Bruxelles continua a celebrare l’Italia: la festa italiana di Saint-Gilles vetrina di un sistema Italia che funziona – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - In tempi nei quali si tende troppo spesso a parlare dell’Italia attraverso le sue criticità e dell’Europa attraverso le sue burocrazie, vale la pena soffermarsi anche su quelle realtà che contribuiscono concretamente a costruire ponti, rafforzare identità e promuovere il dialogo tra popoli e culture.
È il caso della seconda edizione della Festa Italiana organizzata dal Comites di Bruxelles, Brabante e Fiandre, che sabato 13 giugno ha animato Place Marie Janson, nel comune di Saint-Gilles, nel cuore della capitale europea.
Non si è trattato soltanto di una manifestazione folkloristica o gastronomica. È stata piuttosto l’ulteriore dimostrazione concreta, dopo le belle celebrazioni dell’80° anniversario della Repubblica presso le residenze degli ambasciatori d’Italia presso il Belgio e la Nato, di come il cosiddetto “Sistema Italia” all’estero, quando le sue diverse componenti collaborano in maniera armoniosa, sappia rappresentare un modello efficace di promozione del nostro Paese, della sua cultura e delle sue eccellenze.
L’iniziativa si è svolta infatti con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Belgio, del Consolato Generale d’Italia a Bruxelles, dell’Istituto Italiano di Cultura, della Camera di Commercio Belgo-Italiana, dell’ICE, del Comune di Saint-Gilles e dell’Associazione Cuochi Italiani in Belgio, oltre che col sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una rete istituzionale e associativa che testimonia come l’Italia sappia fare squadra quando mette al centro obiettivi condivisi.
Chi vive a Bruxelles da decenni, come chi scrive, sa bene quanto sia importante valorizzare il contributo che la comunità italiana offre quotidianamente alla vita economica, culturale, sociale e istituzionale del Belgio e dell’Unione europea. Una presenza storica che ha saputo evolversi nel tempo, passando dall’emigrazione del dopoguerra alla crescente partecipazione di professionisti, imprenditori, funzionari europei, ricercatori, studenti e operatori culturali.
La Festa Italiana ha rappresentato proprio questo: il volto migliore di una comunità orgogliosa delle proprie radici e, allo stesso tempo, perfettamente integrata nel contesto europeo e belga.
Particolarmente significativa è stata la presenza di oltre venticinque associazioni italiane attive in Belgio. Realtà diverse tra loro, ma accomunate dall’impegno a favore della cultura, della solidarietà, dell’integrazione e della cittadinanza attiva. Un patrimonio spesso poco conosciuto, che merita invece di essere valorizzato perché costituisce una delle espressioni più autentiche della vitalità italiana all’estero.
Non è mancata naturalmente la musica, con un programma che ha accompagnato l’intera giornata attraverso generi e sensibilità differenti: dal jazz di Angelo Gregorio alla musica popolare, dalla canzone d’autore ai cori, in un percorso che ha fatto riflettere la ricchezza e la varietà della tradizione culturale italiana.
Anche la gastronomia ha avuto il suo ruolo, non come semplice richiamo turistico ma come elemento identitario capace di raccontare territori, storie e tradizioni regionali. Perché l’Italia non è soltanto un Paese: è un mosaico di culture locali che trova proprio nella sua diversità una delle principali ragioni della propria forza.
In un’epoca segnata da tensioni internazionali, polarizzazioni e diffidenze reciproche, iniziative come questa assumono anche un significato civico e culturale più ampio. Esse contribuiscono infatti a rafforzare quella diplomazia dei cittadini che spesso riesce ad avvicinare le persone più efficacemente di tanti discorsi ufficiali.
L’Italia che si è presentata sabato a Saint-Gilles, allietata da una pausa alle piogge degli ultimi giorni, non è stata quella degli stereotipi, troppo spesso evocati dentro e fuori i nostri confini. È stata invece quella delle associazioni, delle istituzioni, delle imprese, dei volontari e dei cittadini che, con il proprio impegno quotidiano, contribuiscono a dare prestigio al nostro Paese.
Un’Italia che non rinnega i propri problemi, ma che sa anche valorizzare le proprie eccellenze. Un’Italia che continua a credere nell’Europa e che, proprio da Bruxelles, dimostra come si possa essere al tempo stesso buoni patrioti italiani e convinti cittadini europei.
Per questo la Festa Italiana non ha rappresentato soltanto il secondo appuntamento annuale della comunità italiana in Belgio, ma è stata soprattutto una bella occasione per ricordare che, quando lavorano insieme, istituzioni e società civile possono ancora offrire il volto migliore dell’Italia nel mondo. (alessandro butticé\aise)