A Gianni Lattanzio il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2026 per il libro sulla Santa dei Migranti

ROMA\ aise\ - Si intitola "Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano" ed è il libro con cui Gianni Lattanzio ha ricevuto, a Palazzo Mauri, a Spoleto, il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2026. Lattanzio, ricevendo il premio promosso dallo Spoleto Art Festival, presieduto dal professor Luca Filipponi con il patrocinio dell'Associazione internazionale dei critici letterari, si è detto "commosso" e ha voluto dedicare il premio "ai milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra in cerca di dignità, e a chi oggi arriva in Europa con la stessa speranza".
Sull'attualità della Patrona universale dei migranti, l'autore ha sottolineato come la figura di Francesca Cabrini sia stata quella di "una donna delle frontiere", capace di unire "fede all'azione concreta, accoglienza all'educazione e carità a una straordinaria capacità organizzativa" in un'epoca in cui gli emigranti italiani venivano disprezzati.
Lattanzio ha quindi tracciato un parallelo tra la storia e le sfide contemporanee: "Oggi le frontiere non sono più soltanto geografiche, sono anche tecnologiche. L'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie aprono opportunità immense, ma rischiano di creare nuove esclusioni e nuove periferie digitali. Cabrini ci ricorda che ogni innovazione va misurata sulla dignità della persona: dobbiamo far sì che la tecnologia unisca invece di dividere e che l'IA resti al servizio dell'uomo".
In merito alle politiche europee sull'innovazione, l'autore ha aggiunto che "l'Europa ha scelto di regolare l'intelligenza artificiale mettendo al centro i diritti fondamentali, una scelta che risponde allo spirito dell'umanesimo cristiano. Ma le regole non bastano: servono educazione e alfabetizzazione digitale per chi rischia di restare indietro".
"Il messaggio di Cabrini è una bussola per il presente", ha concluso Lattanzio. "Vale per le migrazioni e per l'era digitale: nessuna frontiera deve far perdere di vista la persona". (aise)