Da New York a Chiaiamari alla scoperta delle proprie origini: “Radici Day” per una famiglia di discendenti

ROMA\ aise\ - È arrivata ieri, 26 maggio, a Monte San Giovanni Campano, nel borgo di Chiaiamari, nella Ciociaria, una famiglia di discendenti italiani arrivata da New York per riscoprire le proprie radici. Un “Radici Day” intenso, costruito e organizzato da Italea Lazio in collaborazione con il Comune di Monte San Giovanni Campano, che ha trasformato un ritorno in Italia in un vero rito identitario.
La giornata si è aperta con la Cerimonia di benvenuto nel Municipio, dove le Autorità locali hanno celebrato il legame tra passato e presente e donato agli ospiti lo stemma della città. Subito dopo, la visita agli Archivi comunali e parrocchiali ha permesso di sfogliare registri antichi, scoprendo date, firme e annotazioni che raccontano la storia degli antenati emigrati oltreoceano.
Momenti di grande emozione sono stati vissuti nelle due chiese simbolo della genealogia familiare: la Chiesa di Santa Margherita, dove fu battezzato l’antenato, e la Chiesa della Santissima Maria del Pianto, rinata anche grazie ai contributi degli avi. Nel documento si legge: “Anche la statua, riportata alla sua luce, porta impressa la loro presenza silenziosa”.
Il percorso è proseguito nei luoghi dove sorgevano le case natali degli antenati, tappe che hanno reso tangibile il legame con la terra d’origine. L’incontro con i parenti ha aggiunto calore e autenticità: racconti condivisi, fotografie, ricordi che hanno attraversato generazioni.
A metà giornata, l’ospitalità ha preso forma in un pranzo a casa dei parenti, un momento conviviale che ha unito sapori, memorie e nuove connessioni familiari.
Italea Lazio, rappresentata da Loreta Di Fazio, ha consegnato ai discendenti la Scatola dei Ricordi, un dono simbolico che custodisce documenti, immagini e materiali raccolte durante le ricerche genealogiche: “un ponte prezioso tra ciò che è stato e ciò che continuerà a vivere”, ha commentato Italea. “Da New York a Chiaiamari, questo Radici Day ha dimostrato che le radici non sono solo un luogo: sono un’eredità emotiva che continua a chiamare, anche dopo un secolo e un oceano di distanza”. (aise)