Da Maniago al mondo: l’Efasce celebra la viaggiatrice Miry Giramondo

Foto Ig: @miry_giramondo

PORDENONE\ aise\ - Due anni fa la scelta di lasciare il suo lavoro a tempo indeterminato e iniziare il suo viaggio nel Mondo: partita il 30 giugno 2024 Miriam Ferrarin, in arte Miry Giramondo, da allora non si è più fermata. La viaggiatrice, originaria di Maniago in provincia di Pordenone ha festeggiato il traguardo dei 730 giorni in viaggio a Ushguli, il villaggio abitato più alto e remoto d'Europa, nel cuore della regione di Svaneti, in Georgia, raggiunta dopo quattro giorni di trekking. Si tratta di uno degli oltre trenta Paesi che ha visitato nel suo viaggio. In ottobre, il rientro in Italia. Ad aspettarla, EFASCE - Pordenonesi nel mondo, che la incontrerà per un evento speciale a lei dedicato: un talk in cui ripercorrerà questo biennio di viaggio in solitaria attraverso il racconto diretto, accompagnato dalla visione delle fotografie e dei video realizzati lungo il percorso.
"Non avrei potuto immaginare un luogo migliore per fermarmi un momento, guardarmi indietro e ripensare a tutto ciò che questo percorso mi ha regalato”, ha commentato Ferrarin dalla Georgia.
“L’EFASCE – ha aggiunto il presidente dell’Ente, Angioletto Tubaro - da oltre un secolo si occupa di assistere chi è partito dal Friuli occidentale: dopo l’emigrazione storica, ci sono ora nuove forme di permanenza all’Estero e Miriam Ferrarin è proprio un esempio di come sia ricca di sfaccettature l’emigrazione moderna. Per questo l’abbiamo invitata per farci raccontare il suo viaggio, le sue esperienze e le sue emozioni”.
Due anni fa Miriam era partita con un'idea ben precisa: concedersi sei mesi di viaggio. Aveva lasciato il proprio lavoro a Londra in diversi gruppi internazionali, la quotidianità e una vita costruita nel tempo. Il tutto con la voglia di riscoprire il mondo e, forse, anche se stessa. In questi due anni ha attraversato decine di frontiere, visitato oltre trenta Paesi (tra Balcani, Medio Oriente, Penisola Arabica, Asia centrale e Sud-est asiatico) e scelto spesso destinazioni considerate difficili o poco conosciute, come l'Afghanistan. Non per collezionare luoghi estremi, spiega, ma per cercare di comprendere realtà diverse dalla nostra e andare oltre gli stereotipi che troppo spesso influenzano il nostro modo di guardare il mondo.
"Viaggiando ho capito che, nonostante le differenze di lingua, religione, cultura e tradizioni, ciò che ci unisce è molto più forte di ciò che ci divide - dice Ferrarin -. Ovunque ho trovato persone con gli stessi desideri: vivere in pace, proteggere la propria famiglia, offrire un futuro migliore ai propri figli e sentirsi accolte e rispettate. Se dovessi riassumere questi due anni in una sola frase, direi che sono stati un viaggio attraverso l'umanità: un viaggio che mi ha insegnato che il mondo è molto più ospitale, generoso e umano di quanto spesso ci venga raccontato. Il regalo più grande che il viaggio mi ha fatto, però, non sono stati i paesaggi o i monumenti, ma le persone. Ho dormito nelle case di sconosciuti, condiviso pasti con famiglie che avevano molto meno di me, ricevuto aiuto nei momenti di difficoltà e incontrato una gentilezza autentica che non si aspetta nulla in cambio”.
Questo viaggio si lega a un progetto, chiamato appunto Miry Giramondo, nato dopo un primo lungo viaggio in Asia nel 2018, con il quale vuole ispirare soprattutto le donne che desiderano viaggiare da sole, scoprendo mete alternative e autentiche: un impegno raccontato quotidianamente sul blog mirygiramondo.com e sui suoi canali social. (aise)