Lingua e cultura: scuole ed enti gestori alla Continentale Europa del Cgie

ROMA\ aise\ - Dopo una sessione dedicata una sessione dedicata alla presenza imprenditoriale italiana e ai rapporti commerciali tra Italia e Spagna, la Commissione continentale Europa – Nord Africa del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunita da ieri a Madrid, ha affrontato il tema della diffusione della lingua e cultura italiana in un panel che ha favorito il confronto tra consiglieri e addetti ai lavori. Moderati da Giuseppe Stabile, vicesegretario d’area, ai lavori sono infatti intervenuti i dirigenti scolastici delle Scuole italiane di Madrid e Barcellona e i referenti degli enti gestori delle scuole materne attive in entrambe le città.
Ad avviare la sessione è stato, invece, il consigliere Tommaso Conte, membro del Comitato di presidenza e della Commissione tematica lingua e cultura, che ha criticato l’agenda dei lavori della Commissione – troppo piena di interventi, a suo dire, e con poco spazio al confronto – per poi entrare nel vivo delle questioni annunciando che l’anno prossimo ci sarà un nuovo taglio del personale docente che l’Italia invierà all’estero, che la priorità del Governo, in base al Piano Mattei, è attivare corsi in Africa, a discapito delle altre parti del mondo (8 i posti tagliati in Europa) perché “le risorse sempre quelle sono”, e che, in questo scenario, la Spagna rimane comunque un’isola felice visto che dei 683 insegnati di ruolo totali impiegati all’estero, 80 sono assegnati a Madrid e Barcellona.
Nota positiva il nuovo canale di comunicazione “molto efficiente” con l’ufficio V della Direzione generale per gli italiani all’estero e la ministra plenipotenziaria Samuela Isopi: operativo, infatti, il tavolo di lavoro che – ha informato Conte - sta organizzando i webinar dedicati agli enti gestori, annunciati nella plenaria di maggio.
A inizio luglio si terrà quello dedicato agli enti in Europa, in una data tra il 10 e il 13 luglio quello per il Nord America, a settembre quello per Sud America e Australia. I webinar “saranno importantissimi per la predisposizione del decreto direttoriale, che quest’anno sarà pubblicato entro metà settembre e l’anno prossimo all’inizio di settembre”, ha spiegato Conte. I webinar saranno diretti dall’ufficio V della Dgit e dalla consigliera Adriana Apollonio alla presenza dei dirigenti scolastici, dei coordinatori consolari e dei consiglieri Cgie della Commissione competente (oltre a lui, la presidente Campanale e il consigliere Nesti e gli altri membri interessati), ma soprattutto degli enti gestori: “saranno loro – ha assicurato Conte – ad avere la parola: Cgie, consolati e dirigenti dobbiamo ascoltare le loro richieste e capire come risolverle”.
Procede anche il lavoro per la messa in rete del Portale tematico, ha aggiunto Conte, ed è vicina la pubblicazione della graduatoria per i contributi degli enti, “rallentata” dalla mancata risposta di due di essi al soccorso istruttorio. “Dovrebbe uscire al massimo la prossima settimana”, ha detto Conte, rassicurato sul punto dall’Ufficio V che per l’anno prossima pensa ad una “misura draconiana” e cioè “tagliare fuori gli enti gestori che non risponderanno subito alle richieste di soccorso istruttorio per evitare ritardi” per tutti gli altri.
Quanto alla Spagna, Conte ha stigmatizzato più volte nel corso della sessione la presenza “ufficiale” dell’Italia solo a Madrid e Barcellona.
In entrambe le città sono attive due Scuole Italiane (delle 8 in totale nel mondo) a nome delle quali sono intervenuti i dirigenti Massimo Giuseppe Bonelli (Madrid) e Patrizia Carfagna (Barcellona) che hanno illustrato le attività degli Istituti e i contesti in cui operano.
La parola è poi passata a Maurizio D’Ubaldo, dell’ente gestore che gestisce la Scuola materna italiana di Madrid e ad Antonio Gucciardo, capo dell’ente gestore che gestisce la Scuola dell’infanzia a Barcellona: entrambi hanno criticato la “distanza” mantenuta dall’Amministrazione, sottolineato le difficoltà che hanno affrontato, soprattutto durante e dopo il covid, l’importanza di avere un sostegno concreto al loro operato ma anche di avere sedi belle e adeguate come le altre scuole internazionali.
Interventi che, ha sintetizzato la presidente della Commissione lingua e cultura del Cgie Lidia Campanale, dimostrano quanto il tema sia “molto complesso e trasversale”. Ricordata la particolare “attrattività della lingua italiana”, Campanale ha invitato a “non perdere questa ricchezza per difficoltà organizzative e amministrative”. L’Italia ha prodotto “modelli educativi apprezzati in tutto il mondo”, che per essere promossi all’estero hanno bisogno di “risorse finanziarie mirate”. Serve, ha aggiunto, anche “un sistema funzionale che supporti piani pluriennali: i corsi di lingua e cultura non si esauriscono in un semestre, le scuole non programmano attività in mesi o anno, c’è una verticalità dall’infanzia al liceo. Oggi gestire una scuola significa gestire un’azienda con sfide legate a inclusione, multilinguismo”, servono “docenti esperti” ma anche “collaborazioni con le associazioni perché la lingua non si apprende solo in classe, ma soprattutto grazie ad attività extra scolastiche che creano comunità”.
Il Cgie, ha aggiunto, in questi anni “ha iniziato a dialogare con la Dgit, che ora è molto aperta ai nostri suggerimenti e collabora con noi tramite il tavolo tecnico che accorcia la lontananza tra amministrazione enti e scuole”. La Commissione ha “lavorato su assegnazioni e percentuali per gli enti”, un “sistema che si sviluppa su tranche e momenti diversi” e che rappresenta una sfida “perché le scuole all’estero fanno i conti anche con i diversi sistemi scolastici dei paesi dove operano”. Quanto alla pubblicazione delle graduatorie, Campanale ha lanciato un appello agli enti gestori che fanno richiesta di contributi per i progetti affinchè rispondano “in modo tempestivo ai soccorsi istruttori”. Ricordata infine l’importanza della digitalizzazione, Campanale ha concluso sottolineando che “investire nella cultura e nella formazione linguistica significa investire nella partecipazione attiva, in un Sistema attivo e coordinato che dà crescita all’Italia”.
Nel dibattito sono intervenuti il consigliere Pietro Mariani (Spagna), che ha ricordato il tentativo fallito di inserire l’italiano come terza lingua elle scuole a Toledo perché l’Italia “non rispose alla richiesta delle autorità spagnole”; Barbara Sorce (Svizzera), che ha lodato i progetti di inclusione attivi nelle Scuole italiane in Spagna e posto l’accento sulla opportunità di trovare risorse per attuare percorsi di sostegno negli istituti, soprattutto nei Paesi dove storicamente la scuola non è inclusiva per chi ha esigenze particolari; Marilena Rossi (Germania), che ha criticato la mancanza di corsi ed enti fuori da Madrid e Barcellona, dove l’encomiabile lavoro delle Scuole rimane riservato ad utenitun una “elite”, e chiesto come mai non ci sia mai stata una iniziativa di famiglie o dei Comites in tal senso.
Conte ha ripreso la parole per criticare l’approccio di quanti vorrebbero indirizzare risorse solo alle scuole (8 nel mondo) a discapito di tutti gli altri attori che si occupano di lingua e cultura: “parliamo di identità culturale o di promozione culturale? Perché i fondi non ci sono” e se si tolgono agli enti gestori “questi chiudono”.
A favore delle scuole bilingui si è detto Silvestro Gurrieri (Germania), che ha richiamato la scuola italo-tedesca nata a Wolfsburg negli anni 90, perché favoriscono meglio l’integrazione; dello stesso parere Luigi Billè (Uk).
Ultima ad intervenire, la segretaria generale del Cgie, Maria Chiara Prodi, ha citato il dualismo del sistema pubblico-privato, richiamate le eccellenze delle scuole italiane anche nel mondo prima di sottolineare l’importanza della sussidiarietà: “gli enti gestori rappresentano una forma di sussidiarietà che esercita una funzione pubblica ed è sottoposta ad un controllo pubblico. La difficoltà risiede nel fatto che si chiede un’amministrazione pubblica a strumenti di volontariato, che devono esser duttili”. Su questo Cgie e Farnesina devono lavorare per trovare una soluzione che non penalizzi nessuno. (m.c.\aise)