Associazioni di ricercatori italiani nel mondo: un ruolo sempre più operativo

ROMA\ aise\ - Il ruolo delle Associazioni di ricercatori italiani all’estero continua ad essere sempre più operativo. Collaborazione come primo obiettivo, ma anche divulgazione, connessioni, aiuto nella mobilità e unità.
Se ne è parlato durante la prima sessione della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, organizzata dalla Texas Scientific Italian Community, in corso di svolgimento nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, a Roma.
La prima ad intervenire è stata Carla Molteni, Presidente dell’Associazione degli Scienziati Italiani nel Regno Unito, un’associazione che conta 900 membri in varie discipline. La comunità accademica italiana nelle università in UK, ha spiegato, è una delle più numerose, con più di 6 mila accademici. Fino a poco tempo fa, era la comunità accademica straniera più numerosa in UK, ma da poco è stata superata dai cinesi. C’è stato un lievissimo declino ultimamente (-1%) tra i ricercatori italiani nel Regno Unito. Ciò, secondo quanto riportato da Molteni, è dovuto agli effetti della Brexit, che ha portato “cambiamenti sostanziali”. Gli studenti italiani sono quelli che hanno subito una variazione maggiore (sono più che dimezzati) rispetto ai ricercatori, che hanno visto solo una “lieve diminuzione”. Però, la Brexit ha portato al centro delle problematiche delle “barriere” che sono emerse: “ci sono difficoltà dovute a ritardi nella ri-associazione dei programmi europei e dei programmi Erasmus”.
L’associazione italiana nel Regno Unito si è detta dunque impegnata a mantenere stretti i legami tra l’Europa e l’UK della ricerca. Tra gli obiettivi elencati dalla Presidente Molteni, connettere, fare networking, informare sulle possibilità di mobilità tra Italia e UK, incentivare la collaborazione fra i due paesi e realizzare workshop ed eventi divulgativi. Nell’ultimo periodo hanno incontrato l’astronauta Samantha Cristoforetti, per fare un esempio. Inoltre, si sono stretti molto i rapporti con le altre associazioni di ricercatori europei in UK. L’obiettivo, in ultima analisi, è quello di “rimanere connessi” in un momento di ridefinizione.
A seguire è intervenuto Fernando Ciaramitaro, che ha presentato l’Associazione Ricercatori Italiani in Messico, di cui è Presidente: ci sono 450 ricercatori italiani. Per lo più, sono attivi nelle scienze sociali e nelle materie umanistiche. L’idea di creare un’associazione “è molto antica”, a quanto ha spiegato Ciaramitaro. Nasce agli inizi degli anni 2000 ma si è concretizzata poi nel 2016. “Ci siamo riformati e abbiamo approvato un nuovo statuto dal quale emerge la nostra, chiara missione: consolidarci come spazio collaborativo multidisciplinare che contribuisca al dibattito nazionale e internazionale sulla ricerca scientifica e umanistica, attraverso ricerca, didattica, divulgazione e attività di sensibilizzazione politica e sociale. Anche queste associazioni sono strumenti di democratizzazione della scienza e della società”.
L’Associazione italiana in Messico ha quindi spiegato i due obiettivi principali, tra gli altri: ricerca e innovazione da un lato e la promozione di nuovi approcci all’analisi e alla ricerca scientifica dall’altro. Il tutto pensato come un dialogo “collaborativo, riflessivo e produttivo che metta in discussione i paradigmi a favore di uno sviluppo sostenibile”.
“Il nostro speciale associazionismo offre all’Italia un valore aggiunto – ha concluso Ciaramitaro -: la capacità di costruire reti scientifiche mondiali, promuovere collaborazioni e relazioni dirette tra istituzioni, sostegno ai giovani e meno giovani per la ricerca scientifica e creare diplomazia scientifica italiana. Proseguiremo su questa strada”, ha assicurato cedendo la parola.
A seguire, ha parlato Ignazio Scimemi, Vicepresidente dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Spagna. “Ci sono 3 mila ricercatori italiani su una popolazione di 300 mila italiani in Spagna. Dunque, l’1% ha un alto valore scientifico”. La Spagna, infatti, “è molto ambita dagli italiani che vogliono fare ricerca all’estero”, ha spiegato. L’associazione è nata nel 2015 per volontà dell’Ambasciata. Dal 2023 “abbiamo avuto l’impulso per un nuovo gruppo dirigente. E la nostra storia è cominciata quindi l’anno scorso”. Il gruppo conta una cinquantina di persone sparse in quasi tutto il territorio spagnolo. Tutte orientate su alcuni obiettivi chiari: “connettere, nel senso di collaborare con enti internazionali e autorità spagnole, promuovere la multidisciplinarità, la diversità e l’educazione giovanile anche nella ricerca, e sostenere la mobilità”. Fino ad adesso, ha informato in conclusione Scimeni, “siamo riusciti ad organizzare un evento al mese (da circa 7 mesi)”.
A chiudere, Vincenzo Di Bartolo, Vicepresidente della Rete dei Ricercatori Italiani in Francia, e Chiara Sarcini, Vicepresidente dell’Associazione Ricercatori e Studiosi Italiani in Cile.
Il primo è intervenuto da remoto portando i saluti di Rossana De Angelis, la Presidente. Ha poi spiegato: “siamo un’associazione senza scopi di lucro che è stata creata nel 2014 con l’incoraggiamento delle istituzioni”. Parole chiave dell’associazione: “persone, idee e progetti”. Un’Associazione nata con l’intento di riunire i ricercatori ma anche professionisti italiani operanti oltre che nella ricerca, nei campi dell'impresa e della cultura in Francia.
La seconda, ha parlato della nascita, nel 2022, dell’associazione che aveva come obiettivo quello di “sostenere i ricercatori, favorire la nascita di progetti multidisciplinari bilaterali e fungere da ponte per nuove iniziative a livello istituzionale, sia nel campo della ricerca che in quello della didattica e della formazione”. Tra gli obiettivi dell’Associazione elencati dalla Vicepresidente Sarcini, figurano quello di promuovere rapporti scientifici e culturali tra le comunità professionali e accademiche italiane in Cile e la controparte cilena, promuovere collaborazioni bilaterali tra istituzioni sulla ricerca e sulla gestione e politica universitaria, creare un ponte tra istituzioni scientifiche dei due pasi e costruire una piattaforma di orientamento e di appoggio per facilitare l’inserimento di studenti o giovani ricercatori italiani nel mondo accademico-scientifico cileno. (l.m.\aise)