Comites/ Romagnoli (Ap): pronte le liste in Belgio e nelle principali circoscrizioni europee

BRUXELLES\ aise\ - Le ferie d’agosto non fermano il lavoro di Massimo Romagnoli in vista delle prossime elezioni dei Comites, che si terranno entro la fine del 2026. Il responsabile del Dipartimento Italiani nel mondo di Alternativa Popolare sta lavorando da settimane alla costruzione di una presenza organizzata e capillare del partito nelle comunità italiane all’estero.
Un lavoro “proseguito senza interruzioni nonostante il periodo estivo”, si legge in una nota di AP, e “che ha già portato a risultati concreti”.
Sono pronte, infatti, le liste di Alternativa Popolare per il Belgio e per le principali circoscrizioni consolari europee. Si tratta, sottolinea la nota, di “un primo passo importante di un progetto che punta a riportare al centro dell'agenda politica le esigenze reali degli italiani che vivono, lavorano e fanno impresa fuori dai confini nazionali”.
“Anche in queste settimane di agosto non abbiamo mai smesso di lavorare”, conferma Massimo Romagnoli. “Le elezioni dei Comites rappresentano un appuntamento importante e vogliamo arrivarci preparati, con persone credibili, competenti e realmente rappresentative delle nostre comunità. Abbiamo già pronto un lavoro significativo in Belgio e nelle principali circoscrizioni consolari europee”.
Romagnoli guarda però già oltre l'Europa: “stiamo valutando concretamente la possibilità di presentare liste di Alternativa Popolare anche in Nord America”, annuncia. “Il nostro obiettivo è costruire una rete che non si limiti a una singola area geografica, ma che sappia parlare agli italiani nel mondo nel loro complesso. Dall'Europa al Nord America, vogliamo dare voce a chi troppo spesso viene ascoltato soltanto in occasione delle elezioni”.
Il lavoro del Dipartimento Italiani nel mondo di Alternativa Popolare proseguirà nelle prossime settimane con l'obiettivo di completare la definizione delle candidature e rafforzare il radicamento territoriale.
“Non ci interessano liste costruite a tavolino o operazioni calate dall'alto”, conclude Romagnoli. “Vogliamo donne e uomini che conoscano davvero le realtà nelle quali vivono, che abbiano esperienza, credibilità e voglia di impegnarsi. I Comites devono tornare a essere uno strumento concreto al servizio degli italiani all'estero. È questa la sfida che abbiamo davanti e noi siamo pronti ad affrontarla”. (aise)