Miglioramento dei servizi e rapporto più stretto: alla Plenaria Cgie le Relazioni Continentali

ROMA\ aise\ - Migliaia di chilometri di distanza. Migliaia, milioni di italiani sparsi nel mondo, ma le richieste, e le criticità, sono spesso simili nonostante tutto: miglioramento dei servizi consolari, soprattutto in questo momento in cui la nuova legge di cittadinanza ha provocato richieste maggiori da parte dei connazionali all'estero alla rete diplomatico-consolare, e un rapporto più strutturato.
Questo è quanto emerso dalle Relazioni delle Commissioni Continentali, e da quella del Gruppo di nomina Governativa, lette questo pomeriggio all'assemblea plenaria del CGIE, riunita alla Farnesina.
Il primo a prendere parola nel pomeriggio è stato Giuseppe Stabile, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, che ha ricordato come l'Europa continui a rappresentare "il principale baricentro dell’azione consolare e amministrativa della rete estera italiana". Ha quindi sottolineato la quantità di risorse umane che utilizza il continente sul personale MAECI, che però non toglie che i servizi consolari continuino ad avere "una domanda estremamente elevata", soprattutto nei Paesi europei caratterizzati da forte mobilità italiana recente. Tra queste, Stabile ha parlato in particolare della Spagna, che "si conferma una delle realtà consolari più impegnative e dinamiche dell’intera rete europea" e del Regno Unito.
Nel complesso, ha aggiunto ancora il Vice Segretario Generale Stabile, "i dati dell’Annuario" confermano come l’Europa costituisca "il principale teatro operativo della diplomazia consolare italiana, caratterizzato da una crescente pressione sui servizi di cittadinanza, documentazione personale, assistenza ai connazionali e tutela amministrativa". E la mobilità nel continente è "sempre più intensa". Per questo, secondo Stabile, è necessario avere "un costante rafforzamento organizzativo della rete consolare". Tra le maggiori problematiche, sono emerse esigenze per un rafforzamento dei servizi consolari e assistenziali, e alcune "criticità operative", specie riguardo le "nuove vulnerabilità".
I territori, come affermato da Stabile nella sua relazione, hanno quindi segnalato le loro priorità e le criticità emerse: dal Belgio è stato chiesto un miglioramento nei tempi di rilascio di passaporti e CIE e il rafforzamento della presenza consolare nelle aree periferiche, l'aumento di sportelli itineranti, maggiore coordinamento tra rete e Comites/CGIE, e maggiore coinvolgimento dei giovani e degli anziani. La Germania e la Svizzera hanno invece segnalato ulteriori criticità dovute ai rallentamenti nell’erogazione dei servizi consolari.
"La rete consolare europea si trova oggi ad affrontare una trasformazione profonda delle esigenze delle collettività italiane all’estero - ha infnine concluso Stabile -, che richiede un progressivo rafforzamento organizzativo, tecnologico e umano della presenza dello Stato italiano in Europa".
A seguire, si è parlato degli italiani in America Latina con il Vice Segretario Generale Mariano Gazzola, che ha spiegato i temi principali toccati nei lavori della Commissione, incontratasi prima in Brasile, nel novembre 2025, poi a Roma nei giorni scorsi: Servizi Consolari e la legge di Cittadinanza, che ha introdotto "nuove difficoltà di accesso per i richiedenti e determinando un aumento del carico di lavoro negli uffici".
"L’abbiamo detto e continuiamo a dirlo: la legge di cittadinanza è una sciagura, una norma di difficile applicazione e lungi dall’essere una questione chiusa". Gazzola, riportando la questione giunta dall'America Latina, l'ha definita inequivocabilmente come "una ferita aperta".
Ma nonostante queste criticità, Gazzola ha riferito di "un miglioramento nell’erogazione di alcuni servizi consolari", in particolare sul rilascio dei passaporti. Da più parti, ha poi segnalato, "permane e si aggrava la prassi di richiedere ai cittadini documenti già in possesso dell’Amministrazione". Per tale ragione, ha chiesto di uniformare le procedure almeno a livello nazionale" e "potenziare la condivisione delle buone pratiche".
Problematiche sono emerse anche riguardo il sistema Fast-IT e la trascrizione degli atti di stato civile, che "sono spesso in ritardo" e "colpiscono l'operatività delle nostre sedi consolari". "Queste difficoltà oggi colpiscono l'America Latina, domani colpiranno l'Europa", ha spiegato Gazzola chiedendo all'Assemblea di intervenire sull'argomento.
Preoccupazione anche riguardo il nuovo personale che "non si è tradotta in un rafforzamento delle sedi consolari in America Latina" e per la quale servirebbero "incentivi e misure specifiche" per rendere "più attrattiva" l'area. Così come preoccupazione è stata manifestata riguardo l'applicazione della Circolare Ministeriale n. 4, che "andrebbe rivista", e la diffusione della lingua e della cultura italiana, per la quale servirebbe "l’avvio del tavolo tecnico" per collaborare in modo migliore con gli enti gestori. "Agli iscritti AIRE in America Latina non è destinata una politica organica di formazione linguistica e culturale".
Per concludere, Gazzola ha poi ricordato come la legge di cittadinanza, "valida ma non giusta", non possa creare "cittadini di serie b". La preoccupazione maggiore risultano essere la situazione legata ai minori, che "sono soggetti a termini temporali di iscrizione", e quella legata agli italiani provenienti dai territori dell’ex Impero austro-ungarico (trentini e giuliani): "sono inaccettabili", "chiediamo al governo e al Parlamento di intervenire". Per concludere, ha esortato l'avvio di una campagna informativa per le elezioni dei Comites. Una campagna da iniziare subito, in modo innovativo e conformando le regole per iscriversi al voto. Da ultimo, ha chiesto anche un maggiore coinvolgimento della Commissione riguardo al Premio Schiavone.
Intervenuto brevemente anche Giovanni Buzzurro, Presidente del Comites del Messico, che ha esortato ad avere un rappresentante al CGIE dal paese americano. "Siamo una piccola comunità" (30 mila gli italiani residenti) "ma dal punto di vista economico ha un ruolo di primaria importanza". "I nostri connazionali si sentono un po' abbandonati. Abbiamo però una comunità attiva, in un Comites molto inclusivo". Buzzurro ha infine espresso dubbi sulle elezioni di fine anno. Specie per le responsabilità dei bilanci consultivi.
A seguire ha parlato Silvana Mangione, Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, che prima ha lamentato il "profondo vulnus" che ha subito la sua Commissione territoriale dopo l'approvazione dello "scellerato decreto" che lega il numero di consiglieri agli iscritti all'AIRE. "Una decurtazione che ha portato anche all'esclusione totale dell'Africa. Abbiamo perso un intero Continente". In seguito, ha letto i risultati di una ricerca di due professori universitari sulle istanze degli italiani collegati ai Comites di Stati Uniti, Canada e Australia. Un documento dal quale sono emerse diverse criticità, tra cui i servizi consolari e la difficoltà "erculea", con la nuova legge sulla cittadinanza, per "ottenere i documenti". Oltre a questo, è emersa la difficoltà a ricevere risposte chiare dalla rete diplomatica, così come problemi sono stati riscontrati nei tempi di attesa. Importante, per i Comites a cui ha dato parola Mangione, "rafforzare il personale consolare in tempi rapidi" e "introdurre nuovi strumenti tecnologici". Anche rispetto ai fondi, "spesso in ritardo", e all'aggiornamento degli elenchi AIRE si è chieso un miglioramento. Così come è stato fatto rispetto alle relazioni tra Comites, Rete consolari e patronati e sulla promozione della cultura.
Al termine della sua Relazione, contestata da alcuni consiglieri per lunghezza e contenuti, è voluto intervenire Francesco Papandrea (rappresentante dall'Australia), che ha voluto dissociarsi ufficialmente da questa ricerca poiché presentava alcuni "errori" nelle informazioni riportate da Mangione.
Rimanendo sui paesi anglofoni extra-Ue, è intervenuto come ospite dall'Africa, Piergiorgio Devalle, Presidente del Comites Johannesburg: "in questo momento gli italiani in Africa chiedono una cosa: accesso. Accesso ai diritti e ai servizi. E questo accesso è sempre più difficile. L'esclusione amministrativa è quasi totale. E rischiamo di rimanere anche senza documenti". Ha sollevato poi il problema del Piano Mattei, per cui il Governo non ha voluto contattare le comunità italiane in Africa: "ignorarle è un errore operativo, non politico. Poiché gli italiani in Africa sono un ponte economico e geopolitico, ma i ponti se non sono mantenuti crollano".
Infine è intervenuto Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa, che ha spiegato come la sua Commissione abbia lavorato nei giorni scorsi parlando dell'attuale contesto emigratorio che sembra caratterizzato da "un'ulteriore aumento" poiché "l’emigrazione storica si è fusa insieme alla nuova emigrazione". A questo aumento, però, "non corrisponde una sensibilità adeguata da parte dei governi". Anzi, a questo proposito permangono "problemi strutturali interni" in Italia. Serve dunque, secondo Lodetti, approccio nuovo che guardi sia alle necessità che ai bisogni complessivi di un’emigrazione composita". L'obiettivo, per il Vice Segretario Generale, deve essere quello di "cercare di guardare alla mobilità contemporanea e a tutti gli italiani all’estero, non solo come una “perdita” (fuga di capitale umano) ma come una risorsa strategica". Per farlo, serve una "strategia nazionale" che integri "emigrazione, sviluppo, tutele, politica estera, lingua e cultura, rappresentanza e cittadinanza".
Durante la riunione della Commissione si è anche discusso delle prossime elezioni dei Comites, per cui bisogna "favorire in tutti i modi una maggiore partecipazione". A tal fine, è emersa una divergenza su una possibile diminuzione del numero minimo di sottoscrittori per le liste che si presentano alle elezioni.
Riguardo alla relazione tra Comites e CGIE, Lodetti ha spiegato che dalla Commissione è stata espressa la necessità che il rapporto "debba essere sempre più stretto e debba strutturarsi sempre di più". Sui servizi consolari, invece, hanno riscontrato le "gravi difficoltà" in Europa che rischia di far "collassare" il sistema. Soddisfazione, invece, è emersa riguardo la decisione del ritorno dell’attività degli Enti Gestori per la promozione della lingua e della cultura italiana sotto la competenza della DGIT. (luca.mattuezzi/aise)