Le CCIE in America Latina fanno rete: quattro giorni di incontri a Panama

PANAMA\ aise\ - Per quattro giorni, dall’8 all’11 aprile scorsi, Panama si è trasformata in un laboratorio dinamico di idee, relazioni e strategie, ospitando la riunione d’area delle Camere di Commercio Italiane in America Latina. Nelle sale affacciate sull’oceano dell’Hotel InterContinental Miramar, delegazioni provenienti da tutto il continente hanno dato vita a un confronto serrato, segnato da una consapevolezza condivisa: il ruolo dell’Italia nella regione è destinato a crescere, ma richiede visione e coordinamento.
L’apertura ha avuto il tono informale ma denso delle occasioni importanti. Il saluto di Vittorio De Sanctis, presidente della Camera Italo-Panamense (CAMIP), ha segnato l’avvio di un’agenda intensa, accompagnata dall’intervento dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che ha subito richiamato uno dei temi trasversali dell’intero incontro: la mobilità come leva economica e sociale.
Il giorno successivo, la sessione inaugurale ha riunito istituzioni, diplomazia e sistema camerale. Accanto a De Sanctis, le voci di Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, e dell’Ambasciatrice d’Italia, Giuditta Giorgio, hanno delineato un quadro chiaro: rafforzare la presenza italiana in America Latina non è più soltanto un obiettivo, ma una necessità strategica. Il videomessaggio del viceministro Valentino Valentini ha confermato l’attenzione del governo, Mentre la Ministra incaricata del Commercio e dell’Industria del Ministerio de Comercio e Industrias (MICI), Astrid Ábrego, ha sottolineato il ruolo strategico del Paese come hub naturale tra il Nord e il Sud America.
Le sessioni tecniche hanno poi dato sostanza alle intenzioni. Le presentazioni di SACE e SIMEST hanno illustrato strumenti concreti a sostegno delle imprese, mentre l’intervento di KPMG ha acceso i riflettori sulle opportunità offerte dall’asse Panama–Mercosur. Ma è nelle sessioni di lavoro riservate che si è giocata la partita più delicata: qui, lontano dai riflettori, presidenti e segretari generali hanno discusso progetti, criticità e prospettive, cercando una sintesi tra le diverse realtà nazionali.
La cena di gala al Club Unión ha rappresentato il momento simbolico di questa convergenza, unendo diplomazia e networking in un contesto di grande eleganza. Il giorno seguente, la firma dell’accordo di cooperazione tra CEPAVEN e CAMIP ha offerto una prova tangibile dei risultati raggiunti, mentre l’approfondimento sul Canale di Panama ha ricordato a tutti la centralità geopolitica del Paese ospitante.
Non sono mancati temi di respiro sociale, come il workshop dell’OIM sulle politiche di genere, a dimostrazione di un approccio sempre più integrato tra economia e sviluppo umano. La chiusura, nella residenza dell’Ambasciatrice, ha suggellato un clima di rinnovata collaborazione.
Al termine dei lavori, è emersa la volontà della rete delle Camere italiane in America Latina non è più soltanto uno strumento di rappresentanza, ma un attore strategico capace di incidere sulle dinamiche economiche regionali. Panama, per qualche giorno, è stata il centro di questo disegno. E, forse, il punto di partenza di una nuova fase. (aise)