Crisi del sistema regionale e superficialità sul turismo delle radici: Scaglione (Lucani nel Mondo) al Convegno di Porta (Pd)

ROMA\ aise\ - “Abbiamo provato a far comprendere con quanta superficialità, anche a livello lucano, si parli senza cognizione di causa di risultati positivi nel settore del turismo, citando i numeri in generale, attribuendoli a quelli del turismo di ritorno e delle radici”. A dirlo è stato Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, intervenendo ieri durante il convegno alla Camera dei Deputati promosso dal deputato del Pd eletto in Sud America, Fabio Porta “Italia al bivio fra spopolamento e fuga dei giovani”.
Scaglione si è concentrato in particolare sulla crisi del sistema regionale in rapporto agli emigrati. Il caso lucano, per lui, è emblematico e “frutto di sciatteria e disinteresse”. Una regione dove i giovani lucani “non emigrano più in Italia ma vanno solo e soprattutto all’estero” e dove le leggi regionali “impediscono il riconoscimento della cittadinanza e quindi non alimentano più il flusso dei rientri nelle piccole realtà”.
Per Scaglione, infatti, questo è un vero e proprio allarme: “ora o mai più, invertire la tendenza e la narrazione anche sulle aree interne”, favorendo l’attrazione per i ritorni a cui servono però maggiori servizi.
Il Presidente del Centro Studi è dunque rimasto interdetto dal plauso per l’indicazione nazionale di “utilizzo di 200 milioni del Pnrr per completare la copertura del Campo centrale di tennis del Foro Italico o della strada statale che conduce al comune di Fondi”. Per lui, infatti, è “improvvido considerare normali bandi di miglioramento di strutture ricettive come opportunità per le nostre comunità lucane nel mondo, a cui nemmeno una linea di incentivazione per i loro rientri è stata dedicata”.
Lo stesso discorso allarmato lo ha fatto “per la confusione che regna nella gestione delle risorse per le associazioni dei lucani nel Mondo, che, come evidenziato nelle scorse ore, sono ferme al 2023 e rischiano di esserlo ancora a lungo unitamente al taglio dei fondi per i Comuni lucani che hanno presentato istanze e progetti atti a favorire i gemellaggi e quindi la ricostruzione del filo con le comunità italo-discendenti”.
“Ecco, in tutto questo emerge la confusione sulle politiche nazionali dove - ha aggiunto Scaglione, che è anche Coordinatore delle Consulte regionali sull'emigrazione - non si riesce ad invertire la tendenza dei tanti giovani che, come rileva qualcuno, non emigrano più verso il Nord Italia, ma vanno all'estero dove le condizioni di vita sono molto più appetibili rispetto alle condizioni offerte nelle aree urbane del Centro Nord. In questo quadro, merita una particolare riflessione il ruolo delle politiche a sostegno della genitorialità e della condizione femminile, senza misurarsi fino in fondo con le profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali che hanno interessato la nostra società e di cui abbiamo discusso in occasione della Giornata dei Lucani nel Mondo”.
E dunque, una svolta sulle politiche regionali in favore dei rientri si impone: “creando condizioni ambientali e di difesa strutturale delle realtà comunali che vanno motivate ed incentivate a costruire la rete dei servizi proprio attraverso investimenti di cui non vediamo la luce nei nostri territori. Per sollecitare una inversione di tendenza ed una narrazione diversa delle nostre comunità lucane nel mondo - ha concluso Scaglione - proveremo a costruire anche qui una Consulta regionale sull'emigrazione autonoma ed organizzata con il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano in questa direzione per dare senso all'accoglienza ed alla tenuta della grande rete dei lucani nel mondo, per la quale si rischia una radicale distruzione”.
“Vigileremo affinché ciò non accada – ha assicurato -, che non si disperdano le risorse impegnate per fini ufficiali come previsto dalla legge regionale in materia, che si rispettino rigidamente le norme a tal proposito impegnate”. (aise)