Zoppas (Ice) sui dati export: dopo due anni di consolidamento il made in Italy cresce

ROMA\ aise\ - ”Dopo due anni di consolidamento in un contesto avverso e nonostante i dazi, il cambio euro dollaro, i conflitti bellici e tutte le criticità attuali, l’export del Made in Italy chiude il 2025 con un valore di 643 miliardi, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente”. È quanto afferma Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia, commentando gli ultimi dati sull’export diffusi dall’Istat.
Zoppas parla di “un risultato che appare particolarmente significativo tanto nel confronto con la performance dell'UE (+2,2%), e con quella dei suoi principali esportatori (+0,9% la Germania, +2,0% la Francia, in leggero ripiegamento Belgio e Spagna), quanto con quello dei principali esportatori mondiali (+0,9% la Cina, stabile il Giappone, in leggera flessione la Corea del Sud)”.
“Nel 2025 il bello e ben fatto italiano dimostra di essere più forte degli ostacoli tanto nei confini europei (+4,2%) quanto al di fuori (+2,4%)”, continua il presidente Ice. “La farmaceutica è il settore che ha portato il contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti di incremento complessivo provengono da questo settore; seguono i metalli e prodotti in metallo e l'agroalimentare, con rispettivamente 1 e 0,5 punti del totale. L'export di prodotti agroalimentari (+4,9% la variazione 2025/2024) si è attestato a 72,4 miliardi, quello della meccanica si conferma a poco meno di 100 e quello del tessile, abbigliamento e calzature si è ridotto dell’1,9%, attestandosi a 60,8 miliardi”.
“Dicembre 2025 (+4,9% rispetto a dicembre 2024) ha contribuito con 2,4 miliardi ai 20,4 miliardi di incremento dell'export sull’intero 2024: di questi 13,2 si sono prodotti nei mercati UE (+4,2%) e 7,2 nell'extra UE (+2,4%)”, afferma ancora Zoppas, analizzando i dati. “Il mercato UE più dinamico è stato la Spagna (+10,2%), seguita da Polonia, Austria e Francia; dopo due anni di flessione sono tornate a crescere anche le vendite verso la Germania (+2,3%), principale mercato di destinazione del nostro export. Tra gli europei non UE, sale la Svizzera (+16,3%) e scendono la Turchia (-23,1 complessivamente, -4,6% se escludiamo la gioielleria) e la Russia (-15,4%)”.
Quanto agli Stati Uniti, “il 2025 si chiude con un +7,2%, sintesi di una crescita molto sostenuta nella prima parte dell'anno e di un deciso rallentamento nella seconda. L’andamento delle vendite verso gli USA andrà monitorato attentamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi considerando le incertezze legate ai dazi e al cambio euro/dollaro. Sfiora il 10% la crescita dell'export in India (+9,4%), mentre si riduce del 6,6% il valore delle vendite in Cina, nonostante un ultimo trimestre in territorio positivo”.
“È fondamentale proteggere i contratti acquisiti negli Usa e diversificare nel resto dei mercati globali. In questo senso”, conclude Zoppas, “il Piano d’azione per l’export, promosso dal MAECI e dal Ministro Antonio Tajani, rappresenta una leva fondamentale per sostenere le imprese nei mercati esteri, insieme a resto del Sistema Paese. Il Governo sta spingendo molto sulla crescita dell’export destinando importanti risorse: dobbiamo trasformarle in azioni concrete, potenziando fiere, collettive estere, uffici nel mondo e attività di business matching, a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese“. (aise)