Cie nei Comuni per gli Aire: 16mila documenti rilasciati in due settimane

MADRID\ aise\ - Dal 1° giugno scorso i Comuni italiani hanno rilasciato 16mila Cie agli italiani residenti all’estero iscritti all’Aire che ne hanno fatto richiesta. Questi i dati forniti dal Viceprefetto Antonio Moscatello, a capo della Direzione centrale per i Servizi demografici del Ministero dell’Interno, intervenuto oggi pomeriggio ai lavori della Commissione continentale Europa – Nord Africa del Consiglio generale degli Italiani all’Estero riunita a Madrid.
Come noto, dall’inizio di questo mese, i connazionali – oltre che al Consolato di riferimento – possono rivolgersi al proprio Comune per il rilascio del documento elettronico. È una modalità – ha tenuto a precisare il viceprefetto – che si aggiunge ai Consolati, non si sostituisce: un chiarimento motivato da un “paio di segnalazioni” circa una sede consolare che ha “dirottato” direttamente al Comune i connazionali che chiedevano la Cie.
Dal 2016 ad oggi, ha detto il viceprefetto, i Consolati hanno rilasciato 810mila Cie.
Moscatello ha poi chiarito modalità e tempistiche di rilascio e spedizione del documento rilasciato dai Comuni, riconoscendo la criticità di quanti, iscritti Aire, chiedendo la Cie in Italia si vedono invalidare il vecchio documento, rimanendo privi di titolo per l’espatrio.
“Quando si chiede la Cie si invalida il vecchio documento e viene rilasciata la ricevuta di emissione Cie”, ha confermato il viceprefetto, con la quale “il cittadino può esercitare qualsiasi funzione in Italia”.
“Il problema è limitato al possibile espatrio” e “vale per tutti gli italiani, non solo per gli Aire”. Per l’emissione del documento ci vogliono 6 giorni.
È previsto, ha anticipato il viceprefetto, un nuovo intervento normativo che consentirà ai sindaci “il rilascio di un nuovo documento di identità provvisorio, non elettronico ovviamente, ma rilasciato a vista, che avrà una serie di misure di sicurezza rafforzate rispetto alla Carta di identità cartacea”.
Dopo una interlocuzione Viminale – Farnesina, ha aggiunto Moscatello, ci saranno cambiamenti anche per la spedizione della Cie: “per garantire il recapito sicuro, si è deciso di indirizzare obbligatoriamente la Cie verso il Consolato solo nelle sedi indicate dal Maeci; se, invece, il Paese di residenza non è incluso nell’elenco delle sedi Maeci, allora la Cie sarà spedita all’indirizzo indicato dal cittadino”.
L’appuntamento al Comune si prenota attraverso la piattaforma del Viminale (https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/), ha ricordato il viceprefetto.
Ad oggi, ha aggiunto, “le sedi consolari che emettono passaporti sono 209 mentre sono 102 quelle che emettono le Cie, ma stiamo lavorando all’estensione delle postazioni Fico, che si usano per captare le impronte i passaporti, anche per le Cie”.
Interrogato sulle informazioni date ai Comuni, il viceprefetto ha confermato che sono state date con una circolare datata 29 maggio e che, ad oggi, più di 3mila comuni hanno già rilasciato Cie a cittadini Aire.
Il possesso del documento, è stato ricordato da più parti, è importante anche in vista delle elezioni dei Comites: un documento di identità valido sarà necessario sia per votare che per presentare una eventuale candidatura.
Il numero aggiornato degli italiani che ad oggi hanno solo la Cic non si sa: il 18 febbraio scorso Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, riferiva che gli AIRE in Europa con la sola Cic erano 973.084 (833.443 quelli con la Cie).
A Madrid, ha informato il Console generale Spartaco Caldararo, a inizio anno “erano 3mila. Li abbiamo contattati tutti, ci ha risposto e si è prenotata più o meno la metà di loro”. La sede rilascia “1000 Cie al mese”.
La questione - Cie, per molti consiglieri Cgie, è centrale visto che, insieme alle prossime operazioni preparatorie delle elezioni Comites, rischia di mandare in affanno i Consolati. Ma, ha osservato Caldararo, “nei consolati lavorano professionisti, che hanno anni di esperienza. L’Amministrazione ha risorse che metterà a disposizione per rafforzare le strutture che ne avranno bisogno. Siamo pronti a lavorare anche con termini di preavviso brevi, d’altronde – ha concluso – lo facciamo spesso”. (m.c.\aise)