Provvidenze ai perseguitati politici antifascisti e razziali: il Comites informa i connazionali in Israele

TEL AVIV\ aise\ - A maggio 2026 si è tenuta la prima riunione dell'anno della Commissione per le provvidenze ai perseguitati politici antifascisti e razziali, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e operante presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ne dà notizia il Comites di Tel Aviv secondo cui “la ripresa dei lavori della Commissione rappresenta un segnale significativo e costituisce l'occasione per ricordare a tutti gli aventi diritto la possibilità di presentare domanda per il riconoscimento delle provvidenze previste dalla Legge 10 marzo 1955, n. 96 (cosiddetta Legge Terracini)”.
Si tratta di “un'importante notizia di interesse per la comunità italiana in Israele”, continua il Comites che ha illustrato ai connazionali le modalità per chiedere tali provvidenze.
Si può fare sia domanda diretta che indiretta. La prima spetta ai cittadini italiani perseguitati personalmente per motivi razziali nel periodo 1938–25 aprile 1945: “a seguito della riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 31 dicembre 2020, n. 178) - ricorda il Comites – la persecuzione razziale nei confronti degli ebrei presenti in Italia nel periodo delle leggi razziali è presunta per legge: non è più necessario dimostrare caso per caso di aver subito un singolo atto di discriminazione. È sufficiente il certificato di iscrizione alla Comunità Ebraica”.
La domanda indiretta, invece, può essere presentata dai figli del perseguitato (maggiorenni, inabili a proficuo lavoro, con reddito entro i limiti di legge) e dai coniugi superstiti (con reddito entro i limiti di legge).
Chi aveva presentato domanda in passato e si era visto opporre un rifiuto prima della riforma del 2020 – sottolinea il Comites – può valutare di ripresentare l'istanza alla luce del nuovo quadro normativo, verificando se sussistano i presupposti per un riesame.
Le provvidenze consistono in un assegno vitalizio di benemerenza, nell’accreditamento di contributi figurativi a carico dello Stato presso l'INPS e nel riconoscimento della qualifica di perseguitato politico-razziale.
I residenti all'estero possono presentare la domanda tramite l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv che fa da tramite con il MEF.
Nel caso in cui non sia possibile reperire documentazione ufficiale sulle persecuzioni subite, le dichiarazioni testimoniali possono essere rese dinanzi a un funzionario consolare. Tali dichiarazioni devono essere rese da almeno due testimoni in grado di attestare i fatti in maniera dettagliata e circostanziata.
“Invitiamo chiunque ritenga di avere i requisiti — o abbia familiari potenzialmente aventi diritto — a non lasciar trascorrere questa opportunità”, conclude il Comites. “A settant'anni dalla Legge Terracini, il riconoscimento morale e materiale delle persecuzioni fasciste e razziali resta un atto di giustizia ancora attuale”.
Per chiarimenti sulla compilazione della domanda si può scrivere all’indirizzo Uff7dst.dag@mef.gov.it. I moduli sono scaricabili sul sito www.dag.mef.gov.it. (aise)