Comites Manchester: la lista “Costruiamo il domani” replica al Presidente Ardito

MANCHESTER\ aise\ - Una ricostruzione dei fatti “incompleta, faziosa e per diversi aspetti non corrispondente alla realtà”. Così i quattro consiglieri della lista “Costruiamo il domani” del Comites di Manchester – Emanuele Bernardini, Gianluigi Cassandra, Gianluca Fanti e Silvana Poloni – replicano alla nota con cui il Presidente Cesare Ardito li aveva accusati di bloccare i lavori del Comites facendo mancare il numero legale nelle assemblee.
In una nota, i quattro consiglieri difendono il proprio operato e denunciano una gestione che ritengono “poco rispettosa del confronto democratico”.
“Anzitutto, respingiamo con fermezza il tentativo di dipingere la nostra come una lista "ACLI/PD". Si tratta di una rappresentazione tanto semplicistica quanto falsa”, scrivono Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni. “I consiglieri di “Costruiamo il Domani” provengono da esperienze, sensibilità e orientamenti differenti e hanno sempre operato nell'interesse della comunità italiana sul territorio, non per finalità partitiche. Al contrario, siamo stati noi a dover richiamare ripetutamente il presidente Ardito al rispetto del principio di imparzialità nell'utilizzo dei canali social del Comites e nella stesura dei verbali delle assemblee”.
Allo stesso modo, aggiungono, “è tendenzioso affermare che i consiglieri della nostra lista abbiano fatto deliberatamente venir meno il numero legale in due occasioni. Nella riunione precedente all'ultima seduta tre consiglieri su quattro risultavano assenti per motivi di lavoro o familiari regolarmente comunicati. La richiesta di rinviare la riunione era stata inoltrata con largo anticipo, consentendo senza alcuna difficoltà una nuova convocazione. Il presidente ha scelto di respingerla senza indicare alcuna ragione urgente o inderogabile, assumendosi quindi la responsabilità di mettere a rischio il regolare svolgimento della seduta. È altresì significativo ricordare che il consigliere Cassandra ha comunque garantito la propria presenza affinché venisse approvato il contributo destinato a un importante evento del territorio, quale il Lancaster Italian festival. Solo successivamente ha lasciato l’assemblea, anche per rispetto verso i colleghi impossibilitati a partecipare. Se la maggioranza che sostiene l'attuale presidente, che rappresenta il 60% dei consiglieri, fosse stata presente in numero adeguato, la riunione sarebbe proseguita regolarmente. Attribuire all'opposizione la responsabilità esclusiva di quanto accaduto significa ignorare deliberatamente questo dato di fatto”.
Per i quattro consiglieri, poi, appare “particolarmente sorprendente la lezione impartita dall’attuale presidente sull'utilizzo del numero legale come strumento da riservare a casi eccezionali. I fatti raccontano una storia diversa: nel 2024, infatti, lo stesso Ardito, insieme ai consiglieri della sua lista e della lista MIE, ha contribuito a bloccare per mesi l'attività del Comites disertando cinque riunioni consecutive. Una strategia che portò alla paralisi dell'ente e alle dimissioni del precedente esecutivo targato ACLI, avvenute esclusivamente per senso di responsabilità istituzionale. È difficile – ironizzano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni – non rilevare la contraddizione tra quei comportamenti e le dichiarazioni odierne. Merita inoltre di essere ricordato che, durante il periodo trascorso all'opposizione, lo stesso ha spesso scelto di non intervenire nel dibattito, limitandosi a esprimere il proprio voto attraverso bigliettini riportanti semplicemente la scritta "sì" o "no". Una modalità di partecipazione che difficilmente può essere richiamata come esempio di dialogo, confronto e mediazione”.
“Le recenti dichiarazioni e il comportamento del presidente non rappresentano per altro un episodio isolato”, accusano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni. “Esse si inseriscono in una prassi che abbiamo denunciato più volte durante le sedute del Comites: l'utilizzo degli strumenti di comunicazione e dei verbali per costruire una narrazione funzionale alla propria immagine pubblica, anziché fornire una rappresentazione equilibrata e trasparente dei fatti. Ad esempio, per la prima volta nella storia della pagina Facebook del Comites di Manchester, il video di una riunione è stato pubblicato disattivando la possibilità per i cittadini di commentare il post. Una scelta che appare in evidente contraddizione con i principi di trasparenza, partecipazione e dialogo che dovrebbero caratterizzare un organismo di rappresentanza della comunità italiana. Anche in questo caso, la comunicazione è stata accompagnata da una rappresentazione parziale dei fatti: nel post pubblicato si evidenzia l'uscita dall'assemblea dei consiglieri della lista Costruiamo il Domani, ma si omette completamente di ricordare l'assenza dei consiglieri di maggioranza, elemento essenziale per comprendere quanto realmente accaduto durante la seduta”.
“Mentre nello scorso fine settimana noi consiglieri di Costruiamo il Domani eravamo presenti sul territorio, a Keighley, per supportare la comunità italiana durante le celebrazioni della Festa della Repubblica e degli 80 anni del voto delle donne, offrendo anche un servizio di supporto parallelo alla missione passaporti del Consolato per i cittadini impossibilitati a recarsi a Manchester, - prosegue la nota – il presidente utilizzava i canali istituzionali del Comites per diffondere una ricostruzione dei fatti parziale e tendenziosa, senza consentire alcuna possibilità di replica attraverso gli stessi strumenti di comunicazione”.
“La comunità italiana merita trasparenza, pluralismo e confronto aperto. Merita di poter accedere a informazioni complete e accurate, non a comunicazioni unilaterali prive di contraddittorio. Il Comites dovrebbe essere uno spazio di partecipazione democratica e non un luogo in cui il dissenso viene silenziato o reso invisibile”, concludono Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni. “Per questo riteniamo necessario ristabilire la verità e respingere con decisione accuse che non trovano riscontro nella realtà. Continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, trasparenza e rispetto delle istituzioni, vigilando affinché il Comites rimanga uno spazio di confronto democratico e non uno strumento di propaganda personale. L'interesse della comunità italiana resta e continuerà a essere la nostra unica priorità”. (aise)