L’UE PER IL VENEZUELA

L’UE PER IL VENEZUELA

BRUXELLES\ aise\ - Il costante peggioramento della crisi sociale ed economica in Venezuela ha indotto la Commissione europea a stanziare altri 50 milioni di euro di aiuti di emergenza a sostegno dei venezuelani più bisognosi.
La decisione annunciata ieri è parte integrante dell'impegno dell'UE a mobilitare ulteriori aiuti, come indicato nella Dichiarazione di Montevideo del Gruppo di contatto internazionale. Ad oggi gli aiuti erogati complessivamente dall'UE a partire dal 2018 per far fronte a questa crisi regionale ammontano a 117,6 milioni di euro.
“L'Unione europea rimane in prima linea per quanto riguarda la mobilitazione internazionale a sostegno del popolo venezuelano”, ha confermato l'Alta rappresentante e Vicepresidente Federica Mogherini. “Stiamo operando per rafforzare la cooperazione internazionale al fine di garantire che gli aiuti umanitari, incluso questo nuovo impegno, raggiungano le persone bisognose all'interno come all'esterno del Venezuela in modo imparziale e attraverso canali indipendenti, senza alcun tentativo di politicizzare l'erogazione degli aiuti".
Oggi Mogherini è a Quito, in Ecuador, dove si riunirà il Gruppo di contatto internazionale sul Venezuela. La riunione è la seconda dopo quella tenuta a Montevideo lo scorso 7 febbraio. Presenti Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito, Bolivia, Costa Rica, Ecuador ed Uruguay.
L’Ue, ha aggiunto Christos Stylianides, Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, "è a fianco del popolo venezuelano in questo momento critico e per questo ha deciso di incrementare gli interventi di assistenza e umanitari in Venezuela e nella regione. Gli aiuti supplementari includono alloggi di emergenza, assistenza sanitaria e alimentare, servizi nutrizionali, accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari e istruzione per i minori".
Lo scorso anno il commissario Stylianides ha visitato il confine orientale della Colombia con il Venezuela, dove migliaia di migranti hanno attraversato il ponte internazionale Simon Bolivar. Da diversi anni l'UE fornisce sostegno sia all'interno del Venezuela sia nei paesi limitrofi, finanziando le organizzazioni umanitarie partner che erogano aiuti sul campo.
Di Venezuela si è occupato anche il Parlamento europeo che oggi è tornato a chiedere una soluzione pacifica per la crisi in Venezuela attraverso elezioni presidenziali “libere, trasparenti e credibili”. Con 310 voti favorevoli, 120 voti contrari e 152 astensioni, la Plenaria ha infatti approvato la seconda risoluzione di quest'anno sul Venezuela (la decima dall'inizio dell'attuale legislatura), in cui gli eurodeputati condannano "i feroci atti di repressione e violenza" e ribadiscono la loro profonda preoccupazione per la crisi umanitaria e politica nel paese.
Nella risoluzione i deputati ribadiscono il riconoscimento di Juan Guaidó come legittimo Presidente ad interim del Venezuela ed esprimono “pieno sostegno” alla sua tabella di marcia, che consiste nel porre fine all'usurpazione, istituire un governo nazionale di transizione e indire elezioni presidenziali anticipate. I deputati si dicono “soddisfatti” del riconoscimento della legittimità di Guaidò da parte della stragrande maggioranza degli Stati membri UE, invitando quei Paesi UE, che ancora non l’hanno riconosciuto, a farlo con urgenza.
Il Parlamento, inoltre, chiede al "regime illegale di Maduro" di porre fine a tutte le forme di repressione contro giornalisti, leader politici e membri della squadra di Juan Guaidó, compreso il suo capo di gabinetto, Roberto Marrero.
I deputati, inoltre, denunciano che il mese scorso, nonostante le già limitate forniture alimentari in Venezuela siano a rischio di deterioramento, gli aiuti umanitari offerti dalla Colombia e dal Brasile sono stati respinti e in alcuni casi distrutti dal regime.
Nella risoluzione si sottolinea anche l'aggravarsi della crisi migratoria in tutta la regione, riconoscendo gli sforzi e la solidarietà dei paesi vicini. I deputati chiedono alla Commissione europea di continuare a cooperare con questi paesi, non solo fornendo assistenza umanitaria, ma anche offrendo loro maggiori risorse.
Il Parlamento europeo chiede infine l'introduzione di ulteriori sanzioni UE contro i beni illegittimi detenuti dalle autorità statali all'estero e nei confronti delle persone responsabili di violazioni dei diritti umani e di atti repressivi, oltre a suggerire il divieto di visto per queste persone e per i loro parenti più prossimi. (aise) 

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