state coinvolte cinque Ambasciate pilota scelte in cinque Paesi molto diversi fra loro per struttura ma anche per storia dell’insegnamento dell’italiano: gli Stati Uniti in Nord America, il Brasile in America Latina, la Svizzera in Europa, il Camerun in Africa e il Giappone in Asia e Oceania. “Paesi diversificati e con richieste molto differenti fra loro”: in Giappone ad esempio si è registrato un calo di studenti ma è richiesta una qualità molto alta. In Brasile si registra invece una situazione opposta. In Giappone non vi è una grande presenza di insegnamento nelle scuole locali, che invece è presente negli Stati Uniti e dà crediti di formazione per l’accesso poi ai college e all’università.
Il lavoro svolto sinora ha inteso dare “risposte mirate e diversificate a seconda delle realtà locali” con il fine ultimo di definire un “metodo di lavoro per gli anni a venire”, dando “indicazioni operative alle nostre strutture all’estero” per mettere in atto una “strategia più coordinata sul territorio” attraverso “obiettivi mirati e condivisi”. Insomma i Piani Paese.
Armini ha annunciato che nelle prossime settimane “partiremo in maniera operativa per definire con le Ambasciate i Piani Paese e fra due anni vedremo se avranno prodotto i risultati sperati”.
Su questa nota di ottimismo e di impegno si è chiusa l’ultima sessione degli Stati Generali della Lingua e la parola conclusiva è stata affidata al sottosegretario agli Affari Esteri, Guglielmo Picchi, che ha lanciato la prossima sfida: raggiungere il 10% in più di studenti entro il prossimo biennio.
La giornata odierna - come pure il successo della Settimana della Lingua - “è essa stessa segno della vitalità della lingua italiana”, che, ha detto Picchi, “è anche un importante strumento di sviluppo del Paese, uno strumento della politica estera cui uno stato serio deve dare appoggio”.
Per il sottosegretario Picchi “la soglia di 2 milioni di studenti di lingua italiana nel mondo dimostra che l’italiano mantiene il proprio appeal” sia nei Paesi di tradizionale emigrazione sia nel resto del mondo ed anche in “zone prioritarie” come il Mediterraneo e il continente africano.
Ringraziando dunque quanti sono impegnati per la promozione di lingua e cultura - “la vostra azione è un tesoro immenso di competenza e professionalità -, Picchi ha invitato a “guardare all’azione futura”. “Ognuno di noi ha il proprio ruolo da giocare in sinergia, ma tenendo conto delle specificità locali”. Da qui l’importanza delle “strategie paese, che coinvolgano sia istituzioni pubbliche sia private” e per le quali le nostre Ambasciate sono chiamate a svolgere anche “un ruolo di coordinamento con L’obiettivo di aumentare del 10% gli studenti di italiano entro il prossimo biennio”.
Per il sottosegretario Picchi “l’azione che risulterà vincente sarà una azione di sistema” e tutti sono chiamati a parteciparci: scuole italiane all’estero e insegnanti, connazionali ed enti promotori, lettorati, enti certificatori, canali televisivi e nuove tecnologie della comunicazione… il Maeci non farà mancare il proprio “supporto”. (r.aronica\aise) 

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