COMITES PARIGI/ LA REPLICA DEL PRESIDENTE CIRILLO: DA PORPIGLIA SOLO ACCUSE INFONDATE

COMITES PARIGI/ LA REPLICA DEL PRESIDENTE CIRILLO: DA PORPIGLIA SOLO ACCUSE INFONDATE

PARIGI\ aise\ - Accuse gravi e soprattutto “infondate e false” quelle di Mariano Porpiglia, consigliere del Comites di Parigi, cui oggi il presidente Vincenzo Cirillo replica punto per punto, accusando Porpiglia di non avere “uno stralcio di documento per prova”.
Punto 1: Sfiducia Vice-Presidente. Il Comites di Parigi che presiedo e la lista di maggioranza non ha assolutamente sfiduciato il Signor Vice-Presidente né dal posto di Consigliere Comites né dal ruolo di Vice-Presidente che continua ad esercitare”, scrive Cirillo. “Mai questa maggioranza ha sfiduciato nessun consigliere né della minoranza né della maggioranza; tutti hanno diritto a esprimersi anche contestando, è il principio della democrazia a cui tengo e teniamo tutti. Il Vice-Presidente è stato soltanto sfiduciato dal suo ruolo di membro dell'Esecutivo, con mozione di sfiducia richiesta dalla lista di Maggioranza non solo per il comportamento da lui tenuto il 19 maggio in esecutivo, ma per comportamenti simili nel corso dei 5 anni del funzionamento di questo Comites, che hanno sempre impedito lo svolgimento democratico, sia di esecutivi che di assemblee. Motivi e mozione a giorni saranno pubblicati sul sito del Comites di Parigi sul verbale dell'Esecutivo in questione. Per l'assemblea del 26 Maggio 2020, dove è stata votata la Sfiducia da membro dell’esecutivo con 10 Voti favorevoli su 17 consiglieri presenti, si può trovare la registrazione ZOOM dell’assemblea sul sito del Comites di Parigi”.
Punto 2: Sfiducia Revisore Conti Di Meo. Il signor Di Meo, ex revisore dei conti di nomina Comites di Parigi, - spiega il Presidente Cirillo – ha partecipato ed era presente fisicamente ad una riunione di revisione dei conti dove erano presenti il Tesoriere Comites-Parigi il Signor Salvatore Falcone, me stesso, l'altro revisore dei conti di nomina Comites ed il revisore dei conti di nomina del Consolato (presente in via telematica). Il Bilancio Consuntivo era già stato mandato a tutti i revisori e a tutti i consiglieri Comites, non è rinvenuta nessuna contestazione. Nella riunione indetta dai revisori dei Conti e dal Tesoriere, il signor Di Meo non si è presentato per motivi di salute. Dovendo presentare il Bilancio Consuntivo 2019 entro il 14 febbraio al Ministero a Roma, i due revisori presenti, uno di nomina Comites e l’altro di nomina consolare hanno firmato il Bilancio Consuntivo 2019 e scritto le relazioni che l'accompagnano. Il Signor Di Meo ha dichiarato sia a me personalmente che all'autorità consolare che il bilancio era conforme e che non trovava nessuna imprecisione, né irregolarità, né contestazione, ma che si rifiutava di firmare solo perché non era presente alla riunione dei revisori, quando poteva benissimo firmarlo in secondo tempo. Ma la sfiducia da parte del Comites – chiarisce Cirillo – è sopravvenuta perché si è saputo che il signor Di Meo non è indipendente e Super Partes come lo deve essere ogni revisore dei Conti ma simpatizzante della lista di minoranza come provato dalle dichiarazioni del Signor Porpiglia nell'estratto video di due minuti del video Zoom dell'assemblea, qui”.
Quanto al terzo punto, riguardo il Bilancio Consuntivo 2019, Cirillo chiarisce che “il bilancio Consuntivo 2019 è stato firmato e relazionato da due Revisori dei conti su tre, uno di nomina Comites e l’altro di nomina Consolare che lo hanno approvato. È stato ricontrollato dall'ufficio amministrativo consolare, ha ricevuto l'approvazione della Console Generale, Signora Emilia Gatto, ed è stato inviato a Roma al Ministero. Il Tesoriere e il Presidente hanno tutti questi atti ufficiali in loro possesso. Il Bilancio Consuntivo 2019 è consultabile sul Sito del Comites di Parigi alla Voce Trasparenza e poi Bilanci o a questo link”.
Infine, conclude Cirillo, “per quanto concerne la sfiducia se la lista del Consigliere Porpiglia non ha la maggioranza e nemmeno il Quorum per validare un’assemblea è semplicemente per una questione di democrazia. La lista di maggioranza ha avuto più voti, più eletti ed è solo qui la questione”. (aise) 

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