ROMARICEVUTA: LE FOTOGRAFIE DI OLIMPIA PALLAVICINO ALLO SPAZIO CERERE DI ROMA

ROMARICEVUTA: LE FOTOGRAFIE DI OLIMPIA PALLAVICINO ALLO SPAZIO CERERE DI ROMA

ROMA\ aise\ - Inaugura domani, mercoledì 27 marzo, alle ore 18.00 presso lo Spazio Cerere di Roma, la mostra "Roma Ricevuta. Fotografie di Olimpia Pallavicino".
In esposizione sino all’11 aprile circa 28 fotografie di grandi dimensioni (70x100cm) in bianco e nero, che raccontano una Roma deserta, alle prime luci del giorno.
Come spiega la fotografa "Questo progetto nasce da un’idea della mia città, Roma, che ho sempre immaginato e sognato e che, nel coglierla, mi ha fatto scoprire certi aspetti che ho come ricevuto. Ho cercato di fotografarla in certi momenti particolari, senza macchine e senza persone, sospesa".
Gli scatti sono stati tutti realizzati tra il 2017 e il 2018, in orari in cui la città è ancora deserta, immagini colte all’alba, durante i mesi invernali, in un’atmosfera quasi surreale che racconta una Roma cinematografica.
Ed è proprio nel cinema che inizia il percorso di Olimpia Pallavicino, quasi vent’anni fa, come fotografa di scena per molti film, tra i quali "La scelta" e "Vallanzasca, gli angeli del Male" di Michele Placido, "Il disco del mondo" di Riccardo Milani, "Cento Chiodi" di Ermanno Olmi, "I giorni dell’abbandono" di Roberto Faenza e "La vita che verrà" di Pasquale Pozzessere.
Cristina Ghergo, che di Olimpia Pallavicino è stata la prima vera maestra, di lei scrive in catalogo: "Olimpia Pallavicino sarebbe stata fotografa anche se non lo avesse scelto come professione. Quando, ragazzina, è arrivata allo Studio Ghergo a metà degli anni ’80 già dimostrava quella rara capacità di sintesi che le permetteva di raccontare in un solo scatto quello che era il suo pensiero. (..) Fare una mostra di fotografie su Roma è compito arduo ma Olimpia ha saputo estrarre da un oceano di banalità immagini preziose. Ha impiegato quasi un anno per raccogliere alle prime luci dell’alba, la prova che la Roma splendida, misteriosa, vuota in qualche modo ancora esiste. Nei suoi bellissimi scatti in bianco e nero, i sanpietrini, gli antichi muri, i tagli di luce sui palazzi, il Colosseo piccolo e lontano, San Pietro nella nebbia, emergono nuovi, freschi, incontaminati".
Questa è la seconda mostra di Olimpia Pallavicino, dopo quella realizzata nel 2012 per l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.
Olimpia Pallavicino è nata a Roma nel 1965. È stata, dal 1985 al 1989, prima assistente di Cristina Ghergo che considera la sua maestra e da cui ha imparato il mestiere di fotografa.
Nel 1999 inizia la sua carriera come fotografa di scena, che la vede lavorare al fianco di grandi nomi del cinema italiano, tra cui Roberto Faenza, Ermanno Olmi e Michele Placido.
Con loro ha lavorato nelle seguenti produzioni: “Sette minuti” (regia di Michele Placido, 2016); “Task Force 45” (regia di Beniamo Catena, 2015); “La notte è piccola per noi” (regia di Gianfrancesco Lazotti, 2014) “Re Lear” (spettacolo teatrale di Michele Placido, 2012), “Hanmade cinema” (regia di Guido Torlonia, novembre 2011); “Vallanzasca, Gli Angeli del Male” (regia di Michele Placido, 2012); “Il Grande Sogno” (regia di Michele Placido, 2008); “Il disco del mondo”(regia di Riccardo Milani, 2006); “La duchesse de Langeais” (regia di Jaques Rivette, 2006); “Cento Chiodi” (regia di Ermanno Olmi, 2005); “I giorni dell’abbandono” (regia di Roberto Faenza, 2004); “Alla luce del sole” (regia di Roberto Faenza, 2003); “La vita che verrà” (regia di Pasquale Pozzessere, 1999). Ha lavorato come produttrice per il documentario “Back Home!” di Marcello de Archangelis.
Nel 2012 ha esposto all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, le foto di scena del documentario “Handmade Cinema!”. (aise)


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