Romagnoli (Cgie): il Made in Italy pilastro autorevole della presenza italiana nel mondo

ROMA\ aise\ - In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, che si celebra oggi, 15 aprile, in Italia e nel mondo, Massimo Romagnoli, nella sua veste di presidente della V Commissione del CGIE – Promozione del Sistema Italia e del Made in Italy all’Estero, ha voluto rivolgere “un messaggio di orgoglio, responsabilità e fiducia a tutte le imprese italiane, ai lavoratori, agli artigiani, ai professionisti e alle comunità italiane nel mondo che ogni giorno contribuiscono a rendere grande il nome dell’Italia”.
La Giornata “è stata istituita per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana”, ricorda Romagnoli, osservando come il Made in Italy non sia “soltanto un marchio”, ma “un patrimonio nazionale. È cultura del lavoro, intelligenza produttiva, capacità di innovare senza perdere il legame con le nostre radici. È la sintesi perfetta tra tradizione e modernità, tra territorio e visione internazionale. È ciò che rende l’Italia riconoscibile, rispettata e amata nel mondo”.
“Oggi più che mai abbiamo il dovere di difendere, valorizzare e proiettare il Made in Italy verso il futuro”, continua Romagnoli. “Significa sostenere le imprese che investono, tutelare la qualità delle produzioni italiane, rafforzare la presenza delle nostre eccellenze sui mercati esteri e creare un ponte concreto tra l’Italia e le nostre comunità nel mondo, che rappresentano una straordinaria rete di promozione economica, culturale e istituzionale”.
“La V Commissione del CGIE intende contribuire con determinazione a questo percorso, promuovendo un’idea di Made in Italy non solo come eccellenza produttiva, ma come strumento strategico di politica economica, diplomazia economica e rafforzamento dell’identità italiana nel mondo”, sottolinea il presidente Romagnoli, che lancia poi “un messaggio chiaro: il Made in Italy va protetto non con la nostalgia, ma con il coraggio. Con il coraggio di innovare, di investire nei giovani, di rafforzare la formazione, di accompagnare le imprese nei processi di internazionalizzazione e di costruire una nuova centralità dell’Italia nei settori chiave dell’economia globale. Per il 2026”, rammenta Romagnoli, “il MIMIT ha indicato proprio la formazione come tema unificante dell’iniziativa, con priorità alle competenze giovani e alla trasmissione dei saperi”.
“Parlare di Made in Italy significa parlare di una filiera che unisce impresa, lavoro, conoscenza, bellezza, sostenibilità e reputazione”, incalza Massimo Romagnoli. “Significa affermare una visione dell’Italia capace di competere nel mondo non abbassando la qualità, ma alzando il livello della propria ambizione”.
A nome della V Commissione del Cgie Romagnoli rinnova quindi il suo “impegno affinché il Sistema Italia all’estero sia sempre più forte, coordinato e protagonista e affinché il Made in Italy continui ad essere uno dei pilastri più autorevoli della presenza italiana nel mondo”.
“Il Made in Italy è la nostra forza, la nostra credibilità e il nostro futuro. Difenderlo, promuoverlo e farlo crescere”, conclude, “è una responsabilità nazionale”. (aise)