Servizi consolari in Europa: il personale fa miracoli ma servono risorse

ROMA\ aise\ - Nei consolati italiani il personale “fa miracoli”, ma in alcune sedi la gestione dei servizi è in emergenza da tempo e la prossima data di scadenza della validità delle carte di identità cartacee non farà che aumentarla. Questo, in sintesi, quanto emerso dalla sessione dedicata ai servizi consolari discussa dalla Commissione continentale Europa – Nord Africa del Consiglio generale degli italiani all’estero riunita a Madrid. Moderati da Giuseppe Stabile, vicesegretario d’area, i lavori sono proseguiti nel pomeriggio, alla presenza dei Consoli generali di Madrid, Spartaco Caldararo, in presenza, e a Barcellona, Luca Fava, collegato da remoto. Assente la Direzione generale per i servizi agli italiani all’estero, come evidenziato da alcuni consiglieri, amareggiati per la mancanza di un interlocutore dell’Amministrazione.
Diversi i consiglieri intervenuti al dibattito per sottolineare le criticità prodotte dalla mancanza di un organico adeguato.
Scigliano (Germania) ha prima ricordato l’istituzione, all’interno del Cgie, del gruppo di lavoro sui servizi consolari che ha presentato diverse proposte, alcune delle quali divenute realtà, e ordini del giorno e poi rilanciato quella per “togliere la territorialità ai consolati solo per il rilascio dei documenti: in Italia puoi fare la carta di identità in ogni comune, potrebbe essere lo stesso anche per gli Aire nei Consolari”.
Conte (Germania) ha riferito delle sedi in Germania, tra cui la sua Stoccarda, in affanno per le Cie ribadendo più volte di aver chiesto all’Ambasciata, senza successo, i dati sui cittadini con la sola Carta di identità cartacea. Annotazione replicata anche dalla collega Rossi.
Dati, ha spiegato loro Fava, che lui ha ricavato grazie alla campagna avviata a maggio 2025, grazie alle email inviate a ciascun iscritto Aire estrapolato dai dati del Consolato da cui emergeva un numero consistente di connazionali senza Cie.
A Manchester, ha detto D’Angelo il Consolato è sotto organico tanto che a maggio hanno “fatto 56 Cie, 287 da inizio anno. Serve più personale per far migliorare i servizi”.
Secondo Stabile, non è solo questione di numeri ma anche di qualità del lavoro fatto: “alla plenaria e in Comitato di presidenza ci hanno informato che sarebbe stato operativo l’organico di nuovi diplomatici; si tratta di personale giovane e preparato”.
Tutte le amministrazioni pubbliche, ha aggiunto Mariani (Spagna), “in base ai servizi hanno parametri sul personale necessario”.
Un punto, ha spiegato Caldararo – che prima di arrivare a Madrid è stato alla Dg risorse e personale della Farnesina – che non è scontato: “gli organici delle sedi da un lato si cristallizzano nel tempo, dall’altra crescono insieme alle collettività. Ci sono questioni tecniche non semplici: è difficile togliere risorse ad una sede perché ha meno servizi ma è altrettanto difficile darle ad una nuova. La DG lavora sugli organici sulle segnalazioni, ma soprattutto sulle disponibilità. Se crei posti in una sede li devi chiudere in un’altra”. Serve “tanta diplomazia interna”, ha spiegato. Certo “ci sono le nuove assunzioni” e certo “ci vogliono più risorse umane”, ma, come ha detto anche alla Conferenza dei consoli, “le risorse vanno anche governate: la cura e la gestione del personale vanno di pari passo alla qualità del servizi”. Tornando alla proporzione iscritti Aire – personale consolare “non c’è un parametro numerico. Shanghai non ha una elevata presenza di italiani Aire, Casablanca neanche, ma erogano altri servizi”.
Su questo punto, Conte ha interpellato direttamente la DG Falcinelli per chiedere quale sarebbe l’organico “ideale” in un Consolato, ma senza risposta. La console a Stoccarda “ha chiesto 4 impiegati a tempo, non ne ha avuto nessuno”.
Sorce (Svizzera) ha chiesto se ci sono incentivi per attrarre funzionari consolari in sedi poco “attrattive” tra cui anche quelle svizzere.
“Gli incentivi ci sono”, le ha risposto Calderarao, nel senso di “punteggio aggiuntivo” oppure per “fare domande in deroga” praticamente a tutto; c’è poi il fronte economico, ma “la coperta è corta”. I nuovi assunti, ha osservato, “manifestano più volontà a mettersi in gioco anche con assegnazioni brevi e ciò lascia ben sperare” per la copertura di sedi poco appetibili.
In Svizzera, ha aggiunto Vaccaro, ci sono 117 funzionari suddivisi nelle 4 sedi ma a Basilea su 18 persone (per 115 mila Aire) “fattivamente lavorano in 8).
A Manchester, ha aggiunto D’Angelo, “si è passati da 80mila Aire nel 2022 ai 125mila di oggi e l’organico è rimasto lo stesso. Nell’ultima riunione di coordinamento consolare in Ambasciata ho chiesto al Console di quante persone avesse bisogno, mi ha risposto almeno 4/5 unità in più: è su questo dato che dobbiamo lavorare” per fornire servizi migliori a tutti i connazionali, a cominciare dai più fragili.
Sul punto, Scigliano ha auspicato che i nuovi mezzi informatici non sostituiscano del tutto quelli cartacei, a beneficio dei più anziani che non riescono ad usare le nuove tecnologie, mentre Vaccaro ha sottolineato l’opportunità di istituzionalizzare le “corsie preferenziali” per gli anziani attivate da alcune sedi. Dovrebbe “diventare un obbligo” per tutti, ha aggiunto. Ma il punto è sempre lo stesso: avere personale sufficiente da dedicare a questi sportelli. (m.c.\aise)