Ardito (Comites Manchester): la minoranza Acli/Pd usa il numero legale per bloccare i lavori

MANCHESTER\ aise\ - L’assemblea del 12 giugno del Comites di Manchester, già straordinaria dopo l'interruzione dei lavori lo scorso 18 maggio, si è conclusa dopo appena 18 minuti, senza l’approvazione di alcun punto all’ordine del giorno, a seguito dell’abbandono dei lavori da parte di alcuni consiglieri del gruppo ACLI/PD. Ne dà notizia il Presidente del Comites, Cesare Ardito, spiegando che “almeno due dei tre consiglieri in questione hanno dichiarato espressamente la volontà di lasciare la seduta allo scopo di impedire proseguimento dei lavori, facendo cadere il numero legale necessario per la validità delle deliberazioni”.
“Il Comites è composto da 10 consiglieri e il numero legale è pari a 6 presenti. Questo significa che, quando manca anche un solo consigliere della maggioranza, la minoranza può di fatto bloccare la prosecuzione dei lavori”, spiega Ardito. “È un potere previsto dal funzionamento democratico dell’organo, ma proprio per questo andrebbe usato con responsabilità, su questioni gravi e con obiettivi politici chiari”.
Secondo Ardito, nel caso del 12 giugno non è stato questo il metodo seguito. L’ordine del giorno era noto da oltre un mese, essendo le delibere rinviate dalla scorsa assemblea e dunque trasmesse ai consiglieri il 7 maggio. I punti in discussione erano quindi conosciuti da tempo. “L'opposizione avrebbe potuto discutere, emendare, modificare o respingere singole proposte da una posizione vantaggiosa. Ha invece scelto di abbandonare i lavori, con l’effetto dichiarato di impedire la prosecuzione dell’intera assemblea”, afferma Ardito. “A me questo appare come un atto politico di carattere ostruzionistico, perché non ha prodotto alcuna decisione alternativa. Ha solo rinviato tutto”.
Tra i punti rimasti sospesi figurano iniziative culturali, informative e commemorative rivolte alla comunità italiana della circoscrizione consolare: il talk accademico “Racialised Italy before and after Brexit”, dedicato all’esperienza degli italiani di colore nel Regno Unito dopo la Brexit; il progetto “Red Bricks”, un podcast con interviste a connazionali formati in Italia e attivi in diversi settori professionali; un reportage collegato alla placca commemorativa della tragedia dell’Arandora Star, già approvata dal Comitato e in corso di realizzazione; un progetto straordinario di spettacoli teatrali per il centenario della nascita di Dario Fo.
“La caduta del numero legale non cancella questi progetti, ma ne rinvia la trattazione”, prosegue Ardito. “Il risultato concreto è che iniziative già pronte o in fase avanzata restano ferme per ragioni che, allo stato, non sono state neppure motivate nel merito dei singoli punti”.
Il presidente, poi, richiama il tema più generale del funzionamento democratico del Comitato: “una maggioranza non dovrebbe trovarsi davanti a due sole alternative: avere sempre i numeri per governare da sola, oppure non poter governare affatto, tanto più in un organo che dovrebbe essere estraneo a logiche politiche e partitiche come il Comites. L’importante ruolo democratico dell’opposizione, che ho peraltro svolto personalmente per tre anni, consiste nel controllare, contestare, proporre modifiche e votare contro quando lo ritiene necessario. L’utilizzo del numero legale per impedire la discussione e il voto dovrebbe essere riservato a casi eccezionali, dopo tentativi di mediazione chiari e solo come extrema ratio. Quando uno strumento così radicale viene usato senza una linea politica comprensibile e senza un percorso di confronto, il danno non è alla maggioranza, ma all'intero Comitato e anche all'opposizione stessa, quindi a tutta la comunità che esso rappresenta".
“Io prendo atto di quanto accaduto e continuerò, insieme ai colleghi consiglieri, a lavorare per riportare in assemblea i progetti rimasti in sospeso, nel rispetto della normativa vigente e fino alla conclusione della consiliatura”, conclude Ardito. “Negli ultimi due anni il Comites di Manchester ha ottenuto risultati importanti, ha organizzato decine di eventi e ha portato avanti progetti concreti per la comunità italiana della circoscrizione. Continueremo a farlo fino all’ultimo giorno. La comunità italiana ha diritto a un Comitato che funzioni”. (aise)