Partenariato agroalimentare più stretto tra Italia e Kazakistan, Uzbekistan e Azerbaigian nel segno di Coldiretti e Filiera Italia

ROMA\ aise\ - Esistono condizioni concrete per costruire partenariati di lungo periodo sull'agroalimentare, basati su complementarità tra i sistemi produttivi di Italia, che può mettere a disposizione un modello agroalimentare avanzato, fondato su qualità, sostenibilità e innovazione tecnologica, e di Kazakistan, Uzbekistan e Azerbaigian, che invece possono contare su ampie risorse agricole, su una forte presenza rurale e su una chiara volontà politica di rafforzare l’autosufficienza alimentare
Questo è quanto dichiarato da Coldiretti e Filiera Italia che sono risultate tra le protagoniste del Business Forum Italia – Asia Centrale e Azerbaigian, in corso in queste da ieri a Roma e dedicato a innovazione, agricoltura rigenerativa e digitalizzazione per sistemi agroalimentari sostenibili.
L'appuntamento è stato organizzato nelle scorse ore dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in collaborazione con l’agenzia ICE, che ha visto il confronto diretto con i rappresentanti istituzionali di Kazakistan, Uzbekistan e Azerbaigian, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e sviluppare nuove opportunità di collaborazione nel settore agroalimentare.
Nel corso degli incontri con i ministri dei tre Paesi, Coldiretti e Filiera Italia hanno evidenziato come esistano condizioni concrete per costruire un partenariato duraturo. In questo quadro, Coldiretti e Filiera Italia possono avere un ruolo strategico per sostenere lo sviluppo di filiere agroalimentari moderne, resilienti e orientate all’export, contribuendo al rafforzamento della sicurezza e della sovranità alimentare.
Oggi sono stati sottoscritti due Memorandum of Understanding da parte di Coldiretti e Filiera Italia alla presenza dei Ministri dell’Agricoltura italiano, uzbeko e azero. Gli accordi definiranno un quadro di collaborazione a medio e lungo termine nei settori agroalimentare, dell’innovazione, della sostenibilità e della diversificazione economica.
Al centro delle intese il potenziamento dell’interscambio commerciale, in particolare per le produzioni italiane di alta qualità, sempre più richieste nei mercati dell’area, il trasferimento di know-how per lo sviluppo delle filiere e dei processi produttivi, la diffusione dei modelli di multifunzionalità agricola e vendita diretta, oltre al rafforzamento delle attività di ricerca, formazione e capacity building degli operatori.
“Esistono le basi per una cooperazione a lungo termine in grado di generare crescita, innovazione e sicurezza alimentare di questi Paesi - ha dichiarato Luigi Scordamaglia, capo area mercati, politiche comunitarie e internazionalizzazione di Coldiretti e Amministratore delegato di Filiera Italia -. Rafforzare la cooperazione nel settore agroalimentare non è solo un'opportunità economica, ma un investimento strategico nello sviluppo rurale e nella sostenibilità. Lavorando insieme possiamo sostenere l'innovazione, aumentare la produttività e creare nuove opportunità per le imprese e le comunità, rafforzando anche le esportazioni italiane verso quest’area. L’Italia è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza e le proprie tecnologie per costruire partenariati solidi e duraturi con un approccio win win”. (aise)