Continentale Europa - Nord Africa Cgie: iniziano i lavori a Dortmund

ROMA\ aise\ - Con gli Inni nazionali dell’Italia, della Germania e dell’Europa sono iniziati questa mattina a Dortmund i lavori della Commissione continentale Europa – Nord Africa del Consiglio generale degli italiani all’estero.
A presiedere e introdurre i lavori, alla presenza della segretaria generale Maria Chiara Prodi, è stato il vicesegretario Giuseppe Stabile che ha sottolineato l’importanza della presenza dei consiglieri, testimonianza del loro “forte legame comunità nel mondo”, in una città, Dormtund, che, come altre città tedesche, si appresta a commemorare i 70 anni degli accordi bilaterali sul lavoro tra Italia e Germania, un “passaggio fondamentale della storia della nostra emigrazione”.
In Germania così come in un tutto il mondo, ha aggiunto Stabile, “gli italiani hanno creato impresa, lavoro, cultura; hanno imparato, innovato, costruito legami”, creando “una ricchezza che non appartiene solo ai Paesi che li ospitano, ma che fa parte del patrimonio dell’Italia”.
Per questo, ha osservato Stabile, sono importanti le politiche per incentivare il rientro dei connazionali che, ha sottolineato, “non servono solo per riportare fisicamente qualcuno in Italia, ma anche per creare le condizioni affinché chi sceglie di tornare possa mettere a disposizione le sue competenze, i suoi contatti, la rete economica e professionale maturata all’estero, che sia il suo un rientro stabile, o di investimenti, di collaborazione a distanza o un trasferimento di know how”.
L’importante è che “chi è partito”, che rientri o no, “possa contribuire all’Italia grazie al suo percorso nel mondo”. D’altra parte, ha aggiunto, “l’amore per gli italiani all’estero non può tradursi in un modello che si limita a chiedere risorse all’Italia senza creare valore, in un mero assistenzialismo o nell’aspettativa di contributi unilaterali”. A fronte di una difficile situazione economica, ha affermato Stabile, “anche i servizi per gli italiani all’estero sono destinati a diminuire, che siano servizi consolari, educativi, assistenziali”, per questo “la corresponsabilità è un’esigenza concreata” perché “sostenere l’Italia significa continuare a sostenere anche le sue comunità nel mondo”.
“Non assistenza, ma corresponsabilità”, ha ribadito concludendo il vicesegretario. “Non solo fondi, ma anche idee, investimenti, competenze che tornano al Paese”.
Presenti ai lavori anche la consigliera d’ambasciata Silvia Maria Lucia Santangelo (Ufficio Affari Sociali e Coordinamento Consolare) e la Console a Dortmund Alice Joy Cox.
Santangelo ha portato ai consiglieri il saluto dell’ambasciatore Bucci. La sua presenza, ha evidenziato, testimonia “l’attenzione dell’ambasciata segue la comunità italiana in Germania. Significativa – ha aggiunto – la scelta della Germania per questo incontro”. Nel 1955, ha ricordato, Italia e Germania firmarono l’accordo sul lavoro: due Paesi “entrambi distrutti dalla II Guerra Mondiale, capaci di risollevarsi. L’apporto degli italiani alla ricostruzione della Germania è stato unico e non va dimenticato, così come non va dimenticata la presenza italiana oggi: 900mila connazionali fanno di quella in terra tedesca la comunità italiana più numerosa al mondo”. Una comunità “molto differenziata”, che comprende “oltre 2mila imprese in Germania e 5mila ricercatori”. Oggi “molti giovani italiani, che si spostano da un Paese all’altro si muovono in uno spazio di cittadinanza europea”. A questa collettività l’Ambasciata è vicina così come lo è “alle istituzioni espressioni della comunità, come il Cgie”.
Nella numerosa comunità italiana in Germania, “vasta e dinamica” è quella residente a Dortmund, dove gli Aire sono 70mila, mentre oltre 200mila sono quelli residenti nel Nord Reno Westfalia. Numeri ricordati dalla Console Cox che ha definito il Cgie un “pilastro fondamentale di consultazione e raccordo tra gli italiani all’estero e l’Italia”. Voi, ha detto ai consiglieri, “incarnate la voce dei connazionali”. (ma.cip.\aise)